
Il nuovo SH93 di A-DATA è il primo hard disk portatile waterproof e shock-resistant. Tramite test effettuati da A-DATA il nuovo prodotto è in grado di resistere fino ad un metro di profondità per 30 minuti, secondo lo standard IEC 529 IPX7, ed è resistente alle cadute (secondo lo standard militare MIL-STD-810F 516.5 procedure IV). Ha un peso di 240g.
E’ disponibile in due colori: racing car yellow (come da foto sopra) e chili pepper red. I tagli disponibili sono 250GB, 320GB, 500GB e 640GB. Putroppo non sono ancora stati resi noti la disponibilità e il prezzo di questo nuovo dispositivo, se ci saranno novità vi terremo aggiornati.
[via slashgear.com]

Il professor Vladimir Bulovic del prestigioso MIT ha trovato un modo veramente semplice ed originale per spiegare il funzionamento degli affascinanti schermi OLED.
La tecnologia alla base di questi schermi si basa sull’inserimento di particolare materiale organico tra un anodo, un elettrodo che espelle elettroni, ed un catodo, un elettrodo che riceve elettroni. Alimentando il sistema gli elettroni si spostano dall’anodo verso il catodo creando una corrente elettrica all’interno del materiale organico. Quando le cariche positive e negative colpiscono la stessa molecola viene rilasciato un fotone che noi percepiamo come fonte luminosa.
Per rendere macroscopico e facilmente comprensibile questo fenomeno il professor Bulovic ha inserito un cetriolo tra due elettrodi e lo ha opportunamente sollecitato con un’elevata corrente elettrica fino a far brillare l’enorme pixel di materiale organico.
Dopo il salto potete vedere il video dell’esperimento.
Ringraziamo il nostro lettore N3m per la segnalazione.
Continua a leggere: Il MIT spiega la tecnologia OLED con un cetriolo

Può la ricerca sulla genetica aiutare il settore dell’elettronica? La risposta è si e la danno gli scienziati del MIT di Boston. Nei loro laboratori, infatti, sono in sviluppo alcune batterie al litio che fanno uso di virus per aumentare la capacità e la conduttività dei dispositivi interni. L’ingegneria genetica, infatti, è riuscita a trasformare i virus in catodi e anodi di batterie al litio. L’alta conduzione si è avuta utilizzando fosfato di ferro in nanotubi.
Il prossimo passo sarà aumentare la capacità delle batterie e renderle flessibili. Gli scienziati pensano di arrivarci producendo virus con fosfato di magnesio e fosfato di nickel. Tra qualche anno giungerà anche l’applicazione a livello industriale per l’utilizzazione nei dispositivi elettronici.
[via gizmowatch]