In un’intervista con NetworkWorld, il celeberrimo Richard Stallman della Free Software Foundation, pioniere e grande sostenitore del software libero, ha dichiarato di non possedere un cellulare per scelta. E non perchè il telefono portatile sia un potenziale disturbo alla quiete personale, bensì perchè Stallman lo considera una prigione.
Secondo il guru del software libero infatti, il cellulare sarebbe “uno strumento del Grande Fratello, una parte del sogno staliniano che si avvera”. Un modo per essere controllati sempre e ovunque, per far ascoltare le nostre conversazioni, per essere seguiti in ogni nostro spostamento. Insomma, se nel 1948 fossero esistiti i cellulari, George Orwell avrebbe potuto a ragione inserirli nel suo “1984″.
Se l’eseguibile non è sostituibile dall’utente, Stallman considera il dispositivo che lo utilizza una vera e propria prigione, con una conseguente e pericolosa illusione: pensiamo di essere noi a controllarlo e invece accadrebbe esattamente il contrario.
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I ricercatori dell’Advanced Telecommunications Research Institute International, in collaborazione con l’Università di Osaka, l’operatore di telefonia mobile NTT DoCoMo e altri istituti, hanno presentato un prototipo di cellulare di “ultima generazione”, un dispositivo che nel loro intento dovrebbe far sentire più vicine le persone che comunicano a distanza.
Si tratta infatti di un telefono umanoide: sì, avete capito bene, un cellulare con forma umana, e inoltre rivestito con un materiale che al tatto dovrebbe garantire la stessa sensazione della pelle (dovrebbe essere più o meno lo stesso che ricopre i vibratori a effetto “reale”).
“Il telefono può essere percepito come la persona con cui si sta parlando”, ha detto l’ATR nel comunicato stampa: già, anche perchè in ogni caso l’immaginazione dovrebbe fare la sua parte, dato che la forma umana ipotizzata è piuttosto asettica, asessuata e senza età, in modo che possa somigliare di volta in volta a chiunque.

Il ricercatore universitario Dr Paul Gardner-Stephen ha svelato un nuovo sistema mobile che migliora le telecomunicazioni durante i disastri, come ad esempio le recenti inondazioni verificatesi in alcuni stati dell’Australia. Il progetto, che si chiama Serval Project, è stato creato per “sbloccare” i telefoni cellulari dal classico funzionamento e permettere la comunicazione tra un telefono e l’altro anche senza la presenza di una torre cellulare nelle immadiate vicinanze. Quando poi l’utente riesce a riavvicinarsi ad una zona con le torri, si riconnette automaticamente alle reti tradizionali.
Si tratta di una tecnologia che potrebbe aiutare moltissimo i soccorsi nelle zone spesso colpite da disastri naturali e da guerriglie, ma potrebbe anche migliorare la vita di coloro i quali abitino in zone estremamente remote e rurali, ove il segnale è molto limitato. Il Dr Gardner-Stephen ha già dimostrato il corretto funzionamento del sistema nel Sud dell’Australia, ove in alcune zone il segnale è davvero remoto.
[Via IntoMobile]
La tecnologia ormai è ovunque, anche in luoghi fino a poco tempo fa impensabili. In India ad esempio pare che anche gli abitanti delle baraccopoli siano provvisti di cellulare. E pare che il modello più acquistato sia il Nokia 1100, perchè è economico, facile da usare e la batteria ha bisogno di poche ricariche.
Ebbene, dato che la tecnologia porta con sè anche un inevitabile e “infernale” progresso, permettendo alle persone di comunicare fra loro in modo più immediato e libero, l’attaccamento a certe tradizioni, sociali e religiose, rischia di venirne compromesso.
Ecco perchè nel villaggio indiano di Lank, il consiglio degli anziani ha deciso di vietare l’uso del cellulare alle donne nubili, e di limitarlo agli uomini ancora da sposare, che possono farne uso soltanto sotto la stretta sorveglianza dei genitori.
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In barba a chi sostiene che la tecnologia sia il frutto negativo e pericoloso di un progresso distruttivo, i ricercatori del Mobile & Immersive Learning for Literacy in Emerging Economies (MILLEE) Project stanno sperimentando con successo l’alfabetizzazione di alcuni bambini dello Xin’an, regione rurale e disagiata della Cina, attraverso l’uso dei cellulari.
Grazie all’utilizzo di due applicazioni ludiche sviluppate appositamente, ispirate ai giochi cinesi per bambini, la Multimedia Word e la Drumming Stroke, i bambini di queste zone del mondo stanno imparando a leggere il cinese mandarino, la lingua più parlata nel mondo, ma anche una delle più complesse a livello grafico.
La praticità d’uso di dispositivi compatti come i cellulari e la loro possibile diffusione, visti i prezzi piuttosto contenuti, potrebbero creare una svolta decisiva per l’apprendimento e l’istruzione anche in Paesi in via di sviluppo. Certo, non si tratterà mai di un’istruzione completa come quella scolastica, ma sicuramente è un passo in avanti rispetto all’analfabetismo totale.
Un altro progetto MILLEE è stato sponsorizzato da Nokia per insegnare l’inglese a 800 bambini di 40 villaggi dell’ Andhra Pradesh, in India. Si tratta di iniziative che confermano soltanto il fatto che la tecnologia, soprattutto nella forma di dispositivi come i cellulari, può arrivare più facilmente laddove non arrivano invece tante altre risorse, considerate necessarie e immancabili da questa parte del mondo, come libri, giornali o scuole. Anche se gli ostacoli sono comunque molto numerosi.
[Via Wired]
Mai provato una sensazione di stanchezza nel sentire la mano costantemente rattrappita sullo schermo o sui tasti del cellulare o dello smartphone per scrivere non solo sms, ma anche testi più lunghi per chat, social network e mail? C’è anche chi, a causa di dita piuttosto importanti e unghie lunghe magari ricostruite col gel (parlo per esperienza personale: unghie lunghe e touchscreen capacitivi non vanno d’accordo), a scrivere testi di qualsivoglia genere con il cellulare, non ci riesce proprio.
Traccia mobile phone sarebbe l’ideale per risolvere proprio questo tipo di problemi: il designer Andrea Ponti ha ideato infatti un concept di telefono-penna in policarbonato in grado, attraverso un sensore ottico e un software apposito, di trasformare i movimenti della mano in testo scritto o in comandi.
In pratica si tratterebbe di tenere il Traccia mobile phone esattamente come una penna e di usarla come tale, come se stessimo scrivendo a mano la mail o il messaggio per la chat; al resto ci penserebbe il cellulare, dotato anche di una fotocamera al centro del display ad arco e di tasti per la navigazione sul lato destro della “penna”. Scrivere e interagire con la tecnologia portatile diventerebbe quindi più naturale, forse a dimostrazione che l’evoluzione non può prescindere comunque dalle care vecchie abitudini, come l’atto di scrivere con una penna, seppur non più su un foglio di carta.
Soltanto un dubbio: non sarebbe il cellulare più scomodo da portare in tasca degli ultimi tempi, nonostante il design accattivante?!?
[Via Techiser]
Qual è il problema oggettivamente e globalmente più denunciato degli smartphone e dei cellulari di ultima generazione? Per rispondere a questa domanda potremmo dire che la durata della batteria influisce molto sulla qualità della vita di un telefonino e soprattutto del suo possessore. Nokia E-Cu, un concept di cellulare disegnato da Patrick Hyland, potrebbe risolvere in parte il problema.
Non si tratta di un telefono con una super-batteria, no, ma di un dispositivo in grado di trasformare qualunque fonte di calore in energia, ricaricandosi anche soltanto rimanendo in tasca e sfruttando il tepore corporeo. Sarebbe quindi il momento di dire addio a conversazioni stroncate a metà e a situazioni imbarazzanti create dalla morte del nostro cellulare nel momento del bisogno per strada.
Nokia E-Cu sarebbe dotato di un piccolo termogeneratore e di un case in rame con incisioni che dovrebbero rappresentare l’effetto del calore nell’ambiente naturale.
Il design non sembra male e la funzionalità sarebbe indubbia. Pensate che potrebbe essere il prototipo per i cellulari e gli smartphone del futuro?
[Via Dezeen]

