Cybertecture Mirror, presentato in questi giorni ad Hong Kong, è un altro esempio di arredamento tecnologico (dopo lo Hyundai Monitor Table), in grado di trasformare un oggetto comunissimo in casa in un dispositivo con il quale essere connessi con il mondo. Dal bagno.
Cybertecture Mirror è in effetti uno specchio vero e proprio, ma è anche qualcos’altro, qualcosa di più: impermeabile e resistente al vapore, Cybertecture Mirror si trasforma infatti anche in uno schermo da controllare con l’apposito telecomando o con un’applicazione per smartphone.
La superficie trasformata in dispositivo tecnologico, dotato di casse stereo da 10 W e connessione wi-fi, rende quindi disponibili diverse applicazioni con cui interagire per ricevere messaggi, collegarsi a internet, leggere i feed, controllare il meteo e l’agenda, oppure per monitorare i progressi dell’attività fisica e della dieta, grazie alla fitness-tracking utility.
Cybertecture Mirror, probabilmente dotato di software proprietario, potrà essere pre-ordinato a partire da dicembre e sarà commercializzato dalla prossima primavera. Nonostante il prezzo esorbitante, pari a circa 6.000 euro, la compagnia produttrice prevede di venderne 2 milioni in tre anni.
[Via Geekwithlaptop]

La portoghese Displax ha lavorato duramente con alcuni partner, tra cui Overlay Multitouch, per arrivare a una soluzione commerciale di uno schermo multi-touch. Ne è nato il modello Oqtopus, uno stand con schermo da 42″ munito di computer con Windows 7.
L’Oqtopus è facile da installare, basta collegare la spina. Lo schermo riconoscere la scrittura impartita con le dita e può essere usato per molte attività multimediali. Displax ha preparato anche varie versioni che vanno da 32 fino a 103″.
Il prezzo base è di 4.500 € che arriva a 6.500 € con il computer integrato. Il display singolo, invece, parte da un prezzo di 1.300 €. La società spera di trovare clienti tra i musei, le fiere e i luoghi adibiti allo studio.
[via marketwire]

Il Retina display, costruito da LG, è in esclusiva per i prodotti di Apple. Probabilmente lo vedremo anche domani nei nuovi iPod e permette di avere una risoluzione di 960 x 640 pixel con una densità di 326 ppi. Una definizione così elevata da porre la sfida a qualsiasi persona di riuscire a comprendere la grandezza di ciascun pixel se fissato con l’occhio umano e nessun tipo di ingrandimento.
Una sfida che può diventare impossibile nei confronti di uno schermo costruito presso l’University of Michigan. Tecnicamente è 8 volte più definito di un Retina display. Basti pensare che se prendiamo lo spessore di un capello umano, in questo spazio può entrare 6 volte il logo dell’università.
La tecnolgia, chiamata nanoresonator, utilizza la nanotecnologia per stampare una griglia precisissima su un foglio di metallo e gestire la luce riprodotta. Non filtrando i colori, il display risulta essere più efficiente di un LCD, inoltre gli schermi costruiti sono molto più flessibili. Al momento non si hanno informazioni per le applicazioni commerciali.
[via linuxfordevices]
Tutte le generazioni attualmente sulla Terra sono state abituate dalla nascita ad interagire con uno schermo tramite le immagini che appaiono sulla sua superficie. Purtroppo non tutte le persone riescono a vedere e ad interagire con il computer in maniera ottimale.
Per risolvere questo problema in Giappone hanno costruito lo schermo tattile. Presentato durante il Siggraph 2010, è composto da 85 unità vibranti da 9 mm. In pratica c’è un dispositivo munito di webcam e motore collegato a un’unità di calcolo che, a sua volta, è collegata al computer.
La webcam riesce a comprendere i giochi di luci e ombre e a trasmettere l’immagine ripresa ai motori vibranti. Chi appoggia la mano sulla parte sottostante, quindi, riceverà un feedback tattile della figura ripresa sotto forma di vibrazioni.
[via make]
Fino ad oggi, per lavorare con oggetti in 3D, si è utilizzato il PARIS (Personal Augmented Reality Interactive System), un sistema di proiezione prodotto dalla Silicon Graphics e dal costo di 100.000 $. Una tecnologia non alla portata di tutti. L’University of California di San Diego, però, ha realizzato una sistema più economico chiamandolo Heads-Up Virtual Reality.
Il ricercatore Tom DeFanti ha spiegato che si è giunti all’uso del HUVR sfruttando dei dispositivi in commercio. Per l’esattezza uno schermo 3D da 55″ realizzato partendo da una Tv di Samsung, un controller per videogame e un vetro trasparente. Usando gli occhialini 3D si può usare il controller per operare attraverso il vetro.
Il prossimo passo, spiega DeFanti, è ottimizzare il sistema e venderlo a un prezzo massimo di 20.000 $, circa 15.000 €.
[via ucsdnews]

