Il progetto DARPA, nato dalla collaborazione della Cornell University e della University of Chicago, sta portando i primi frutti. L’obiettivo è costruire l’iRobot, il robot completamente indipendente con possibilità di interagire senza ostacoli con l’ambiente circostante. Il primo passo è stato la costruzione delle mani.
Tramite due palline, infatti, il robot potrà afferrare qualsiasi oggetto senza romperlo. La sua precisione è molto elevata, in modo da afferrare un uovo senza romperlo e nello stesso tempo alzare una barra di metallo di 65 KG 650 grammi senza farla scivolare. La mano robotica può anche utilizzare gli oggetti, come una penna o un bicchiere d’acqua.
Ma cosa c’è nella pallina robotica? Nanotecnologie o fibre di superconduttori? Niente di questo: semplici granuli di caffè. In pratica la mano si appoggia sull’oggetto aderendo alla superficie. Nel braccio viene aspirata tutta l’aria in modo da creare l’effetto di vuoto. Il risultato è una mano solida.
[via switched]

Continua il polverone sugli occhialini per il 3D del cinema. Gli esercenti e gli esperti affermano che non ci sono pericoli. Gli occhialini, usa e getta o fissi che siano, sono sterilizzati e controllati. Il timore è vedere crollare una tecnologia in grado di portare innovazione e fatturato nell’industria cinematografica.
I ricercatori, però, stanno tentando di tagliare la testa al toro eliminando l’uso degli occhiali. Molti passi avanti sono stati effettuati nella National Chiao Tung University di Taiwan dove gli scienziati hanno trovato un modo per arrivare al risultato sperato. Usando una parete di specchi prismatici, infatti, si riuscirebbe a mostrare le due tracce del 3D agli occhi degli utenti.
Il problema ancora da risolvere sta nell’offrire lo stesso effetto in tutte le zone della sala cinematografica. Con 11 prismi per pixel, infatti, si riesce a soddisfare la voglia di 3D di sole 100 persone.
[via PhysOrg]

I ricercatori del Machine Perception Laboratory della UCSD (University of California, San Diego) hanno sviluppato questo baby robot per simulare lo sviluppo di un bambino di 1 anno. La testona di Diego-San ha circa 20 parti in movimento per permettere cosi di comunicare con le espressioni facciali.
E’ alto 130cm, pesa 30 Kg ed è in grado di alzarsi da una sedia e tenere una bottiglia. E’ dotato di una camera ad alta risoluzione e di 6 assi di accelerazione. Un progetto davvero interessante per il mondo della robotica che fa sempre passi avanti.
[via gizmodo.com]
Mouse, tastiere e gamepad? Presto potrebbero diventare strumenti obsoleti. Un gruppo di ricerca voluto da Microsoft, l’Università di Washington e l’Università di Toronto, infatti, sta sviluppando un sistema di controllo dei dispositivi mediante l’uso delle braccia.
Collegando dei sensori a un braccio, infatti, è possibile interagire con un computer o una consolle muovendo le dita. I sensori captano la tensione dei muscoli traducendoli in comandi. In futuro sarà venduta una fascia capace di interfacciarsi con molti dispositivi.
[via 9to5mac]

Siamo di fronte a diversi cammini, cammini che prevedono la costruzione di dispositivi molto flessibili. In futuro anche i cellulari si potranno piegare senza problemi. Un passo avanti, infatti, è stato fatto nel settore delle antenne. Il prof. Michael Dickey del dipartimento di chimica e ingegneria biomolecolare alla North Carolina State University, ha annunciato la nascita di una tecnologia per la costruzione di antenne flessibili.
Eliminando l’uso di rame, i ricercatori hanno usato una lega di gallio e indio inserita in piccoli canali grandi quanto un capello umano. La lega creata riesce a non solidificare a temperatura ambiente. Le antenne create, dichiara Dickey, raggiungono il 90% delle performance di quelle attuali e sono più economiche. In futuro saranno impiegate nei dispositivi mobili.
[via wired.com]