Manca meno di un mese ad Halloween, la notte dove il regno dei morti si congiungerà con quello dei vivi, o almeno così narra la leggenda. Per tale occasione nasceranno, come ogni anno, tanti gadget tecnologici per spaventare o rendere più credibile il proprio costume.
Tra quelli di quest’anno c’è la Asulum Door: una porta da allestire per spaventare i passanti. E’ composta da uno schermo LCD da 22″, un DVD con Mr Tough Guy e un sistema fatto da un pannello di gomma con elementi meccanici. Lo schermo visualizza in loop un pazzo armato di ascia che tenta di uscire per ammazzare.
L’effetto è molto ben riuscito. Peccato che non ci sia un kit in vendita per realizzarlo.
via | coolest-gadgets
Qualche giorno fa parlavamo del MegaPad, un tablet Android da 23 pollici ottenuto dalle manipolazioni di un hacker; e se 23 pollici vi erano sembrati poco portatili, allora 70 pollici vi sembreranno mastodontici, quasi “mostruosi”; e non costituiranno nemmeno la misura più piccola della questione.
Non a caso, il dispositivo di cui stiamo parlando si chiama Padzilla e in sostanza si tratta di un “accessorio” per iPad o iPhone creato da Crunchy Logistics: il termine accessorio è effettivamente fuorviante date le dimensioni, ma è anche l’unica definizione possibile.
Padzilla infatti è uno schermo multitouch secondario da collegare all’iPad o all’iPhone per ingrandirne a dismisura le possibilità (e anche i costi): quello mostrato nel video misura appunto 70 pollici, ma le dimensioni sono customizzabili fino a 150 pollici.
Il 70 pollici costa intorno ai 30.000-40.000 dollari; sul prezzo del 150 pollici non ci resta che fantasticare. Di una cosa però siamo certi: Padzilla farà sicuramente il suo ingresso trionfale nelle case di lusso di molti paperoni, magari dotati di iPad in oro e pietre preziose.

In queste pagine amiamo anticipare le tendenze nel settore della tecnologia elettronica proponendo dei concept che lasciano intravedere il futuro. Qualcuno ne vede solo l’opera di fantasia di un designer, altri, come noi, danno una speranza a questi progetti e osservano come man mano diventano sempre più realizzabili.
Dopo aver visto i prototipi dei display flessibili, per esempio, il concept del Galaxy Skin non ci appare poi così futurista. Il designer Heyon You ha immaginato un telefono costruito con quelle tecnologie e prodotto da Samsung. Dallo schermo AMOLED flessibile, lo Skin può essere piegato per finire in tasca, oppure funzionare come un bracciale.
Al momento sembra solo fantascienza, ma forse tra qualche anno staremo qui a recensirvelo.
Guarda le immagini del Galaxy Skin











[via yankodesign]
Quali dimensioni può raggiungere uno schermo touchscreen? La risposta potrebbe essere data da Microsoft Cinema, un display touchscreen da 234 pollici, realizzato da Microsoft Germany in collaborazione con Stereolize. Oppure, svelare un simile “mistero” potrebbe portarci ancora oltre.
Per il momento ci accontentiamo di vedere questo display, che è stato definito dai suoi realizzatori il più grande schermo touchscreen al mondo, in azione in un video girato al CeBIT 2011.
Microsoft Cinema è utilizzato esattamente come un enorme tablet, dove le immagini scorrono gigantesche con un semplice tocco.
Se qualcosa del genere venisse commercializzato per essere utilizzato durante presentazioni et similia, queste diventerebbero sicuramente più fluide e coinvolgenti. Non trovate??
[Via OhGizmo]

