SIAE equo compenso stanga smartphone e tablet

Tasse, tasse e ancora tasse. Uno dei pochi settori che tira sempre alla grande, anche in Italia, è quello tecnologico.

SIAE equo compenso

 

Webtax a parte, di cui si parlerà ancora molto, è anche la SIAE (Società Italiana Autori ed Editori) a mettercisi con l’equo compenso, la tassa che colpisce i dispositivi elettronici il cui scopo è quello di risarcire autori ed editori per i download di musica, film e altri contenuti multimediali protetti da copyright, anche se questi non dovessero poi di fatto avvenire.

Potrebbe succedere che, con l’inizio dell’anno nuovo, si possano verificare aumenti del prezzo di tablet, smartphone e computer, tra gli altri, dato che la stessa SIAE ha chiesto che nella Legge di Stabilità venga inserito un emendamento atto a rivedere il sistema di calcolo dell’equo compenso di cui sopra.

Il rincaro della tassazione previsto è intorno al 500%: laddove erano 50 centesimi ora si arriva a 5/6 euro di rincaro per ogni dispositivo tecnologico, con le dovute differenze a seconda della tipologia.

Si prevede che gli introiti raggiungano i 150/200 milioni di euro anche se crediamo che difficilmente i produttori andranno a ritoccare i prezzi al pubblico dei loro dispositivi, prezzo che, come più volte abbiamo detto, è comunque in calo negli ultimi mesi.

Gli operatori non ci stanno


Ovviamente gli operatori del settore non ci stanno e chiedono al Governo di non accogliere la richiesta della SIAE in quanto nuove tasse no farebbero che penalizzare ulteriormente uno dei settori che, come abbiamo detto, è ancora piuttosto florido.

Non ci resta che aspettare gennaio e vedere se uno dei tanti emendamenti proposti alla discussa Legge di Stabilità graverà sui dispositivi che ci sono così cari, in tutti i sensi, e che utilizziamo soprattutto per studiare e lavorare.

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