Sofie, il robot chirurgo con il senso del tatto


I robot utilizzati durante diffigili operazioni chirurgiche non sono più una novità: da tempo infatti offrono maggiore precisione, più stabilità e la possibilità di eseguire interventi a distanza, quando ad esempio uno specialista particolarmente illuminato e magari l'unico in grado di svolgere una determinata operazione, si trova in un altro continente rispetto al paziente.

Gli attuali robot utilizzati per questo genere di interventi però, hanno un difetto sostanziale: non hanno il senso del tatto. Detta così sembrerebbe una barzelletta: in realtà si tratta di un problema reale, che potrebbe compromettere la riuscita di alcune operazioni.

In pratica se i robot incontrano più o meno resistenza da parte dei tessuti umani, il chirurgo che non ci mette letteralmente le mani ma che manovra a distanza la macchina, non lo saprà mai, mentre sarebbe estremamente importante che ne venisse a conoscenza, per eseguire alcune azioni in maniera più precisa.

Per risolvere il problema Linda van den Bedem dell' Eindhoven University of Technology ha progettato e realizzato il prototipo di Sofie, il primo robot chirurgo dotato di sensibilità tattile.

Grazie all'utilizzo di un joystick sistemato su un apposito pannello di controllo, il chirurgo umano potrebbe sentire realmente quale tipo e quale intensità di resistenza può trovarsi a fronteggiare il chirurgo robot sui tessuti umani: il joystick infatti diventa più facile o più difficile da spostare a seconda della pressione che il robot esercita nei confronti del paziente.

Sofie offrirebbe inoltre altre due caratteristiche di estrema praticità: la prima riguarda le sue dimensioni, più compatte dei robot chirurghi utilizzati finora; la seconda riguarda invece il fatto che si tratterebbe di una macchina ancorata al pavimento, in grado quindi di seguirne l'andamento e di non dover subire aggiustamenti se per esempio ci si trova in luoghi dotati di solette in leggera pendenza, come spesso accade.

L'idea è stata brevettata e ora aspetta soltanto di trovare acquirenti, ma prima di cinque anni in ogni caso non potrà essere commercializzata.

[Via Gizmag]

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