Smartwatch bocciati (per fortuna): prezzi troppo alti e poche funzioni

Gartner non gradisce particolarmente gli smartwatch: avrà ragione?

foto smartwatch Abbiamo sempre avuto le nostre riserve sugli smartwatch, non solo per il prodotto in sé per sé, ma anche per via dei prezzi a cui in genere viene venduto: abbiamo visto tutti, per esempio, che Samsung Galaxy Gear (ormai un indiscutibile flop) ha superato di molto i duecento euro. E non è affatto normale, se considerate non tanto le sue funzionalità, quanto quelle dei dispositivi concorrenti: come leggerete nelle seguenti analisi di Gartner, un utente - a questo prezzo - preferisce acquistare un tablet performante che, ovviamente, è più utile di un semplice orologio.

Tutti gli analisti sembrano poco speranzosi nei confronti degli smartwatch e noi abbiamo voluto proporvi proprio le idee della già citata Gartner, in particolare quelle dell'analista Annette Zimmermann, che non si è di certo trattenuta:

"Samsung e altri famosi produttori sono entrati nel mercato smartwatch di recente, tuttavia i prodotti visti finora si sono rivelati poco attraenti in termini di design, app e funzionalità disponibili. [...] Gli utenti si aspettano di più da dispositivi descritti come innovativi, in vendita a cifre tra i 200 e i 300 dollari. Per lo stesso prezzo sono disponibili tablet con un buon set di funzionalità, scelta che gli utenti preferiranno a uno smartwatch nelle prossime festività".

In molti credevano che nei prossimi anni gli smartwatch sarebbero stati i dispositivi di punta del settore tecnologico, a tal punto che non solo Samsung ma anche molti altri produttori hanno lavorato e stanno lavorando tuttora a un orologio intelligente; peccato che dovranno fermare la corsa, o almeno frenarla. Lo fa capire chiaramente Angela McIntyre, research director della stessa società di analisi:

"Interoperabilità e app indipendenti danno a uno smartwatch più valore anche in mancanza di uno smartphone. Anche se attualmente gli smartwatch giocano un ruolo di supporto agli smartphone, continuare a pensarli come dispositivi secondari condurrà al fallimento del settore. Sensori, così come come accelerometri, giroscopio, infrarossi, microfoni e fotocamera, daranno agli sviluppatori maggiore flessibilità per creare applicazioni destinate a un’ampia gamma di utilizzi".

L'obiettivo, insomma, è trasformare un prodotto accessorio in un dispositivo autonomo: le aziende ci riusciranno?

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