
A guardarle sembrano il prodotto della mente visionaria di qualche designer, ma invece leggiamo che è la nota marca di scarpe Timberland a vendere il modello Radler Trail Camp.
Sono delle scarpe pieghevoli richiudibili con una zip da usare in caso di emergenza. Quando sono chiuse occupano il 42% di spazio in meno rispetto alle normali scarpe e, grazie ad un apposito trattamento, sono anche resistenti all’acqua.
Utili da portare in viaggio, da usare in campeggio o semplicemente per sostituire le scarpe rotte. Si vendono per 65 $, circa 46 €.
[via timberland]

C’è una scena del film Ritorno al Futuro II che è entrata nella storia del cinema. La scena in cui Marty McFly va nel 2015 e indossa le Nike Air Mag, le scarpe che si allacciano da sole premendo un pulsante.
Per anni i geek di tutto il mondo hanno sognato quelle scarpe. Non dover fare i conti con i lacci potrebbe diventare una vera liberazione. Sappiate che quella tecnologia ora esiste ed è stata brevettata proprio da Nike.
Dei sensori posti sul tallone e sul collo del piede comunicano alla scarpa quanta forza impartire al sistema che stringe i lacci. Speriamo di trovarle in commercio presto, almeno prima del 2015. Dopo il salto trovate la scena del film.
Continua a leggere: Nike brevetta le scarpe che si auto allacciano

L’inverno è ormai alle porte e molti stanno già assaggiando la durezza delle stagioni fredde con piogge e venti. Se non sopportate di avere i piedi freddi, Columbia Bugathermo sono le scarpe che potrebbero risolvere il problema. Costruite in Techlite e resistenti all’acqua, presentano un sistema di riscaldamento interno.
Le scarpe, infatti, possono essere impostate su tre temperature diverse e riscaldare il piede grazie alla presenza di una batteria ricaricabile interna. L’autonomia permette 8 ore di utilizzo con un uso normale, oppure 3 ore con un uso intensivo alla massima temperatura. Se avete freddo non dimenticate di ricaricare le scarpe. Il modello base costa 250 $, circa 169 €.
[via besportier]
Ogni giorno si consuma, per quasi tutti gli abitanti della Terra, una singolare procedura. La sera ci si toglie le scarpe a favore delle pantofole e il mattino seguente si ritorna a posare le pantofole a favore delle scarpe. Un rito che seguiamo meccanicamente, ma che ha attirato l’attenzione di alcuni designer. Così nascono le Modular Shoes.
Sfruttando la grande invenzione delle zip, permettono, in pratica, di costruire la scarpa sulla pantofola tramite alcune strisce di stoffa. Probabilmente non saranno il massimo della comodità, ma se vi interessano sono in vendita nei negozi Bread & Butter al prezzo di 40 £, pari a circa 45 €.
[via reuters]

L’immagine in alto farà arricciare il naso agli amanti dello shopping, ma dopo centinaia di modelli di distributori di caramelle, caffè, cartucce per stampanti, batterie e cose varie, arriva il turno di quello per le scarpe. A volte si potrebbe avere la necessità di avere un paio di scarpe nuove in caso di emergenza e non avere il tempo da dedicare agli acquisti.
Chiunque passerà per Londra, adesso, potrà recarsi presso il distributore di scarpe della giapponese Onitsuka Tiger. Il modello è naturalmente standard e ogni punto vendita può contenere fino a 24 paia di scarpe in 6 misure differenti. L’idea potrebbe funzionare anche per il mercato italiano considerando che un distributore può funzionare 24h al giorno.
[via T3]
Non è una provocazione, o forse sì: il concept in foto è quello di una scarpa, particolarmente “voluminosa”, tipico accessorio delle accompagnatrici; tra le altre cose la zeppa era diventata un cult negli anni ‘90 tra le teenagers (e continua a serpeggiare in modo latente ancora ai giorni nostri).
Dietro questo eccentrico progetto, che comunque porta alla memoria casi gravi di cronaca che non andrebbero presi sotto gamba, c’è la The Aphrodite Project: l’idea è quella di avere un allarme da azionare in caso di problemi e un contestuale ricevitore GPS attivo, in grado di inviare una segnalazione di emergenza (tramite la pressione di un bottone) alle autorità in completo silent-mode, per evitare di mettere in ulteriore pericolo la sventurata.
Purtroppo, senza girarci troppo intorno, la percentuale di donne libere che decide di intraprendere quello che dai più è definito “il lavoro più vecchio del mondo” è assai relativo rispetto alle ragazze sfruttate o a cui comunque viene imposto un rigido controllo da parte di terzi. Basterà un mero gadget a riportare in auge il dibattito?

Una società giapponese ha prodotto questa bizzarra pen drive ispirata a un modello di scarpe sportive di Nike. Anche se è improbabile l’approvazione della società sportiva nel concedere l’utilizzo del logo per produrre questo accessorio, resta un dispositivo che può attrarre interesse per gli appassionati di sport.
La chiavetta misura 65 x 25 x 25 millimetri e ha un peso di 32 grammi. Funziona con le porte USB 2.0 ed è compatibile sia con sistema operativo Windows che Os 9 e superiori. La capacità, invece, è di 1 Gb.
E’ in vendita al prezzo di 20 $, pari a circa 15 €.
Seguono altre foto della pen drive.
Guarda le foto della pen drive

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[via Engadget]

I Transformer stanno diventando particolarmente utilizzati in spot pubblicitari e campagne virali di ogni tipo (ricordate la Renault Citroen?).
Quello che vedete in foto è il caso di una comunissima scarpa da ginnastica, che vede l’unione di società del calibro di Nike e Takara Tomy.
Il suo nome è Optimus Prime e ha la capacità di trasformare sembianze banali in qualcosa di interessante per tutti gli amanti del genere “robot”.
É solo un sistema per gettare qualche soldo (niente di abissale, solo 22$/16€) negli store giapponesi.
[via ohgizmo]

La Nike, dopo l’ormai famoso Nike Apple sport kit, ha deciso di stupirci con questo simpatico paio di scarpe dal carattere “selvatico” perfette per un safari, ma con un significato particolare almeno per noi mac user.
Se le guardate bene e -per dirla tutta- con occhio un po’ perverso, sono composte da due tessuti che saltano subito all’occhio: tigrato e leopardato. Probabilmente la cooperazione con l’azienda californiana gli è piaciuta talmente tanto che hanno voluto disegnare un modello di calzature per creare una sorta di anello di congiunzione tra l’attuale sistema operativo Tiger e il nascente Leopard, senza dimenticare ovviamente il browser Safari.
Ok sto sognando…
[via neatorama]
Un bel modo per vendere e presentarsi al grande pubblico: il designer Jacob Matthew ha prodotto questo carinissimo prototipo di casse audio in stile fashion (o meglio dire “fesciion”).
In realtà non è poi così assurdo da creare: lui stesso è partito da degli speakers della Harman-Multimedia, i SoundSticks II; ha poi aggiunto un bel paio di scarpe da signora e un po’ di manualità. Non vorrei azzardarmi, ma qualche volenteroso/volenterosa riuscirebbe a ricrearli in brevissimo tempo.
Al momento, proprio perché la versione è prototipale, non è dato saperne il prezzo, però -a naso e raccattando magari un vecchio paio di scarpe- non dovrebbe essere poi così elevato.
[via shinyshiny]