
Se è vero che non possiamo più fare a meno di tablet e smartphone e se è vero che sentiamo ormai la necessità di rimanere connessi sempre e comunque, allora non possiamo interrompere questo filo che ci lega virtualmente al resto del mondo nemmeno sotto la doccia o durante un bagno caldo.
Ecco perchè cominciano a comparire dispositivi come il Meopad AQUA, un tablet Android che come ci suggerisce il nome, è stato pensato per essere utilizzato anche in situazioni, come dire, “umide”.
Il Meopad AQUA risulta infatti essere impermeabile, secondo gli standard IP54, e vanta anche caratteristiche di tutto rispetto: display da 7 pollici con risoluzione 1024×600p, processore da 1 GHz, 512 MB di RAM, 8 GB di memoria interna, una fotocamera posteriore da 5 MP, una anteriore da 1.3 MP, connettività wi-fi, bluetooth e GPS e addirittura un tuner tv.
Come sistema operativo però non troviamo l’ultima versione di Android, nè quella pensata appositamente per i tablet, bensì la 2.3 Gingerbread, mentre la batteria promette 12 ore di vita. Prodotto dalla giapponese TAXAN, il Meopad AQUA sarà sul mercato orientale alla fine di questo mese; prezzi e disponibilità eventuali da questa parte del mondo rimangono attualmente non pervenuti.
Via | Akihabaranews

Una volta erano i tablet Android nati per tentare di contrastare la concorrenza; ora l’attenzione è puntata sui prezzi: i tablet Android che fioccano da case semi-sconosciute tendono a costare poco, ma ad offrire ognuno qualcosa di particolare rispetto alla massa.
Nel caso dell’eGlide Prism di Ematic ad esempio, ci ritroviamo con un tablet da sette pollici e un paio di occhialini per il 3D, solitamente non contemplati in questo genere di dispositivi (effettivamente un po’ scomodi per la modalità on-the-go??).
Le altre specifiche di questo tablet comprendono una risoluzione di 800×480p, schermo capacitivo con supporto per video 2160p in 3D, processore da 1 GHz, 8 GB di flash storage e 5 GB di cloud storage, 512 MB di RAM, wi-fi, lettore di schede SD, una fotocamera frontale e casse incorporate. Naturalmente il sistema operativo è Android 4.0 Ice Cream Sandwich.
In vendita su ShopNBC.com, l’eGlide Prism costa al momento 157 dollari (circa 117 euro al cambio), anche se il suo prezzo pieno toccherebbe i 216 dollari (circa 161 euro al cambio).
Via | Hothardware
Samsung oggi ha rinnovato la propria line-up, ed oltre all’interessante Galaxy Tab 7.0 ha presentato anche un restyling della sua precedente “ammiraglia”. La seconda generazione del Samsung Galaxy Tab 10.1 è più economica, un vero e proprio downgrade. Si tratta di un passo falso da parte di Samsung oppure di una buona strategia?
E’ difficile dare una risposta a questa spinosa domanda. A giudicare dai rapporti di chi l’ha stretto tra le mani come Eric Franklin di Crave, la nuova Galaxy Tab 2 10.1 è più spessa, più pesante, rinuncia alla fotocamera frontale da 2MP in favore di una VGA, perde il proprio flash LED e viene limitata 16GB di spazio interno (anche se stavolta espandibile a 32GB tramite microSD).
Non ci sono dettagli sulla CPU, che probabilmente non sarà una Tegra 2, pur restando un dual core 1GHz. Le porte restano le stesse, resta anche l’emettitore IR, come anche GPS, Wi-Fi 802.11 b/g/n e Bluetooth 3.0. Il monitor è un PLS 1280×800 e il “cervello” del tablet diventa (finalmente) Ice Cream Sandwich.
Continua a leggere: Samsung Galaxy Tab 2 10.1 visto da vicino: più economico, anche nei componenti

Il Transformer Pad 300 è stato annunciato al MWC di febbraio, con una data di lancio fissata per fine primavera o inizio estate. Sebbene la sua comparsa non sia stata affatto ufficializzata da Asus, alcuni negozi di Francia e USA hanno iniziato a elencarlo tra i tablet in vendita.
Il prezzo in Francia si attesta ad €499 per la variante 32GB, ma non è ben chiaro se la tastiera sia inclusa o meno. Non c’è neppure traccia della versione 16GB e come già previsto per l’Europa non c’è l’opzione di connettività mobile, comunque non molto gradita da queste parti. In USA il negozio online J&R vende il tablet a $379, anche se non in modo ufficiale (al momento il prezzo non è ancora stato esposto). La tastiera, venduta separatamente costa invece $149.
Per chi si stesse chiedendo cosa fosse questo cugino estremamente somigliante del Transformer Prime, la risposta è semplice: si tratta di un Prime con una velocità di clock più bassa (1GHz), 1GB di RAM e scocca in plastica, che lo rende un po’ più spesso e pesante. Resta il processore Tegra 3, la fotocamera da 8MP e lo schermo 1280×800 IPS - e c’è anche Ice Cream Sandwich. Il prezzo è anche leggermente più contenuto del Prime, grazie al case di plastica. Secondo gli esperti, il fatto che non sia di alluminio è addirittura un bene, dati i problemi di ricezione manifestati dal Prime. Inoltre, con questi prezzi il Pad 300 può tranquillamente piazzarsi nella stessa fascia del “vecchio” iPad 2, una buona scelta commerciale per Asus.
Via | The Verge

