Droni usati per il contrabbando di tabacchi: arresti in Georgia

I droni hanno prodotto diverse polemiche per l’invasione della privacy. Queste saranno destinate a crescere con la proliferazione di simili dispositivi.

Quattro criminali usavano un drone a sei rotori per dei traffici loschi. Sono stati prontamente catturati dalle forze dell’ordine della Georgia, che hanno messo fine al loro contrabbando di tabacco, messo in atto addirittura nelle carceri.

Uso improprio

Se la gente comune vede in questi strumenti gli aspetti legati al fastidio sul fronte della riservatezza, ce chi ne coglie opportunità ancora più perverse, come nel caso dei delinquenti catturati negli Stati Uniti, che sfruttavano tali ritrovati della tecnica per spacciare tabacco di contrabbando nelle carceri. Difficile immaginare come siano riusciti nell’impresa in quelle poche occasioni in cui ce l’hanno fatta, ma la verità è triste.

Con ciò non voglio bocciare l’utilità dei droni. Ogni strumento, per sua natura, è neutro. Quello che fa la differenza è l’uso. Un coltello, se adoperato per tagliare la carne, è una bella comodità. Se impiegato per infilzare una persona diventa una cosa assolutamente negativa. Il ragionamento vale anche per questi apparecchi volanti.

Sarebbe il caso, anche negli impieghi più comuni, di regolamentarne però l’uso, al fine di limitarne i molti pericoli in agguato.

Varie funzionalità

Ricordiamo che i droni volanti trovano applicazione a raggio sempre più ampio, uscendo fuori dai canali convenzionali, cui si connette spesso la loro immagine.

Mentre prima il campo operativo era confinato alle operazioni militari e alla sorveglianza da parte delle agenzie di sicurezza, oggi questi robots governabili a distanza vengono utilizzati anche per riprese televisive e documentari, spesso di grande fascino.

Il loro apporto costituisce una manna per i giornalisti che operano in ambito naturalistico, cui concedono possibilità inedite, di grande valore professionale e qualitativo.

National Geographic ha usato tali dispositivi per un documentario sui leoni, con l’obiettivo di entrare nel loro mondo, invadendo la loro privacy senza disturbarne la naturalezza, per avere una visione più fedele del loro modello di vita.

Sappiamo che i felini non gradiscono troppo la presenza dell’uomo, che turba i loro ritmi e può rivelarsi pericolosa per gli operatori di ripresa. Ecco allora l’interesse per le nuove opzioni, che con-sentono di catturare le immagini più da vicino, senza urtare troppo la suscettibilità delle “bestiole”.

Ovviamente l’impatto dei droni non è proprio nullo, ma sembra poco invasivo sulla quiete dei leoni, che così si offrono alle riprese nella fluidità della loro vita quotidiana. Buona anche la possibilità di fare delle riprese notturne, con visori che non irritano il Re della Foresta, immortalato così in una vasta gamma di situazioni, per offrire aspetti inediti della sua vita, alimentando la conoscenza dei giornalisti, dei ricercatori e del pubblico televisivo, cui i documentari fatti in questo modo consegnano piacevoli momenti di approfondimento.

Via | Generation-nt.com

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