Si investe molto nei sensori per videogame con il fine di aumentare l’interazione dell’utente con il gioco. I tre protagonisti dell’elettronica sono sicuramente Nintendo, Sony e Microsoft che si combattono la fetta più grande del mercato sfornando dispositivi in grado di rilevare i movimenti dell’utente.
Ma in futuro come saranno questi dispositivi? Freddie Wong, vincitore del World Series of Video Games nel 2007, ha provato a realizzare un concept sotto forma di video. Forte delle sue conoscenze nel settore dei filmmaker, Wong ha immaginato una console da collegare alla testa per proiettare il gioco intorno l’utente.
L’idea è molto suggestiva e si spera di arrivare questo a quei livelli. Gli sparatutto potranno diventare la nuova attrazione per i fanatici del settore.
via | collest-gadgets
Muovere le mani e modificare l’uso degli oggetti che ci circondano ha del magico, quasi a rappresentare un potere oscuro che dalle nostre mani arrivi all’oggetto prescelto influenzandone le funzioni. In realtà si tratta di un raffinato lavoro di sensori che permettono di percepire il passaggio delle mani traducendoli in comandi.
Il designer Karich, per esempio, ha presentato lo speaker Soundsitive durante il Designlab di Parigi. Si tratta di un prototipo di altoparlante che interagisce con i movimenti della mano volti ad abbassarne o alzarne il volume. Un movimento meccanico, inoltre, abbassa e alza il case in base al volume.
L’obiettivo del Soundsitive è quello di diventare un prodotto commerciale. Considerando la funzionalità del prototipo non sarà difficile trovare qualche produttore interessato alla distribuzione.
[via ohgizmo]
Nel corso degli anni abbiamo visto a tante evoluzioni del mouse. Anche se ultimamente il trackpad sembra guadagnare consensi nei confronti della classica saponetta da appoggiare nel palmo della mano, i ricercatori tentano di aumentare le funzioni per questo strumento.
L’ultima creazione viene dal Double Research & Development: il mouse Amenbo. Sviluppato in Giappone, consiste in un mouse con 5 sensori, uno per ogni polpastrello. In questo modo è possibile impartire 5 comandi contemporaneamente per modificare 5 variabili con lo spostamento di ogni singolo dito.
Il parco software in grado di gestire 5 comandi contemporaneamente al momento è molto povero. Le società specializzate potrebbero integrare l’uso con i software in 3D per muoverli più velocemente.
[via Akihabara News]

Ora che la guerra ai Megapixel sembra finita, i produttori di fotocamere dovranno battersi su un altro fronte: la qualità e le potenzialità della post produzione sulle foto. In che modo è possibile implementare una nuova generazione di sensori? Lytro ha la risposta.
La società ha messo a punto un nuovo sistema che promette di azzerare i tempi di scatto e migliorare la focalizzazione delle foto in secondo momento. Uno degli elementi più difficili in uno scatto, infatti, è focalizzare al meglio il soggetto. Lytro, però, ha brevettato un sensore che riesce a catturare le informazioni sulla foto scattata per aggiustare la focalizzazione dopo lo scatto.
Il tutto si traduce con foto migliori a fronte di uno scatto più veloce. Al momento il suo sistema è piuttosto costoso, ma di certo se arriverà l’interesse dei colossi potremmo averlo nelle prossime fotocamere.
[via Lytro]
Uscire la sera e bere per diventare brilli è divertente. E’ meno divertente diventare un pericolo mentre si guida con un tasso alcolico troppo elevato o, se volete vederla dal punto di vista strettamente egoistico, è poco divertente vedersi ritirati la patente per dei mesi e compromettere tutte le uscite future.
Così per essere sicuri di non aver alzato troppo il gomito, ci sono degli strumenti per verificare il tasso di alcol nel sangue. La Tokyoflash vuole realizzare anche un orologio geek con questo tipo di sensori. Il loro concept prevede un sensore in cui soffiare per avere un controllo immediato del tasso di alcol.
Al momento il progetto non è stato ancora realizzato. Sarà sicuramente interessante vederlo in azione.
[via tokyoflash]
La mano è l’arto più complicato del mondo. Ricco di terminazioni nervose, risponde all’istante ai comandi del cervello. Per questo motivo molti ricercatori la utilizzano per le loro invenzioni. L’ultima si chiama Fingual ed è stata sviluppata da un progetto promosso dalla Osaka University e la Shinshu University in Giappone.
Mostrato durante l’evento Interaction 2011, consiste in un guanto ricco di sensori magnetici. Grazie ad un particolare software, il guanto traduce il linguaggio dei segni in testo scritto. In questo modo sarà possibile costruire un traduttore per trascrivere le parole delle persone colpite da handicap.
Il sistema al momento non è in fase finale. Il software riconosce dall’80 al 90% del linguaggio. Il team di ricercatori continuerà gli studi per renderlo infallibile.
[via diginfo]

