Dopo la presentazione avvenuta ieri sera del Chromebook, il notebook equipaggiato con il nuovo sistema operativo Chrome OS di Google, cominciano a comparire in rete i primi hands-on che mostrano le funzionalità degli esemplari realizzati da Acer e Samsung.
In questo video realizzato da Engadget è possibile apprezzare la velocità di boot del Chromebook che si avvia in meno di 8 secondi e permette di accedere subito al web attraverso la classica interfaccia con i tab del browser Chrome. La chiusura dello schermo mette in stand by il dispositivo, ma il riavvio è praticamente istantaneo, non appena viene riaperto lo schermo.
L’hardware dei Chromebook è basato sull’architettura Intel Atom con processore dual core. Il modello Acer è equipaggiato con un display da 11.6 pollici ed a fronte di un peso di 1.38 Kg garantisce un’autonomia di oltre 6 ore di utilizzo continuo. Il modello Samsung dispone invece di uno schermo da 12.1 pollici e pesa 1.48 Kg offrendo un’autonomia di funzionamento di oltre 8.5 ore di utilizzo continuo, in opzione è disponibile anche il modem 3G.
L’idea alla base del Chromebook è molto interessante ed in futuro verrà rilasciata un’apposita funzionalità chiamata Chromoting che permetterà l’accesso in remoto a computer Windows o Mac, ma come sempre sarà il mercato a decretare il successo di questi Chromebook.
[via engadget]

Tra le numerose novità presentate nel corso dell’evento Google I/O è stato annunciato anche il nuovo standard Android Open Accessory per la realizzazione di accessori in grado di colloquiare con i dispositivi equipaggiati con il sistema operativo Android.
Nell’evento è stata ad esempio mostrata una cyclette in grado di inviare i dati rilevati ad uno smartphone Android per monitorare e registrare le proprie performance direttamente sul proprio dispositivo mobile.
La cosa interessante è che Google ha predisposto anche un hardware di riferimento per la realizzazione di questi accessori basato su Arduino, il celebre microcontroller open source ideato e realizzato in Italia.
Dopo i tanti hack artigianali, Google ha deciso di sposare ufficialmente Android ed Arduino realizzando un kit di sviluppo basato su un microcontroller Mega2560 ed uno shield Circuits@Home per l’interfacciamento via USB di dispositivi Android con firmware 2.3.4 o 3.1, mentre più avanti verrà reso disponibile anche l’interfacciamento via Bluetooth.
[via engadget]
Durante una conferenza di Intel a riguardo dei risultati finanziari, il CEO Paul Otellini ha rivelato che la compagnia sta effettuando il porting di Android Honeycomb su terminali x86: in futuro vedremo tablet basati su Atom con Android Honeycomb. Intel ha infatti ricevuto il codice sorgente dell’OS da Google e sta lavorando attivamente per il porting.
Per rendere la propria offerta più attraente ai produttori di terminali, Intel offre $10 di “premio” per ogni tablet venduto con chip della compagnia all’interno. Questi tablet Intel con Android 3.0 dovrebbero arrivare sul mercato entro questo 2011. Sarà interessante capire cosa riuscirà a portare Intel in un mercato al momento saturo di alternative, molte delle quali si basano proprio su Honeycomb.
[Via TechSpot]
Durante la conferenza stampa che Goolge ha tenuto ieri circa i risultati fiscali del primo trimestre 2011, il Senior Vice President del settore tecnico Jeff Huber ha annunciato due successi importanti: da una parte infatti le app Android scaricate in tutto il mondo sono salite a 3 miliardi, aumentando del 50% i download dell’ultimo trimestre 2010; dall’altra i dispositivi Android attivati nel mondo ogni giorno sono circa 350.000; segno che smartphone e tablet con il sistema operativo di Google si stanno diffondendo sempre di più.
Cifre da non sottovalutare, soprattutto se si guarda ai mercati più forti, come quelli degli Stati Uniti, dell’Europa, del Giappone e della Corea; nei Paesi emergenti invece vengono preferite soluzioni meno costose, come quelle proposte da Nokia e Symbian.
La domanda che sorge spontanea a fronte di questi risultati è: Android arriverà e addirittura potrà superare il livello di gradimento ottenuto da Apple e dall’App Store in questi anni? Le “applicazioni”, termine più che riconoscibile e identificabile con entità ormai utilizzate da tutti, si identificheranno ancora nell’immaginario collettivo con quelle create da Apple oppure diventeranno sinonimo di Android??
E voi quali applicazioni e quali dispositivi preferite? Android o Apple?
[Via Electronista]
[Foto Flickr]

Secondo il sito Digitimes, generalmente fonte autorevole di rumor che anticipano la realtà, durante il terzo trimestre fiscale del 2011 Intel annuncerà il proprio supporto ad Android 3.0 Honeycomb, con il lancio immediato di prodotti Intel/Honeycomb. L’iniziativa si chiama “PRC Plus”: Intel sarebbe in trattative con Google da almeno sei mesi e l’intenzione è quella di convincere i produttori di notebook che collaborano con la compagnia a produrre tablet. Per ogni tablet Intel/Honeycomb venduto, i produttori di hardware riceveranno un sussidio di 10 dollari.