Avete presente quei film dove si vedono dei visori in grado di interagire con l’ambiente circostante e offrire informazioni all’utente che li indossano? Ora sono realtà. Un centro di ricerca a Francoforte (Germania), il Fraunhofer Institute, ha sviluppato lo schermo OLED bidirezionale.
Lo schermo funziona, infatti, su entrambi i lati e, grazie ad una videocamera, reagisce agli stimoli registrati all’esterno. Il suo utilizzo può riguardare diversi ambiti, da quello militare a quello medico. Anche il settore consumer potrebbe essere colpito da questa invenzione, basti pensare agli schermi in grado di funzionare anche da scanner.
La tecnologia non è ancora matura per approdare nel livello commerciale. Al momento lo schermo non è più grande di 0,6″ con una risoluzione di 320 x 240 pixel. Il primo passo è stato fatto, ora è solo questione di tempo.
[via oled-display]
Lo schermo più grande del mondo con tecnologia multitouch esiste. E’ stato costruito dall’Università di Groningen per un progetto di ricerca. E’ così grande da poter essere usato da tre persone contemporaneamente.
Per il suo utilizzo sono stati usati 3 vecchi computer e due videocamere che traducono i movimenti delle persone in informazioni per il software di utilizzo. Lo schermo ha una risoluzione di 4900 x 1700 pixel ed è retroilluminato da 1.000 LED.
Ora il software e l’hardware possono essere ottimizzati e racchiusi in un prodotto facilmente commercializzabile in fiere, studi di lavoro e centri di ricerca.
[via bookofjoe]

Negli ultimi anni sono stati investiti importanti capitali nella ricerca per la miniaturizzazione dei proiettori. Così come la miniaturizzazione delle fotocamere ha portato un boom di questi sensori in vari settori, soprattutto per quanto riguarda i dispositivi mobili, così la ricerca per i proiettori, o almeno si spera, potrebbe creare un florido settore da cui trarne dei frutti.
Sony Ericsson, per esempio, ha brevettato un sistema per i proiettori per smartphone. Il brevetto prevede l’uso di un pannello retraibile su cui proiettare l’immagine. In questo modo si evita la necessità di cercare una superficie su cui proiettare, ma nello stesso tempo si arriverebbe a un’immagine piccola quanto lo schermo primario del dispositivo.
Il risultato finale, in sostanza, sarebbe un raddoppio dello schermo senza utilizzare per tale fine due display.
[via slashgear]
Del Kinect si è parlato tanto: molti lo apprezzano, alcuni lo disprezzano, altri ancora non lo disdegnano seppure con delle riserve. Ad esempio, qualcuno sostiene che la distanza richiesta per poterci giocare decentemente è troppa e che di conseguenza non si riescano più a leggere le informazioni sullo schermo, oltre a necessitare di una sala cinema in casa da destinare soltanto a questa attività.
Se anche voi fate parte di quest’ultimo club, ma disponete di una camera o di una sala dove dedicarvi al vostro entertainment, allora potete costruirvi uno schermo da ben 110 pollici come questo, appositamente creato per giocare con Kinect. Il costo? L’autore assicura meno di 2000 dollari in tutto (circa 1500 euro al cambio), contro i prezzi di mercato che per un apparecchio simile sarebbero sicuramente molto più alti.
Per realizzare il tutto, ci sono voluti un proiettore Epson, quello che costa di più in tutta questa faccenda, del materiale di qualità acquistato su eBay per allestire uno schermo per retroproiezione completo di meccanismo di chiusura e apertura, e switch e cavi HDMI.
Sicuramente il risultato garantisce sessioni di gioco molto più coinvolgenti e reali: gli avatar, sullo schermo da 110 pollici, hanno praticamente le stesse dimensioni di una persona!
[Via Hackedgadgets]

E’ lungo 250 metri x 30 metri e copre una superficie grande quanto uno stadio di football. E’ l’enorme schermo costruito a Pechino nel centro commerciale The Place.
Costato 250 milioni di RNB, pari a circa 38 milioni di euro, può essere affittato a una tariffa di 15.000 € per 10 minuti. Un uomo, probabilmente povero di fantasia, lo ha affittato per giocare a una breve sessione di World of Warcraft. Una partita che gli ha sicuramente donato i suoi 10 minuti di notorietà.
[via kotaku]
Quello che vedete nel video è un comune pannello LCD, ma ciò che nasconde è qualcosa di profondamente diverso: grazie a una piattaforma Arduino Mega e a una rete di 128 sensori IR, questo schermo si è trasformato in un dispositivo non solo multitouch, ma anche “multimodale”.
Il concetto alla base di questa elaborazione infatti è quello di poter interagire con il pannello modificandone le modalità di input. Il risultato è uno schermo che reagisce non solo alle mani e alle dita, ma anche agli oggetti, in prossimità o direttamente posti sulla sua superficie. Il progetto è ancora in fase di evoluzione, ma considerando il basso costo, promette già di risultare molto interessante.
[Via ArduinoBlog]