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Creative Sound Blaster Wireless: Scheda audio senza fili USB

pubblicato da xtom


Se siete interessati ad un sistema audio senza fili come il Bose SoundLink, ma possedete già un paio di altoparlanti amplificati, potreste essere interessati alla Sound Blaster Wireless di Creative.

Si tratta di un kit composto da un trasmettitore USB per PC o MAC, che utilizza una tecnologia senza fili proprietaria a 2.4 GHz specificatamente progettata per i segnali audio, e da un ricevitore a cui collegare un impianto HiFi o una coppia di altoparlanti amplificati.

Il sistema è compatibile con iTunes, Windows Media Player e qualunque altro software per la riproduzione di musica, compresi i siti Internet come LastFM o YouTube.

In vendita a 149.99 $, circa 110 €.


[via engadget]

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Confermata la multa a Microsoft, ora tocca ad Apple?

pubblicato da Giusva Iannitelli

Merita la citazione un articolo di D@di apparso su downloadblog e che analizza lo scenario post-multa inflitta a Microsoft da parte della Corte Europea.

Pur potendo far ricorso (anche se credo non avverrà), la società più popolare in fatto di Sistemi Operativi dovrà sborsare quasi 500 milioni di euro per abuso di posizione dominante; inoltre, dovrà modificare le versioni di Windows in vendita per rispettare le regolamentazioni (niente Windows Media Player e obbligo di fornire spiegazioni sulla disponibilità di software concorrenti).
Questa notizia però non è destinata a rimanere sola. Magari non tutti sapranno che anche Apple non può certo nascondersi sotto l’egida del “competitor di minoranza”: in fatto di musica, di iPod e di interoperabilità mancata, ad ogni incontro non dimentica mai di confermare di essere leader di mercato, con una percentuale che si avvicina all’80%.

Se all’utente finale può dar fastidio magari la mancanza di feature che per altri concorrenti sono il pane quotidiano, alla commissione potrebbe interessare decisamente più il sistema blindato e univoco che lega l’iTunes, la musica acquistata e il player di Cupertino, che lascia -a conti fatti- fuori dall’orticello ogni altra azienda. Dalle carte emerge che la UE contesti l’impossibilità di acquistare in store diversi da quello disponibile sul proprio territorio, pratica che va contro l’articolo 81 del trattato europeo ma, alla luce della sentenza appena arrivata (che il caso vuole tratti sempre di musica) l’occhio potrebbe finire giustamente anche su uno standard esclusivo ormai imposto. Infondo, simile argomentazione era stata addotta circa un anno fa in territorio francese.