Google Glass, la pubblicità si pagherà a sguardo

La pubblicità si pagherà a sguardo: ecco come i Google Glass garantiranno all'azienda gli introitii previsti

Foto Google Glass La gran vecchia volpe di Google sa bene che i Google Glass sono un'arma da combattimento letale; o meglio: potrebbe rivelarsi tale, se solo venissero risolti alcuni problemi sui quali, in effetti, l'azienda non si è ancora completamente esposta (sappiamo che la privacy dovrebbe essere abbastanza tutelata, ma non abbiamo ancora nulla di concreto sul prezzo: si dice che il passaggio da 1500 a 500 dollari arriverà solo dopo cinque anni, ma qualcuno ha ipotizzato pure che gli occhiali potrebbero essere venduti direttamente a 300 dollari).

Un'arma da combattimento non può non essere remunerativa, ed è proprio per questo che l'azienda di Mountain View ha pensato bene (anzi: benissimo) di associare alla pubblicità per click quella per gaze, in cui si viene pagati "a sguardi". Vi starete senz'altro chiedendo come sia possibile che Google metta in atto un sistema del genere; la risposta è semplice e va ricercata nella scoperta di un recente brevetto, di cui comunque vi abbiamo parlato.

Tale brevetto mette in evidenza che gli occhiali di Google sono in grado di trasmettere all'azienda informazioni sul nostro sguardo e, soprattutto, sulla posizione degli oggetti: non è ancora chiaro il suo funzionamento, ma, se da una parte consentirà di posizionare meglio gli annunci mirati, dall'altra non potrà che garantire il funzionamento di questo nuovo sistema di pagamento pubblicitario.

Il futuro è Glass

Gran parte delle informazioni che sappiamo sui Google Glass può dirsi positiva, anche perché in alcuni casi si sono rivelati dei veri e propri salva-vita: grazie agli occhiali, per esempio, Tammie è riuscita a superare molti dei problemi legati alla sua paralisi; qualcuno, invece, è disposto a scommettere che saranno una manna dal cielo per ipovedenti, daltonici e sordi: l'ultimissima tecnologia targata Google, insomma, sembra destinata al successo.

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