La mano è uno degli arti più precisi al mondo. La possibilità di collegare velocemente il cervello e tradurre i comandi in movimenti ha del miracoloso. La sua complessità può essere usata anche per varie funzioni. Oltre ad afferrare oggetti, infatti, la mano è stata usata in passato con dei guanti speciali per comporre la musica.
Lo stesso principio può essere utilizzato per scrivere al computer. Uno sviluppatore ha creato i guanti QWERTY tramite un sistema Arduino, appositi sensori e software. Quando si piegano le falangi i sensori traducono i comandi in lettere, così è possibile scrivere evitando di toccare una tastiera.
E’ possibile costruire il dispositivo comprando gli appositi materiali. Tutta la spesa non dovrebbe superare i 150 $. Se non siete molto bravi con il fai-da-te elettronico, lo sviluppatore promette di farlo per voi aggiungendo 180 $ di manodopera.
[via keyglove]

Tra qualche anno potremmo attivare delle funzioni in remoto sugli smartphone, come rispondere a una telefonata, premendo una sezione della propria maglia. Non sto parlando di tasti nascosti nel tessuto, ma di tessuti touchscreen.
La AIST, un centro di ricerca Giapponese, ha costruito la fibra touchscreen e ha presentato il suo progetto durante il Nano Tech 2011. Il tessuto è composto da fibre di nylon e di un materiale conduttore in grado di mandare gli impulsi del tocco delle dita a una serie di sensori.
Al momento il tessuto prevede il tocco di grandi aree, quindi non permette di toccare esattamente qualsiasi punto. La società, però, svilupperà questa tecnologia per creare un prodotto più preciso e facilmente integrabile in vari accessori.
[via Diginfo]

L’uomo ha impiegato anni e anni per sviluppare dei robot in grado di camminare su altri pianeti. La NASA, per esempio, ha mandato Spirit su Marte, un robottino in grado di muoversi sul suolo marziano, rilevare dati e prelevare campioni.
Anche i bambini possono avere il loro robot, senza spendere tanto denaro. ReCon 6.0, però, funziona solo sulla Terra. E’ provvisto di una serie di sensori e di una webcam, oltre a delle ruote per spostarsi in remoto nell’ambiente circostante.
Il robot è programmabile senza l’usilio del computer e il bambino può insegnargli a muoversi, può ordinargli di sorvegliare un’area o semplicemente mettersi a ballare. E’ in vendita su smartlabtoys per 69,99 $, pari a circa 51 €.
La scienza medica odierna ha fatto passi da gigante ed assicura la sopravvivenza anche a chi soffre di gravi problemi, come la cardiopatia. Attualmente, se un paziente malato di cuore avesse un battito troppo accelerato, il defibrillatore impiantato nel petto agirebbe con un lieve shock per prevenire l’attacco. Questo è già un passo avanti, ma presto le cose potrebbero migliorare ulteriormente fornendo un indirizzo IP proprio ad ogni cuore.
Un istituto di ricerca tedesco chiamato IMEC, situato ad Eindhoven, ha dimostrato un nuovo tipo di BAN, body area network, completamente wireless. La piattaforma è stata ribattezzata Human++ BAN, il sistema converte i sensori a bassissima potenza dell’elettrocardiogramma in nodi wireless che lavorano in una rete a corto raggio, trasmettendo i dati rilevati sul fisico ad un hub costituito dal cellulare del paziente. A questo punto i risultati possono essere inviati al medico in tempo reale via Wi-Fi o connessione 3G, oltre ad essere visualizzati direttamente sul telefono stesso con un allarme che si attiva quando qualcosa sembra funzionare in modo anomalo, lasciando al paziente la facoltà di attivare o meno lo shock a seconda delle situazioni.
Il sistema di cui vi parlo è stato sviluppato da Julien Penders, il quale sostiene che il sistema funzioni anche con altri sensori come l’elettroencefalogramma (EG) per monitorare le condizioni neurologiche o l’elettromiografia che identifica malfunzionamenti neuromuscolari. Il sistema BAN è stato pensato non solo per i malati cronici, ma per le persone a rischio di sviluppo di una malattia, come sistema di monitoraggio e prevenzione, oppure per gli altleti che devono sempre avere un controllo perfetto delle proprie condizioni fisiche durante l’allenamento.
Attualmente l’IMEC ha creato un dongle che si inserisce nello slot delle memorie SD di un cellulare e fornisce lo streaming dei dati racconti dal sensore in tempo reale. Il software associato è stato creato per cellulari Android. Attualmente gli elettrodi ECG vengono connessi ad una piccola collana che contiene trasmettitori e batteria, ma il progetto è quello di ottenere trasmettitori a consumo ultra-basso e a portabilità ancora maggiore.
[Via Gizmodo]