Google: "Le chiatte potranno essere usate per dimostrare la nostra tecnologia al pubblico"

I rapporti con il pubblico di solito sono un tallone d'Achille per le grandi corporation, ma sono il pane quotidiano per Google.

Il progetto delle chiatte misteriose di Google va avanti da qualche mese, ma solo nelle ultime settimane ha incuriosito la stampa specializzata e non. Cosa vuole fare Google con quelle goffe e imponenti imbarcazioni? Finalmente abbiamo qualche dato ufficiale.

Secondo quello che Google ha detto a TechCrunch, blog molto famoso per le proprie connessioni importanti, si tratta di “Spazi interattivi per spiegare alla gente la nuova tecnologia”. E dire che noi pensavamo a store galleggianti per i Google Glass oppure addirittura a fantascientifici data center ecosostenibili!

Anche il Los Angeles Times aveva trovato delle prove in tal senso, dimostrando che esisteva una concessione da parte della città di San Francisco per Google allo scopo di allestire uno spazio per eventi speciali e esibizioni artistiche. Niente centri dati, né tanto meno esercizi commerciali. Forse stiamo posando gli occhi sulla prossima location di eventi come la presentazione dei gadget Nexus, oppure del Google I/O? Difficile dirlo a questo punto.

Sappiamo che c’è una chiatta a Portland e l’altra è attraccata all’ombra del Golden Gate. Secondo quello che i detective giornalistici hanno potuto far riaffiorare, ce ne sono altre due in allestimento. Le chiatte possono essere trasportate via mare, ma la struttura sopra di esse può essere smontata, spedita e ricostruita a piacere. Dal punto di vista architettonico si tratta certamente di un’idea affascinante.

E nonostante le parole di Google, l’idea che sia un centro per dimostrare la tecnologia indossabile come smart watch e Google Glass, anche senza venderla direttamente sul posto (dopo tutto è più comodo spedirla a casa) potrebbe essere del tutto realistica, e non deviare troppo da quello che ci ha detto il portavoce. L’obiettivo primario di Mountain View, oggi come oggi, è quello di far accettare nuove idee a un pubblico che non le conosce, anche prima di potergliele vendere.

Foto | SFExaminer
Via | TechCrunch | LA Times

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