
Amate il retrogaming? Allora non ci sarebbe niente di meglio che praticarlo proprio con una console arcade!
Questo modder ha pensato bene di fabbricarsi una console e due control pads completi di pulsanti e joystick in perfetto stile retrò, sottolineato dall’utilizzo del legno per il rivestimento.
La game console offre tutto ciò di cui il retrogaming potrebbe aver bisogno: porte USB, porte VGA, casse e ventole.
Per i dettagli della costruzione, vi rimando al forum dove il modder ha presentato il suo affascinante progetto.
Via | Hacknmod
No non correte nei negozi di elettronica sperando di vederlo sugli scaffali, Wheatley Puppet è stato costruito in casa ed esiste un solo esemplare nel mondo. Si tratta di un robot che funziona un po’ come un animale domestico: serve a fare compagnia.
La sua costruttrice, Jennifer Sorrel, ha impiegato 4 mesi per costruirlo. Ha creato il case esterno modellando dei componenti in cartongesso, l’ha dipinto e ha riempito l’interno di motorini, LED luminosi, processori e speaker.
Il Wheatley Puppet può riprodurre frasi registrate e nient’altro. Sembra uscito da un film di fantascienza. Chissà se un giorno diventerà un prodotto commerciale.
[via furincosplay]
Avreste mai pensato a un connubio fra Android e una console arcade?? Io francamente non sarei arrivata a certi picchi di fantasia, eppure qualcuno lo ha fatto, riuscendo ad amalgamare in modo davvero entusiasmante un certo passato con un certo presente, apprezzabili entrambi da determinate categorie di appassionati.
“Androcade” è il nome della singolare console arcade che potete ammirare nel video, ispirata nella forma e nel colore alla ormai celebre mascotte di Android; Androcade utilizza bluetooth e Arduino per connettersi a un dispositivo Android e per permettere all’utente di assaporare i videogames con un gusto che sa molto di retrogaming, grazie al joystick e ai pulsantoni.
Se volete costruire un Androcade da tenere in cameretta, su Silverballsoftware trovate tutte le istruzioni del caso. Non sarebbe adorabile anche in salotto??
Se siete tra i cultori del genere fantastico o fantareale e pensate (probabilmente a ragione) che anche le cose possano essere dotate di vita propria, non troverete affatto strana questa scatola, che si apre e scruta il mondo circostante, sia di notte che di giorno.
Nel video, con un finale peraltro anche divertente, la possiamo vedere in azione durante le sue operazioni di perlustrazione, nelle ore notturne, ma anche in quelle diurne…
L’anima di questa scatola (perchè un’anima ce l’ha, ormai l’avrete capito!) è naturalmente elettronica: il suo inventore ha smontato i pezzi di un elicottero (giocattolo) radiocomandato e li ha riutilizzati, coinvolgendo nell’operazione la scatola in legno, appunto, e due palline da ping pong, dotate di luci a LED.
La scatola animata risultante non serve assolutamente a nulla: ma, oltre ad essere divertente, può rappresentare una piacevole e discreta compagnia nelle ore solitarie…
[Via Hackaday]
Se pensate che un controller dell’Xbox 360 sia ingombrante, provate a ricordare com’erano quelli del Nintendo 64; che fossero più grandi lo dimostra in concreto questo progetto, partito inizialmente con un controller per Xbox 360 e finito con uno decisamente più retrò, appartenente alla console più “antica”.
L’autore ha voluto dunque dare un volto originale, anche se molto vintage, a un telecomando bluetooth per controllare un sistema audio.
Il risultato è piuttosto soddisfacente: utilizzare un “telecomando” simile è sicuramente più emozionante e stiloso, piuttosto che usarne uno dall’aspetto “tradizionale”. Non trovate anche voi??!

Ci sono impianti audio gradevoli da vedere, soprattutto se inseriti in contesti sufficientemente hi-tech; e ce ne sono altri invece che potrebbero decisamente stonare con il resto dell’ambiente in cui vengono collocati; ad esempio se ci si trova in una stanza dal sapore tradizionale, un salotto vecchio stile con autentici scaffali da biblioteca pieni di libri, dove casse et similia proprio non starebbero bene.
Ma un modo per mimetizzare casse e altri dispositivi audio, in modo che risultino praticamente invisibili nella libreria, esiste: basta nascondere gli apparecchi proprio dentro gli oggetti più diffusi per la stanza, i libri.
Qualcuno storcerà tuttavia il naso: per realizzare la mimetizzazione infatti, si dovranno privare i libri delle pagine (sacrilegio per chi ama la lettura tradizionale!), mantenendo le copertine rigide e inserendo pannelli di compensato per il sostegno degli apparecchi.
In questo caso, l’autore della pratica soluzione ha inserito le casse in un libro, un piccolo amplificatore in un altro e il suo iPod in un altro ancora: pare che il risultato sia davvero invisibile, ma ben udibile, con una qualità che il bricoleur giudica piuttosto elevata. Chi ha voglia di provare a emularlo??

