Spider Man ora non ha più segreti. Alcuni ricercatori della University of Canterbury in Nuova Zelanda, infatti, hanno costruito un robot in grado di camminare su qualsiasi superficie. L’esperimento ha permesso di applicare alcuni principi base della fisica per la costruzione di un prodotto che potrebbe diventare rivoluzionario.
Il robot utilizza il principio di Bernoulli che afferma “la pressione si abbassa quanto più un fluido è veloce”. Grazie ad un apposito motore il fluido in movimento in questo robot raggiunge la velocità del Mach 3 generando un micro cuscinetto di aria in grado di funzionare su qualsiasi superficie.
Il robot sarà utilizzato in campo industriale in alcuni ambiti, come per esempio l’ispezione di quei luoghi in cui l’uomo avrebbe difficoltà ad entrare.
[via gizmowatch]

Avete presente le porte USB 3.0? Sono veloci vero? Le porte per il trasferimento dei dati in arrivo per il 2015 paragonate alle porte USB 3.0 saranno così veloci da creare una differenza simile tra una tartaruga e un ghepardo. Lo ha annunciato Intel dichiarando di essere a buon punto nella ricerca di una nuova tecnologia.
Attualmente la porta più veloce è Thunderbolt usata, per esempio, nei computer più recenti di Apple. Una tecnologia che permette il trasferimento dei dati a 10 Gbps. La prossima evoluzione di Intel utilizzerà fotoni di silicio per un trasferimento fino a 50 Gbps, vale a dire 10 volte più veloce di una USB 3.0.
Jeff Demain, direttore strategico di Intel Labs, ha assicurato che la tecnologia permetterà il trasferimento fino a 50 Gbps con cavi lunghi anche 100 metri.
[via pcworld]
La proiezione di un video o di documenti con un proiettore è influenzata dalla luce ambientale. Il proiettore, infatti, non è altro che un fascio di luce in grado di comporre immagini sulla superficie su cui è diretto. Questo comporta ad un’abbassamento della visibilità se sono presenti luce esterne.
Una ricerca dell’Uchida Research Laboratory dell’università di Tohoku (Giappone) ha prodotto il proiettore DLC (Diffused Light Control). Grazie a delle speciali lenti è possibile indirizzare il fascio di luce su alcuni pannelli ed annulare l’influenza delle luci ambientali.
Il proiettore funziona solo con dei pannelli speciali che diffondono la luce ricevuta nelle celle interne. I proiettori DLC saranno molto utili nelle sale conferenze e negli uffici, per evitare di dover abbassare la luce.
[via gizmowatch]
La mano è l’arto più complicato del mondo. Ricco di terminazioni nervose, risponde all’istante ai comandi del cervello. Per questo motivo molti ricercatori la utilizzano per le loro invenzioni. L’ultima si chiama Fingual ed è stata sviluppata da un progetto promosso dalla Osaka University e la Shinshu University in Giappone.
Mostrato durante l’evento Interaction 2011, consiste in un guanto ricco di sensori magnetici. Grazie ad un particolare software, il guanto traduce il linguaggio dei segni in testo scritto. In questo modo sarà possibile costruire un traduttore per trascrivere le parole delle persone colpite da handicap.
Il sistema al momento non è in fase finale. Il software riconosce dall’80 al 90% del linguaggio. Il team di ricercatori continuerà gli studi per renderlo infallibile.
[via diginfo]

Avete presente quei film dove si vedono dei visori in grado di interagire con l’ambiente circostante e offrire informazioni all’utente che li indossano? Ora sono realtà. Un centro di ricerca a Francoforte (Germania), il Fraunhofer Institute, ha sviluppato lo schermo OLED bidirezionale.
Lo schermo funziona, infatti, su entrambi i lati e, grazie ad una videocamera, reagisce agli stimoli registrati all’esterno. Il suo utilizzo può riguardare diversi ambiti, da quello militare a quello medico. Anche il settore consumer potrebbe essere colpito da questa invenzione, basti pensare agli schermi in grado di funzionare anche da scanner.
La tecnologia non è ancora matura per approdare nel livello commerciale. Al momento lo schermo non è più grande di 0,6″ con una risoluzione di 320 x 240 pixel. Il primo passo è stato fatto, ora è solo questione di tempo.
[via oled-display]