Le voci di un ritorno sul mercato consumer di Google si sono rincorse per mesi ed il Wall Street Journal sale sul carrozzone, rendendolo più credibile grazie alla propria influenza e sfoggiando “indiscrezioni”, “fonti credibili” e “alcuni ben informati”: secondo la testata il progetto di Google è quello che qualcuno aveva già previsto, ovverosia mettere in vendita un proprio tablet.
Con l’acquisto di Motorola ed alcune “chiaccherate” con Samsung ed Asustek, sembrebbe che Google ritenga di essere pronto ad affrontare questo mercato, che nel campo della tecnologia consumer è forse il più pericoloso in assoluto.
Nel mondo dei tablet ci sono al momento solo tre nomi che possono vantare dei veri guadagni oppure una penetrazione rilevante del mercato: al primo posto abbiamo Apple con il suo iPad, che ha definito il mercato e sta continuando a regnare indisturbata. Al secondo posto c’è Amazon, che a quanto pare non guadagna direttamente con i suoi economici ma ottimi Kindle Fire, ma si è diffusa a macchia d’olio e basa le proprie fortune sui contenuti. Al terzo posto c’è Asus, che con i propri prodotti come il Transformer Prime è riuscita a scavarsi una nicchia e conquistarsi la fiducia dei clienti, ma che resta molto distaccata.
Continua a leggere: Google produrrà e metterà in vendita un tablet per conto proprio

Sony ha annunciato dal Giappone di essere intenzionata ad aggiornare i suoi tablet (Tablet S e Tablet P) questa primavera, più specificamente in aprile. La corporation aveva promesso di completare questa operazione il prima possibile ed è stata sincera.
Sony sembra particolarmente impegnata nell’update delle proprie macchine, aggiornando anche le interfacce grafiche per metterle in linea con i requisiti di ICS. Ci sarà anche un’altra miglioria gradita, ovverosia la capacità di attivare la fotocamera direttamente dal bloccaschermo.
Dalle fotocamere della casa viene ereditata anche la funzione dello scatto panoramico, più qualche funzione di editing on-the-fly. I tablet poi diventeranno compatibili con i lettori/registratori Blu-Ray sony, che grazie ad un’apposita app permetteranno di vedere sui tablet quello che è stato registrato.
Continua a leggere: Sony annuncia Ice Cream Sandwich per i suoi tablet entro aprile

