Economisti del MIT: i robot rubano il lavoro agli americani

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La crisi economica, verificatasi negli ultimi anni a livello globale, ha colpito in particolar modo gli Stati Uniti. Varie analisi hanno cercato di attribuire la colpa della recessione: immigrazione, sistemi bancari, mutui e via dicendo. Un nuovo studio condotto dagli economisti e riportato dal MIT incolpa i robot di aver rubato il lavoro agli americani.

Questa la conclusione degli economisti, che hanno studiato statistiche sulla situazione e sulla crescente polarizzazione del lavoro, osservando una crescente disparità di retribuzione tra i lavori a bassa e ad alta qualificazione. Una serie di studi condotti tra la primavera e l'estate hanno sollevato ora interessanti considerazioni e domande, in previsione dell'Election Day.

L'industria manifatturiera è ancora molto forte negli Stati Uniti, ma impiega principalmente robot rispetto ad esseri umani. L'automazione robotica sembra essere il futuro della manifattura, medicina, biomedica ed altri campi: il rischio è che la popolazione americana di cultura medio-bassa rimanga completamente esclusa da questo tipo di mercato.

David Autor, uno degli economisti del MIT, ha dimostrato in uno studio che certe occupazioni con task ripetitive sono molto più vulnerabili per i lavoratori, che vengono più facilmente sostituiti dai robot. Non è certo una scoperta eclatante: da tempo le procedure ripetitive e di estrema precisione vengono affidate alle macchine.

Il magazine Good rincara la dose:

La classe media sta scomparendo in grande parte perchè la tecnologia ne rende le capacità obsolete.

Lo studio di Autor, condotto in collaborazione con David Dorn del Center for Monetary and Financial Studies di Madrid, ha classificato le operazioni come di routine o non di routine e ha creato una graduatoria delle occupazioni che richiedono questo tipo di operazioni. L'Economist spiega che i segretari, gli addetti allo sportello delle banche e altri generi di impiegati svolgono un lavoro altamente legato alla routine, quindi sono più vulnerabili alla sostituzione da parte dei robot e dell'automazione. Il lavoro negli Stati Uniti quindi si polarizza in un'area dedicata alla specializzazione estrema, con grandi profitti economici.
Ovvero: piove sempre sul bagnato.

Anche ricercatori Europei hanno verificato questo tipo di polarizzazione a seguito dell'adozione massiccia di sistemi IT. I robot sostituiscono l'uomo nella catena di produzione, ma abbiamo visto come presto potrebbero essere in grado di compiere azioni quotidiane più complesse, prendersi cura della casa o dei malati, andando magari man mano a sostituire infermieri, addetti alle pulizie... In realtà, attualmente siamo ancora molto lontani dal panorama cinematografico di "Io Robot". In più, anche i robot necessitano di essere pensati ed assemblati, compito che al momento spetta ancora all'uomo.

La penetrazione della robotica nella quotidianità è inevitabile e irreversibile.

[Via Gizmodo]

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