Ecco cosa succede quando si collegano quattro floppydrive, due da 5 1/4″ e due da 3 1/2″ (che già “parlano” da soli…), a un microcontroller PIC18f14k50, e a dirigere il tutto c’è un amante di musica e tecnologia, che orchestra una versione assolutamente inedita di una delle opere più belle di tutta la Storia della musica e dell’umanità.
Il risultato è qualcosa di incredibile: da quattro floppydrive, utilizzati come dei veri e propri strumenti musicali, “esce” davvero tanta, tanta musica, anche se come dichiara lo stesso autore, alcuni accordi sono stati necessariamente “tagliati” e quindi privati di alcune sonorità. Ma l’insieme complessivo rende benissimo l’idea. D’altronde riprodurre la Toccata e Fuga in Re Minore di Johann Sebastian Bach con qualcosa che non sia un organo, non è facile per nessuno.
Solo un particolare mi sfugge: dati la giusta ironia e il gioco di parole insiti nel titolo di questo progetto, The Phantom of the Floppera, perchè il geniale autore non ha “composto” una nuova versione del celeberrimo tema del Fantasma dell’Opera?!? L’effetto solenne e spettrale non sarebbe cambiato, anche se ovviamente non esiste nulla di paragonabile alla Toccata e Fuga di Bach, che ammalia cuori e menti da oltre tre secoli.

Avete mai avuto il piacere di scrivere su un floppy disk? Contenendo solo 1,44 MB si spazio si poteva scrivere senza problemi il contenuto del supporto sull’etichetta.
Se non avete mai avuto il piacere di scrivervi, o semplicemente volete rivivere quei momenti, potreste usare Disk it Sticky Notes. Si tratta di un block notes dalla forma di un dischetto.
Realizzato da Burak Kaynak, al momento non è in vendita.
[via behance]
Questa collana è provvista di un ciondolo che vuole essere la riproduzione “chic” di un reperto archeologico della tecnologia: il caro, vecchio floppy disc.
La forma del ciondolo è infatti la stessa, compresa dei fori che erano tipici di questo vecchio supporto di memoria.
Solo una considerazione sorge spontanea, al di là dell’estetica di questa collana, peraltro indossabile piacevolmente su qualunque genere di abbigliamento: purtroppo ci sono luoghi in cui i tecnosauri come il floppy disc sono ancora utilizzati, e purtroppo si tratta spesso di vari luoghi della burocrazia italiana.
[Via ChipChick]

Se guardassimo un flop disk oggi probabilmente ci apparirebbe come uno strumento dell’uomo delle caverne, una pietra miliare dell’informatica che ci siamo lasciati alle spalle decine di anni fa. Invece se ci pensiamo bene sono passati pochi anni dalla fine della produzione di questo supporto che, nel massimo del suo splendore, è riuscito ad archiviare 1,44 MB. Un nulla se consideriamo le pendrive di adesso che arrivano senza indugi a 16 GB e oltre.
Per ricordare i vecchi tempi il designer Ashish Chaudhary ha progettato una chiavetta con la forma del dischetto. Attualmente, però, è ancora in fase di concept e non è stata realizzata per la commercializzazione. Considerando la semplicità della tecnologia da utilizzare, scommetto che dopo questa segnalazione in Cina se ne sta già avviando la produzione.
[via likecool]

Ormai i floppy disk sono andati in pensione da poco meno di un anno e le società di informatica non li producono più. Un supporto con una capacità di archiviazione di 1,44 MB ormai non serviva più a nessuno. I nostalgici, però, potranno rivivere i vecchi tempi attraverso i CDR che ne riprendono le fattezze.
In realtà in questi finti floppy sono nascosti dei CD da 8 cm di diametro con una capacità di storage di 200 MB. Si utilizzano nei normali masterizzatori da PC e sono disponibili in vari colori. Il disco singolo è venduto, nello store di DesignBoom, al prezzo di 14 $ trasporto incluso (9,60 € circa), mentre il pacco da 4 dischi è venduto a 32 $ trasporto incluso (22 € circa).
[via crunchgear]