Se avete apprezzato il Binary Table, un tavolino da caffè realizzato con circuiti, hard disk e schede madri, non potrete che considerare le Binary Chairs come il naturale completamento di uno stile marcatamente geek da sfoggiare anche in casa.
Le Binary Chairs infatti si rifanno allo stesso concetto di design e sono prodotte dalla stessa BRC Designs del Binary Table; in effetti il colpo d’occhio le accomuna fortemente al tavolino da caffè che avevamo già apprezzato in precedenza.
La sedia e la poltrona che fanno parte di questa collezione, sono realizzate a partire da pezzi di recupero, esattamente come il tavolino; e c’è chi le preferirebbe per arredare anche l’ufficio.
L’unica perplessità riguarda l’ergonomia della sedia (che potete vedere dopo il salto): sarebbe davvero lineare a livello di concetto accostarla a una scrivania con un pc, ma sarebbe così comoda da utilizzare per tante ore al giorno??
Continua a leggere: Binary Chairs, le sedute del perfetto geek
E se dal concetto che sta dietro al modding si potesse giungere a qualcos’altro, di nuovo ed inedito? Se circuiti e componenti interni uscissero dai case per dare vita a mobili in grado di colonizzare la casa? Verrebbero fuori salotti o altri ambienti molto, molto geek, adatti a tutti coloro che hanno fatto della tecnologia una ragione di vita.
Così, nel salotto di un modder, di un hacker, di un nerd, di un gamer o di qualunque altro appartenente a categorie simili che non ho nominato, non potrebbero più mancare oggetti come il Binary Table 01 della BRC Designs, un coffee table davvero molto particolare, realizzato con circuiti, vecchi hard disk, schede madri e altri cimeli elettronici “d’epoca”, tutti di recupero.
Ovviamente il ripiano in vetro (di recupero anche quello!) funge da piano d’appoggio e alcune componenti offrono un divertimento per così dire interattivo, grazie alla presenza di pulsanti e dischi, con cui divertirsi senza particolari fini, proprio come degli autentici pargoli.
Chi metterebbe il Binary Table 01 in salotto? E soprattutto, chi vorrebbe provare a costruirne uno fai-da-te partendo da un vecchio cimelio??
[Via Dvice]
Di solito i modder, vale a dire coloro costruiscono case artistici per dispositivi elettronici, si concentrano sui PC perchè sono facili da smontare e rimontare. A volte, però, anche le console ricevono personalizzazioni estreme.
E’ il caso della UNLimited Edition, una Nintendo Wii con il case completamente ridisegnato. Realizzata da Angel OD di Copenhagen, ha elementi trasparenti per lasciare intravedere l’hardware interno e due piccoli fusti di liquido di raffreddamento.
Sarebbe ideale per gli arredamenti da laboratorio.
Guarda le immagini del modding UNLimited Edition
[via bit-tech]

Per integrare un navigatore satellitare in auto, senza acquistarlo nella dotazione della stessa, è possibile evitare di “rovinare” in qualche modo l’estetica del cruscotto interno, installando suddetto dispositivo nel parasole e integrandolo perfettamente nella sua linea.
Il risultato finale di una simile integrazione è piuttosto sorprendente, come potete notare dall’immagine: il parasole non ha subito evidenti cambiamenti estetici e il navigatore appare in tutto il suo splendore, accendendosi automaticamente ogni volta che il parasole viene aperto; non sono nemmeno visibili i fili per la ricarica.
Uniche pecche? Il navigatore non potrà più essere utilizzato in un’altra automobile (ma se ne avete una soltanto, il problema non si pone!) e l’apertura costante del parasole potrebbe dar fastidio alla visuale della strada. L’autore di questa realizzazione sostiene di no, ma personalmente ogni volta che sono costretta ad utilizzare il parasole aperto, non vedo l’ora di chiuderlo..
Per chi volesse cimentarsi in questa impresa, sul sito dell’autore trovate le istruzioni e le immagini della realizzazione.