MIMOmonitors presenta un monitor aggiuntivo con pannello touchscreen capacitivo chiamato Mimo Magic Touch e disponibile in due versioni differenti.
Si tratta di un monitor da 10 pollici con risoluzione 1024 x 600 pixel, compatibile con Windows e con Mac Os, in grado di collegarsi con altri dispositivi tramite una porta USB, valida anche per l’alimentazione.
Il Mimo Magic Touch è spesso circa 2.5 cm e pesa meno di 500 grammi, per garantire il massimo dell’usabilità anche per l’intrattenimento domestico; la versione Mimo Magic Touch Deluxe aggiunge un hub con due porte mini-USB e un adattatore AC separato per la ricarica di altri dispositivi.
Il nuovo monitor aggiuntivo di MIMOmonitors ha un prezzo piuttosto considerevole: 299 dollari (circa 220 euro al cambio) per la versione standard, 329 dollari (circa 243 euro al cambio) invece per la versione deluxe.
Via | Slashgear

Ora che i display touchscreen costano molto poco, i produttori di dispositivi di fascia bassa possono sbizzarrirsi nell’integrare questa tecnologia nei loro prodotti. Il passo che si attendeva da tempo nel settore dei telefoni cordless, infatti, è arrivato.
Via tasti fisici e design mattone. Ora i cordless sono anche touchscreen, come il nuovo Gigaset SL910. Munito di un display ampio 3,2″, permette di richiamare i contatti in rubrica con un tocco. Questa può contenere fino a 500 schede con tanto di suoneria personalizzata per ogni contatto.
Il telefono permette anche di spedire SMS e collegare un auricolare bluetooth. L’autonomia è di 14 ore in conversazione o 200 ore in standby. Il prezzo è di 175 €.
via | gigaset
Se anche voi come i ricercatori del Carnegie Mellon University’s Human-Computer Interaction Institute pensate che i touchscreen di adesso, specialmente quelli montati su dispositivi di piccole dimensioni come gli smartphone, siano interessanti ma anche un po’ limitanti, allora questo progetto potrebbe interessarvi.
Basato sul fatto che su schermi piccoli l’utilizzo dei polpastrelli (negli schermi capacitivi o delle unghie in quelli resistivi) come veicolo di input per touchscreen è limitato dal poco spazio a disposizione e che quindi le funzionalità legate al touch rimangono conseguentemente altrettanto limitate, il progetto TapSense cerca di trovare una nuova via, che allarghi gli orizzonti e le possibilità effettivamente ampie della tecnologia touchscreen.
TapSense permette infatti di interagire con una superficie touch utilizzando diverse parti del corpo oppure diversi stilo, dando la possibilità al dispositivo di riconoscere di che oggetto o di che parte umana si tratta e quindi di agire di conseguenza: le potenzialità insite in un sistema del genere sono numerosissime, non ultima la possibilità di configurare e personalizzare le funzionalità e l’interazione con il dispositivo, assegnando a ogni parte del corpo o a ogni stilo riconosciuto dallo smartphone, appunto un compito differente, e aumentandone così l’usabilità.
Nel video di TapSense, che rimane per ora un prototipo e che utilizza un microfono esterno per riconoscere le differenti pressioni, possiamo vedere all’opera non solo polpastrelli, ma anche unghie, nocche, diversi pennini; lo scenario che si spalanca davanti a tali possibilità è allettante, ma rimangono da superare sicuramente due problemi: il primo riguarda l’utilizzo del microfono esterno, sicuramente non comodo; il secondo è la velocità di risposta, che come si può notare dal video, non è molto elevata. Chi pensa, tuttavia, che questa possa essere la strada del futuro per il touchscreen??
Via | Gizmag
Il futuro lo possiamo immaginare come vogliamo, ma una cosa è certa: la tecnologia, e quindi tutto ciò che le ruota intorno, passerà dagli “schermi”; vedremo il mondo tutto in un altro modo, sempre filtrati da “schermi”, in grado di darci informazioni e di farci interagire con l’ambiente circostante: smartphone, tablet, computer, ma ora anche mani, braccia e tavoli. Sì, un pezzo di futuro è già qui, grazie agli sforzi congiunti di Microsoft e del Carnegie Mellon Human Computer Interaction Institute.
Le due realtà in questione hanno infatti sviluppato un proof-of-concept molto interessante chiamato OmniTouch, un nome che rende anche atavicamente l’idea di ciò che offre: il tocco onnipresente, il tocco quasi “onnipotente”; ed è proprio questo ciò che succede con OmniTouch: il touchscreen si trasferisce su qualunque superficie, che sia la mano, il braccio oppure il tavolo della cucina, per interagire con altri dispositivi che ci circondano ormai sempre di più.
Il sistema ideato da Microsoft e dal Carnegie Mellon utilizza un picoprojector e un sensore simile a quello di Kinect, posto sulla spalla dell’utilizzatore; probabilmente in futuro verrà realizzato un prototipo dell’OmniTouch ancora più piccolo e meno ingombrante, che diventi quasi parte di noi…Saremo davvero uomini e macchine allo stesso tempo??Inquietante forse, ma sicuramente molto affascinante…
Via | Techcrunch
Sfido a vedere questo video e a non desiderare questa stampante. Il concept della SWYP è stato realizzato dallo studio di design Artefact e consiste in una stampante fotografica con un grande pannello touchscreen. L’interfaccia grafica ricorda Windows 8 con sezioni a scorrimento e riquadri attivi.
L’utente può selezionare le foto da inserire sul foglio, adattarle al formato A4, applicare effetti e infine trasformare il tutto in un foglio stampato con un gesto. Al mondo esistono già tante stampanti fotografiche e di certo la tecnologia touchscreen è matura per questo tipo di operazioni.
Speriamo che qualche produttore realizzi il concept di Artefact. Intanto possiamo goderci il loro video.
via | artefact
Quando gli ingegneri di Toyota hanno visto l’interno di un’auto ci deve essere stato qualcuno tra di loro che ha pensato cosa ci facessero tutte quelle superfici senza un touchscreen, così, in collaborazione dell’Institute of Interaction Design di Copenhagen, ne è nato un concept.
Si tratta di un finestrino touchscreen con numerose funzionalità. Può essere usato per ottenere informazioni sugli oggetti all’esterno, per esempio la distanza di una casa, oppure per intrattenere i bambini con giochi, software di disegno, zoom digitali e così via.
Al momento il tutto è solo un concept e non esiste ancora un prototipo funzionante, ma di certo resta un punto interessante sulla tendenza prevista per il futuro delle auto.
[via autoblog]
Avete presente quei camerieri muniti di palmare in grado di gestire i vostri ordini al ristorante? Al momento sono il must per il livello tecnologico nel settore della ristorazione, ma presto diventeranno obsoleti. Da Taiwan, infatti, arrivano le immagini della prossima evoluzione: la MoJo iCuisine.
Si tratta di un tavolo sui cui è proiettato uno schermo sensibile al tocco. Le ombre generate dagli utenti, infatti, sono tradotte in comandi. In questo modo l’utente avrà a disposizione il menu per tutta la durata del pasto, con tanto di conto finale in tempo reale con le varie voci ordinate.
La MoJo iCuisine permette anche di creare menu personalizzati e effettuare delle ricerche di mercato in tempo reale mediante al numero degli ordini e ai feedback lasciati dai clienti. Al cameriere verrà affidato solo il compito di portate le portate al tavolo. Chissà quanto tempo impiegherà a diffondersi.
[via gizmowatch]