Il rumor pare così assurdo che qualcuno lo classifica già come del tutto impossibile. Le critiche avanzate sono le seguenti: Google sta già lavorando sul sistema operativo Chrome OS che dovrebbe essere utilizzato sui notebook tradizionali e perchè sprecare un chip x86 con un sistema operativo da tablet/smartphone? In secondo luogo, che fine farebbe la partnership tra Intel e Microsoft, che dovrebbero produrre tablet insieme? Infine, Intel non è legalmente autorizzata a favorire i produttori hardware che scelgono l’OS Google rispetto ad altro.
Queste sono solo alcune delle questioni sollevate, molte delle quali troveranno risposte durante l’evento Google’s I/O e durante l’Intel Developer Forum (IDF) di Settembre prossimo.
[Via Digitimes]
Il 2011 è l’anno in cui Google vuole portare Android a competere con iOS in tutti i settori, compreso quello dei tablet. Se Android 3.0 Honeycomb ha avuto una calda accoglienza grazie a tablet come il Motorola Xoom, l’OS non sembra essere ancora un prodotto del tutto finito.
La maggior parte degli altri tablet Honeycomb verrà lanciata sul mercato tra diversi mesi e il pubblico si aspetta di vedere il primo vero tablet Android, con un OS completamente maturo e pronto a sbaragliare la conferenza. Alcuni esperti del settore iniziano già a parlare di un futuro Google Nexus Tab e Eldar Murtazin, autore di Mobile-Review, conferma che vi sia in laborazione uno slate brandizzato.
Secondo Murtazin, il tablet Google verrà lanciato a metà estate o inizio autunno, con versione dell’OS Android 3.x che, almeno inizialmente, sarà esclusiva di questo modello e verrà ceduta agli altri partner solo successivamente. Il produttore hardware pare essere LG. Per il momento siamo nel campo del “rumor”, ma difficilmente Murtazin si sbaglia quando annuncia qualcosa di simile.
Un tablet brandizzato Google potrebbe essere un rivale interessantissimo per iPad 2.
[Via MobileReview]
Manca poco all’inizio del live di Google, evento durante il quale verranno presentate le caratteristiche del sistema operativo Android Honeycomb ottimizzato per tablet. Seguiteci e fateci compagnia!
Google ha rilasciato il Kit di sviluppo per Android 3.0 Honeycomb in modo da permettere agli sviluppatori di realizzare applicazioni per i tablet che adottano questo sistema operativo.
Engadget ha già realizzato un video per mostrare le funzionalità offerte da Android 3.0 anche se l’emulatore presente nell’SDK è piuttosto lento e non rende giustizia alle reali performance che il sistema operativo può vantare quando è installato nativamente su un tablet con processore ARM dual core.
Positive le impressioni per quanto riguarda le funzionalità del browser, molto più evoluto rispetto a quello presente negli smartphone Android, ed i widget del desktop che permettono di accedere a tutte le funzionalità da un’unica schermata.
[via engadget]
Google ha recentemente annunciato il progetto Earth Engine, il tentativo di compilare un archivio di immagini satellitari storiche e in tempo reale per ottenere una panoramica sulla deforestazione e i danni ambientali accumulatisi in varie zone del mondo. Come parte del progetto, Google ha deciso di addestrare all’utilizzo ed equipaggiare una tribù amazzonica, la Surui, a scattare immagini, girare video, tenere conto delle misure della foresta e aggiornare un database pubblico dei cambiamenti che avvengono attorno a loro. Tutto ciò è stato reso possibile grazie all’aiuto di partner tecnici, del cloud computing, di uno smartphone Google G1 con Android per il geotagging delle foto e dei video e della connessione satellitare per inviare il tutto, rendendo tutti i dati accessibili a studiosi ed interessati.
Il progetto Google Earth Engine è in realtà qualcosa di molto più complesso ed ampio, ma risulta particolarmente interessante questo utilizzo degli smartphone per cambiare in meglio la vita degli aborigeni, salvaguardando per quanto possibile i cambiamenti alla foresta amazzonica.
[Via Google Earth Engine]
All’inizio di quest’anno Goolge aveva annunciato la volontà di sperimentare e testare reti a banda larga ad altissima velocità in alcune comunità americane; oggi Google annuncia l’imminente implementazione di una rete che ci farebbe strabuzzare gli occhi.
Alla Stanford University, luogo dove di fatto Google nacque nelle persone di due studenti dell’università, c’è un campus chiamato Residential Subdivision e proprio lì Google metterà a disposizione di studenti e professori una rete che offrirà una velocità di 1 gigabit al secondo!!
La rete della Stanford University, che secondo le previsioni sarà ultimata all’inizio del 2011, è soltanto la versione beta di quelle che Google progetta di implementare nelle comunità ancora da scegliere, ma il cui elenco verrà probabilmente annunciato entro la fine dell’anno.
Google dichiara che la scelta del luogo per la versione beta di questa rete è dovuta alla conformazione geografica e fisica del campus, composta da poche case e da uno spazio relativamente ridotto; ma il sospetto che in questo progetto ci sia anche qualcosa di “affettivo” è forte…
[Via GoogleBlog]
[Foto Flickr]