La Purdue University e Microsoft hanno studiato i consumi di smartphone e tablet con Android ed hanno riportato che secondo i loro risultati fino al 75% dell’energia dedicata alle app può essere divorata dai servizi pubblicitari che contribuiscono a finanziare il mercato di giochi ed utility gratuiti.
Chiaramente sospetto di qualunque studio su Android che abbia Microsoft fra i finanziatori e collaboratori, ma vale lo stesso la considerazione finale: queste app gratuite in realtà si pagano a caro prezzo. Usando un software di “energy profiling” il team universitario ha scoperto che più della metà dell’energia consumata da un’app viene assorbita dalla raccolta dati sull’utente, dal posizionamento geografico, dalla selezione degli ad da scaricare, dal download vero e proprio e per finire dal caricamento di detti banner.
L’user tracking sembra quindi la voce più dispendiosa ed ovviamente inquietante per chi è interessato alla propria privacy - non solo si viene “inseguiti”, ma si consegna anche l’energia necessaria per farlo ai nostri “stalker commerciali”. Lo studio non ha focalizzato la propria attenzione su una singola app o un singolo servizio pubblicitario, ma vanno fatti notare due casi interessanti. Il popolarissimo Angry Birds, per esempio, continua cambiare pubblicità ad ogni livello raggiunto, consumando per il gioco solo il 30% dell’energia richiesta all’apparecchio. L’app del New York Times non ha ad di sorta, invece, ma occupa lo stesso il 15% del tempo e dell’energia dedicata ad essa dalla CPU per localizzare e seguire l’utente.
Microsoft dal canto suo sembra interessata a monitorare le app che lentamente ma inevitabilmente iniziano a diffondersi anche su Windows Phone, che sarà il prossimo sistema operativo preso in esame dalla ricerca della Purdue.
Via | The Verge
Provaci ancora Archos: dopo anni di tablet economici che non gli attirano le simpatie del mercato, il produttore ha deciso di introdurre una nuova gamma di apparecchi più stilosi, direttamente rivolti a far concorrenza a Transformer Prime e Galaxy Note 10.1, pur non offrendo gli stessi contenuti hardware top di gamma.
Nulla di tutto ciò è ancora ufficiale, ma la serie G10 XS potrebbe essere la riscossa per Archos, o per lo meno la speranza di lasciare un segno su un mondo, quello dei tablet Android, che si trova già stretto in un angolo dalla concorrenza devastante del rivale iPad.
Il video qui sopra dà un’idea delle forme del G10 XS, che si preannuncia sottilissima ed elegante. Con i suoi 7,6mm dovrebbe essere la più sottile, e viene messa in evidenza anche una tastiera, che si spera contenga batterie aggiuntive come quella del Prime. Non si tratta neppure di un singolo modello ma di un’intera gamma di tablet da 7”, 8” e 10”, tutti con Ice Cream Sandwich e prezzi invitanti: €129 per la più piccola e €199 per la più grande.
Sebbene sia impossibile aspettarsi degli hardware micidiali e delle CPU quad core a questa fascia di prezzo, è d’altro canto facilissimo immagine molta gente disposta ad acquistare il proprio primo tablet se viene loro presentato un apparecchio così comodo, sottile ed economico. Ormai Android è piuttosto conosciuto e familiare e vale la pena ricordare che adesso i tablet Archos sono capaci di connettersi a Android Market/Google Play, al contrario di quanto accadeva alle sue prime generazioni di apparecchi.
Via | Crave
Il CeBit 2012 ha visto comparire un oggetto piuttosto strano: può esistere una copia tedesca del Galaxy Tab 10.1? Più che altro una copia cinese, rimarchiata dall’azienda teutonica Smartbook, già nota per simili imprese. Solo che ad una mimesi quasi perfetta di tutte le caratteristiche estetiche del tablet Samsung si aggiunge un miglioramento invisibile: una CPU Tegra 3.
Devo dire che il lavoro è quasi perfetto e che del Galaxy Tab replica tutto, persino la carenza deprimente di porte, sostituite da una terribile presa proprietaria. Ed anche questa sembra identica a quella di Samsung, per quanto la cosa possa rendere perplessi.
Lo spessore è di 10mm. Lo schermo 10.1” è un IPS con risoluzione 1280×800, c’è un 1GB di RAM e 16GB di memoria interna, una camera frontale da 2MP ed una posteriore da 5MP. Vale notare che anche qui l’apparecchio di Samsung, più datato, è surclassato (la sua fotocamera posteriore è da 3MP). Il sistema operativo in questo caso è Android 4.0.
Il costo di questo clone migliorato si attesta a 399 euro, ed il produttore originario cinese si chiama Malata (un nome che in italiano non suona molto allegro). Dovrebbe essere in vendita in Germania entro un paio di mesi, ma non si sa ancora se Smartbook intenda esportarlo in altri paesi della Comunità. Chissà se Samsung reagirà alla provocazione?
Via | NetbookNews.de

Nessuno ha mai sentito parlare di Viota fino ad oggi, ma alla sua comparsa al CeBIT ha subito presentato un tablet, l’M970, che se non perfetto, comunque vale sicuramente i suoi $120.
All’interno abbiamo una CPU Cortex A8 1.5GHz monoprocessore, la stessa del Galaxy II e del primo iPad per intenderci, che non è esattamente recentissima, nè tanto scattante. Ci sono 512MB di RAM (che dovrebbero essere 1GB nella versione finale, almeno opzionalmente), e 4GB di memoria interna. Il monitor è un onestissimo 9.7” IPS con risoluzione 786×1024, aiutato da una GPU Mali 400. C’è anche una videocamera posteriore da 2MP. Come vedete le caratteristiche non sono da top di gamma ma il costo è molto invitante.
Se pensiamo che per $120 si possono stringere le nostre manine paffute su un tablet dotato di Ice Cream Sandwich allora un po’ di aspettativa è giustificata. Il Viota M970 si comporta molto bene, ben sopportando i requisiti del più recente Android. Difficile giudicare come funzioni coi giochi, ma il Mali 400 è un processore grafico che si sa difendere, quindi l’idea di prendere questo tablet come mini-console non è affatto assurda.
Purtroppo nonostante la presenza ad Hanover non si sa nulla di una possibile introduzione sul nostro mercato, anche se si sospetta che le Viota possano venire alla superficie rimarchiate una volta importate.
Via | NetbookNews