Disegnato da Hiroaki Tanaka per Nobil, Juice è un dispositivo ideato per caricare non solo i cellulari ma anche, grazie al sistema Air Holder, batterie AA e AAA (da inserire negli slot laterali). L’unità centrale lavora con un adattatore AC e conserva il “juice” per caricare successivamente i dispositivi.
L’uscita USB permette il caricamento di svariati dispositivi. Sarà disponibile dalla prima metà del 2010 in Giappone e Taiwan, e successivamente negli Stati Uniti, il prezzo non è ancora stato reso noto. Vedremo se dopo gli Stati Uniti verrà commercializzato anche qui da noi.
[via gizmodo.com]

Questa nuova bacchetta a raggi ultravioletti elimina il virus H1N1 dalle superfici utilizzando la tecnologia UV-C, la stessa utilizzata per disinfettare le superfici degli ospedali. I test realizzati hanno mostrato come la bacchetta distrugga il 99,98% del virus H1N1 dopo un esposizione di 5 secondi, ma non solo, è in grado di distruggere anche MRSA, muffe e acari della polvere, grazie alla tecnologia UV-C che penetrando nelle membrane dei batteri distrugge il loro DNA rendendo il microorganismo incapace di riprodursi e di sopravvivere.
La nuova bacchetta UV può disinfettare tastiere, mobili, telefoni cellulari, o qualsiasi superficie delicata che porti i germi. E’ in grado di lavorare per 90 minuti dopo una ricarica di 8 ore. Sarà disponibile presso il sito Hammacher Schlemmer dal 27 Novembre 2009, il prezzo è di $69.95 (47€).
[via www.hammacher.com]

Le memorie microSD sono talmente piccole che stupisce la gran quantità di gigabyte che riescono a contenere, ma due aziende sono perfino riuscite ad integrare all’interno di queste minuscole schede un modulo WiFi, come da tempo fa Eye-Fi con le più grandi schede di memoria SD.
L’operatore telefonico giapponese KDDI ha infatti mostrato le prime microSD prodotte da Mitsumi Electric e da Renesas Technology compatibili con lo standard 802.11b/g, in grado di trasferire il loro contenuto direttamente tramite WiFi ad un computer o ad altri dispositivi compatibili.
Diversamente dalle schede SD Eye-Fi, pensate soprattutto per le fotocamere digitali, queste microSD sono espresamente dedicate ai cellulari privi di connettività WiFi ma dotati di slot per questo tipo di memorie su cui vengono registrate foto e video.
Al momento non sono noti disponibilità e prezzi.
[via ohgizmo]