Avete presente quei film dove ci sono dei cyborg in grado di ingrandire un soggetto a distanza con gli occhi robotici? Bene, ora è realtà. Il progetto Urbana-Champaign condotto dal prof Yonggang Huang in collaborazione con le università di Northwestern e Illinois, ha portato alla costruzione della Curvilinear Camera.
Ispirandosi all’occhio umano, i ricercatori hanno costruito un occhio robotico in grado di effettuare uno zoom di 3,5 volte. Il tutto è stato possibile usando una pellicola curvilinea azionata da una serie di mini pistoni che permettono di ingrandire o ridurre la visualizzazione.
I ricercatori ora metteranno a punto il progetto per renderlo commercializzabile. Sperano di vendere l’invenzione alle industrie elettroniche, robotiche e mediche.
[via Sciencedaily]

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita degli investimenti nel settore delle batterie. L’elettronica ha bisogno sempre i più di energia e gli scienziati stanno cercando un modo per soddisfare ogni richiesta. CENIMAT, facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Lisbona, ha annunciato di aver trovato un modo per creare batterie di carta alimentate ad acqua.
Queste batterie richiedono il 40% di umidità per ricaricarsi. Volendo possono attivarsi anche in ambienti molto umidi. La loro scoperta permetterà di creare dispositivi molto sottili da usare in vari ambiti, da quello medico a quello ludico.
Lo sviluppo della batteria di carta continuerà nei prossimi mesi fino ad arrivare allo stadio commerciale. CENIMAT è famosa anche per i suoi metodi nella produzione di circuiti stampati.
[via aeiou.exameinformatica]
Probabilmente Microsoft non si sarebbe aspettata tutto questo interesse per Kinect, l’accessorio per XBox 360, collegato ad altri settori al di fuori del videogaming. Alcuni ricercato del Tech College of Computing in Georgia, per esempio, hanno migliorato l’efficacia del loro progetto: il CopyCat.
Il progetto CopyCat ha come obiettivo insegnare il linguaggio dei segni ASL (American Sign Language) ad alcuni giovani studenti. Prima dell’arrivo del Kinect utilizzavano una semplice webcam che rilevava le mani con colori diversi. Ora, invece, possono analizzare il movimento dello scheletro per una precisione del 98,8%.
Chissà Microsoft come prenderà questa tendenza. Potrebbe anche vietare l’uso improprio del Kinect, ma come dire di no alla ricerca.
[via Kinect Hacks]
E’ finita l’epoca della moneta detenuta tutta sotto forma di denaro fisico, il futuro è sempre di più virtuale. Così sbocciano i conti correnti ricaricabili mediante delle speciali card e i negozianti si adeguano permettendo piccoli pagamenti con le carte di credito. Per tale motivo il portafogli si trasforma in una sorta di porta documenti e perde la sua funzione originaria: cioè trasportare denaro.
Al MIT di Boston hanno preso in considerazione questo cambiamento creando tre portafogli robotici, ognuno con le sue proprietà:
- Bumblebee: contiene un sensore che vibra ogni volta si effettua un pagamento con la carta di credito. In questo modo si può avere un feedback sull’avvenuto pagamento e, nello stesso tempo, si è avvisati quando è effettuato un pagamento non autorizzato.
- Mother Bear: ha una molla che rende sempre più difficile l’apertura quando si sfora il budget mensile. Così se state per effettuare un altro acquisto dovrete prima lottare contro il portafogli.
- Peacock: si gonfia e sgonfia in base alla quantità di denaro contenuto sul conto corrente. Così se all’improvviso lo vedete gonfiarsi sotto il sedere saprete che vi è stato accreditato qualcosa.
Tutti e tre i modelli restano dei progetti ai fini di ricerca. Voi li comprereste?
[via dvice]

L’avidità di energia regna sovrana nel settore dell’elettronica. I dispositivi diventano sempre più intelligenti e ricchi di sensori. Chi dà da mangiare a questi componenti? La batteria interna. Al momento la tecnologia più utilizzata è quella al litio che permette di conservare grande energia con bassi sprechi. Ma tra qualche anno potrebbe non bastare.
Tra le società che stanno cercando soluzioni c’è Ioxus che è riuscita a trovare una soluzione: una batteria ibrida che utilizza il litio e la tecnologia Ultracapacitor utilizzata anche nei treni a levitazione. Questa nuova batteria si potrà arrivare a 20.000 cicli di ricarica.
Ma l’aspetto veramente positivo sono i tempi di ricarica: appena 90 secondi per un ciclo completo. Così un giorno, quando il cellulare si scaricherà, basterà tenerlo nella presa per poco più di un minuto. Speriamo di vederla in commercio molto presto.
[via dvice]