Sono altissimi gli investimenti che Samsung mette in campo ogni anno per difendere la sua leadership del mercato. Dalla notte dei tempi, infatti, tutti i dispositivi elettronici hanno sempre avuto uno schermo. Avere il possesso di questo mercato significa garantirsi una vacca grassa da cui mungere latte d’oro.
Tra i prossimi passi avanti c’è uno schermo AMOLED infrangibile. Grazie all’uso di una pellicola di transistor, infatti, lo schermo risulta essere molto più resistente dell’attuale copertura di vinile. L’obiettivo è convincere i clienti a scegliere uno schermo Samsung giocando sulla sua resistenza.
Gli schermi infrangibili saranno in vendita entro 2 anni.
[via OLED-display]

A prima vista sembrerebbe di poter esclamare “WOW”, con una vasca da bagno del genere davanti: certo non molto grande, ma con uno schermo di dimensioni piuttosto considerevoli, l’ideale per sognare oggetti lussuosi anche in spazi ridotti.
Ma Sub-Tub non è solo una vasca, con getti idromassaggio whirlpool, non è solo uno schermo OLED, ma è anche un lavandino all’occorrenza: “chiudendo” infatti lo schermo della vasca, si accede a un piano con doppio lavabo. Un elemento quindi trasformabile, adattissimo alle case che necessitano di oggetti salvaspazio.
C’è però una perplessità: lo schermo incorporato non ha un tuner TV e non è specificato nemmeno se sia in grado di supportare la visione di video e filmati. A cosa serve, ci chiediamo a questo punto? L’idea di partenza è stata quella di creare un design unico e sempre diverso: lo schermo infatti funzionerebbe più o meno come una gigante cornice digitale, dove poter caricare qualunque genere di immagine che crei uno sfondo sempre differente alla vasca e al bagno.
L’idea non è male, ma ciò che tutti i geek si aspetterebbero sarebbe di poter guardare tv o dvd spaparanzati comodamente durante il bagno. In ogni caso, possiamo metterci l’anima in pace o eventualmente suggerire qualche modifica, perchè Sub-Tub è per ora solo un concept.
[Via Ubergizmo]

Il Giappone è da alcuni anni molto attento al settore tecnologico. La cultura e l’arte sono state utilizzate per mostrare al mondo la potenza dei loro centri di ricerca. Così ecco nascere un nuovo primato: lo schermo curvo al plasma più grande del mondo.
Si trova nell’aeroporto di Kansai ed è utilizzato per offrire informazioni ai turisti. Misura 4 x 3 metri. Speriamo che nell’ammirarlo nessuno perda il proprio aereo.
[via kyodo]

Immaginate di vedervi i prossimi mondiali di calcio. Probabilmente darebbe lo stesso effetto di essere allo stadio. Il mega schermo da 276″ costruito dalla NASA, però, serve per osservare le condizioni meteo, studiare le nebulose o focalizzare l’attenzione sulle aree colpite dai disastri.
Si chiama Hyperwall 2 e possiede un quarto di miliardo di pixel di risoluzione. Alla Nasa Ames Research Centre, dove lo hanno installato, lo hanno collegato a 128 schede grafiche e 1.024 processori per una potenza di 74 Teraflop. Una velocità di calcolo superiore a 300 consolle PS3. Chissà come sarebbe giocarci in 3D.
[via dailymail]
![]()
Per risultati eccellenti a volte non c’è bisogno di tanto capitale, anni di ricerca e sviluppo e interi team di sviluppatori. Lo hanno dimostrato alcuni studenti della University of Tromso grazie alla costruzione di un enorme schermo multi-touch. In realtà non c’è una superficie sensibile al tocco, ma un sistema di 28 proiettori in grado di concentrare le immagini su uno schermo da 7168 × 3072 pixel.
Grazie al lavoro di elaborazione di 2.200 immagini scattate con una Canon, inoltre, è stato possibile creare una foto da 13,3 Gigapixel da usare con questo schermo. Il risultato è un sistema di ingrandimenti molto sensibile. Il budget è basso, ma l’innovazione è alta. Trovate un video del sistema in azione dopo il salto.
Continua a leggere: Studenti creano immagine da 13,3 Gigapixel su schermo multitouch