Surface Pro 2 e nuovi MacBook Pro da iFixit - meglio non romperli

iFixit smembra le nuove creature di Microsoft e Apple, ma anche quest'anno ottengono il punteggio peggiore sulla scala di riparabilità.

Surface 2 da iFixit

Le ultime vittime dei laboratori di iFixit sono tre prodotti freschi di lancio: c'è il Surface Pro 2, il tablet-PC made in Redmond aggiornato nell'hardware e nel software lanciato la scorsa settimana assieme al fratello minore su architettura ARM, e poi i nuovi MacBook Pro da 13" e 15", anche loro aggiornati con Haswell e con Mac OS X Mavericks nei giorni scorsi.

Tre prodotti che già nelle passate versioni si erano guadagnati un pessimo giudizio sulla riparabilità, e che anche in queste nuove iterazioni confermano che sia Microsoft che Apple hanno ben poco interesse nel rendere i loro prodotti più riparabili e di riflesso più riciclabili, visto che più l'hardware è integrato, più aumentano gli sprechi di componenti e materie prime.

Minore la riparabilità, maggiori gli sprechi

Partiamo dal Surface Pro 2. Il tablet ottiene anche quest'anno il punteggio minimo di 1 su 10, colpa ancora una volta dell'estrema difficoltà di smontaggio (ci sono più di 90 viti...) per SSD, schermo e vetro protettivo -- praticamente fusi insieme -- e scheda madre, tutti tenuti insieme da una gran quantità di adesivo. Le uniche note positive? Batteria e SSD sono sostituibili, anche se non è affatto facile.

Lo stesso punteggio di 1 su 10 che troviamo anche per i due MacBook Pro, che condividono quasi la stessa filosofia di progettazione e assemblaggio: viti proprietarie, RAM saldata sulla scheda madre e non aggiornabile, SSD non standard, batteria incollata allo chassis e schermo fuso in un'unica unità che rende impossibile la riparazione dei singoli elementi.

Via | iFixit (Surface Pro 2, MacBook Pro 13", MacBook Pro 15")

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