Jeff Bezos di Amazon acquista il Washington Post

In pieno agosto arriva una bomba mediatica che davvero non ti aspettavi: il CEO e fondatore di Amazon, Jeff Bezos, ha acquistato il Washington Post.

Jeff Bezos ha fondato Amazon ed è tutt’ora il suo CEO, ma il suo acquisto più grande l’ha fatto a titolo personale e non per la sua super-azienda, la corporation che è diventata sinonimo di e-commerce.

Bezos ha speso 250 milioni di dollari per mettere le mani sul Washington Post e su alcune sue proprietà minori, una nuova impresa per una mente geniale del mondo dell’informatica e dell’innovazione tecnologica. Bezos affianca il Post ad un suo acquisto precedente, il giornale online Business Insider, acquisito in aprile per 5 milioni di dollari.

Il Washington Post è una voce rispettata nella galassia dei quotidiani statunitensi, ma come tutti i suoi concorrenti è stato colpito pesantemente dalla crisi economica e dal collasso del mercato dell’editoria, i cui modelli commerciali sono diventati completamente inadeguati nel 21° secolo.

Decidere una rotta



Bezos viene descritto come un “good guy”, tanto dai colleghi quanto dalla stampa specializzata. Il parere generale è che non abbia acquistato il quotidiano per lasciarlo languire, ma piuttosto che sia intenzionato a dedicare le proprie energie ad una stagione di sperimentazione e innovazione per scrivere un nuovo capitolo per l’industria della carta stampata ed elettronica.

Si ritrova di sicuro di fronte ad una sfida: il Washington Post ha perso il 44% dei suoi introiti in sei anni e non c’è nessun metodo a breve termine che possa cambiare le carte in tavola. Bezos non è un idealista e sa che la situazione è difficile: “Non voglio dare l’illusione che i miei piani siano già stati stabiliti in precedenza. Questo terreno non ha una mappa, richiederà degli esperimenti.”.

Nonostante sia ovvio che la strada imboccata debba essere innovativa, Bezos non vuole alterare le etiche che animano il Post e ha deciso di mantenere anche il suo direttivo, che ne rappresenta l’anima.

Foto | Flickr
Via | The Washington Post

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