La tecnologia touchscreen ormai sta conquistando tutti i settori del mercato. I pulsanti meccanici si avviano lentamente al pensionamento e in futuro potremmo sfiorare qualsiasi gadget per utilizzarlo, evitando di premere interruttori, pigiare pulsanti o spostare leve.
Il nuovo Nizon Synapse è un esempio di orologio digitale con LCD touchscreen. Dal case da 42 mm, resiste fino a 50 metri di profondità in acqua. Lo schermo permette di leggere fino a 9 fusi orari sfiorandolo dal basso vero l’alto e viceversa.
Costruito in acciaio, è in vendita nel sito del produttore per 250 $, circa 176 €.
[via nixonnow]

Circa un anno fa la giapponese Minebea aveva presentato un concept chiamato Cool Leaf Keyboard, nato sulla scia del successo dei dispositivi touchscreen: si trattava di un’ipotetica tastiera per pc completamente touch, senza tasti da “schiacciare”, nè eventuali ricettacoli di germi e batteri nelle conseguenti fessure.
Ora la Minebea Cool Leaf Keyboard è diventata realtà, con un design a specchio molto accattivante e sottile, ideale per gli amanti del minimalismo e per i fan del touchscreen (naturalmente un po’ di felicità andrà anche ai fissati con l’igiene!).
Per il momento tuttavia la Cool Leaf Keyboard sarà disponibile a partire da maggio soltanto per Windows e con i 108 tasti standard per il Giappone, ma la Minebea promette versioni europee (anche in Italia) e compatibili con Mac già da luglio.
Bella, certamente; ma qualche perplessità rimane: quanto sarà sensibile al tocco e quindi quale sarà la sua reale usabilità?? In ogni caso, nonostante il design molto accattivante, la Minebea Cool Leaf Keyboard non troverà fra i suoi acquirenti tutti i fan del rumore dei tasti sotto le dita…
[Via Ubergizmo]