Siete amanti sfegatati del retrogaming? Allora prendete spunto dal salotto di questo gamer, che non nasconde certo la sua passione e le sue preferenze.
Di ogni oggetto appartenente alla categoria ne ha fatto un cimelio, e grazie a librerie, scaffali e quadri, è riuscito a creare una sorta di museo permanente che mostra a lui stesso e a qualunque ospite il passato e il “presente” del retrogaming.
Stampe, vecchi controller, un computer completo di ogni periferica possibile e naturalmente pile e pile di videogiochi, alcuni dei quali incorniciati degnamente all’interno di vetrine che solitamente in salotto ospitano servizi da tè.
Un modo di sicuro originale per decorare e “arredare” un soggiorno, ma perfettamente in stile con il gusto retrò dei mobili. Lasciatevi ispirare: se riuscite a mantenere lo stesso ordine di queste immagini, potreste convincere tutti gli abitanti della casa ad apprezzare la vostra opera.
Continua a leggere: Il salotto di un appassionato di retrogaming incallito
Un ingegnere di Google, tale Kenton Varda, ha realizzato un sogno decisamente condivisibile da tutti i gamer appassionati e incalliti: si è trasferito nella sua nuova casa e nella stessa ha previsto ben due stanze adibite al gioco; o meglio: gli ambienti sono stati letteralmente ottimizzati per LAN Party senza precedenti.
12 postazioni, divise in due sale per offrire la giusta privacy alle ipotetiche due squadre che si fronteggiano, sono collegate a un server centrale ed adeguatamente mimetizzate nell’interior design della casa. Naturalmente non mancano le zone relax, per riposarsi dopo lunghe de estenuanti sessioni.
E’ come se Kenton non fosse mai cresciuto, in senso positivo naturalmente: è estremamente bello sapere che c’è ancora gente che coltiva sogni e che li realizza, anche se questi sono di natura ludica. La voglia di giocare, e di continuare a farlo anche da adulto, ha probabilmente portato Kenton non solo ad allestire la casa dei suoi sogni, ma anche a fare il lavoro dei suoi sogni.
Dunque ammiriamo a bocca aperta la LAN Party House e ci auguriamo di poter mantenere lo stesso spirito entusiasta e sognatore di Kenton, per realizzare se non una casa per gamer, qualche altro sogno tecnologico anche piccolo.
Via | Gizmag

Tra i nuovi marchi desiderosi di affermarsi in Europa e presenti all’IFA 2011 c’è Haier, colosso cinese di elettronica che tenta di puntare su qualità e innovazione. Intanto si fa portare dall’onda verde dell’ecosostenibilità presentando una lavatrice molto particolare.
In barba all’annoso problema di energia elettrica per questo tipo di elettrodomestici, che spesso costringono alla misurazione dei consumi casalinghi, la nuova lavatrice di Haier si può attivare anche con una cyclette. Basta collegare la macchina ginnica all’apposito ingresso e iniziare a pedalare.
Con 20 minuti di pedalata si può ottenere abbastanza energia da lavare i panni sudati. Una batteria interna immagazzinerà l’energia per utilizzarla durante i lavaggi. Haier ha intenzione di proporre l’abbinamento lavatrice più cyclette in fase di vendita, anche se in futuro sarà attivato un sistema di partnership per aumentare il numero di modelli compatibili.

Negli ultimi anni c’è stato un boom di spazzolini elettrici con testina rotante. Questi modelli sono alimentati da batterie stilo, spesso usa e getta. Il modello DiamondClean di Philips, però, usa una porta USB per fornire una fonte di alimentazione standard quando si viaggia.
Munito di un astuccio da viaggio e di un dock a forma di bicchiere per il bagno, il Philips DiamondClean ha due tipi di testine che ruotano a 31.000 giri al minuto per eliminare il 100% della placca in circa 2 minuti. Una ricarica completa della batteria fornisce autonomia per 3 settimane.
Il dispositivo prevede anche 5 modalità di vibrazioni per favorire lo sbiancamento dei denti, la sensibilità delle gengive o la semplice pulizia. In Gran Bretagna è in vendita per 250 £, circa 286 €.
[via philips]

Fortunatamente le nostre case non sono costruite in legno come avviene in alcune parti del mondo. Gli incendi, però, possono colpire tutti con danni molto gravi a cose e persone.
Per evitare che si diffondano si possono usare gli allarmi antincendio. Tra questi ce n’è uno destinato ai geek: il Firetext Smoke Alarm. Inserendo una SIM card all’interno, infatti, si può impostare il proprio numero di telefono e ricevere un SMS ogni volta che scatta l’allarme.
In questo modo se arriva l’SMS di avviso e siamo lontani da casa si possono avvisare i vicini o le autorità. Firetext Smoke Alarm è in vendita su Firebox per 89,99 £, pari a circa 101 €.
[via chipchick]

Prima dell’avvento delle rubriche elettroniche la maggior parte delle persone ricordavano i numeri telefonici più chiamati a memoria. Un esercizio per la mente che si è perso nel tempo. Nei telefonini, infatti, ormai si possono selezionare i numeri partendo dalla foto del destinatario della telefonata.
Lo stesso principio può essere applicato al telefono di casa mediante la tastiera The One Touch Photo Dialer. Sul quadrante sono disponibili 12 posizioni per collegare rispettivamente 12 numeri di telefono da richiamare premendo un tasto. Ogni posizione è personalizzabile con la foto del destinatario ed è grande 38,1 x 25,4 mm.
The One Touch Photo Dialer si può comprare nel sito del distributore per 39,95 $, pari a circa 28 €.
[via hammacher]

Negli ultimi tempi si parla molto di energia nucleare. Scindere degli atomi ci permetterà di usufruire di energia eterna? Considerando il problema delle scorie no. Qualcuno, soprattutto in Italia, vede molto positivamente lo sfruttamento dell’energia solare che è pulita e potenzialmente gratis.
Per tale motivo sono aumentati gli investimenti per la costruzione di pannelli solari sempre più efficienti. I designer Jun-se Kim, Yu-jin Cho e Yu-jin Lee vanno anche oltre: sperano nei pannelli trasparenti. Se la loro costruzione sarà possibile sarà più semplice integrarli nelle architetture dei palazzi.
Si potrebbe creare una finestra attraversata dai raggi in grado di ricaricare delle batterie per alimentare gli elettrodomestici di casa. Considerando gli enormi capitali da investire per costruire le centrali nucleari, forse una possibilità all’energia solare andrebbe data.
Guarda le immagini del concept della Solar Window



[via yankodesign]
Le lampade (soprattutto da esterno) a energia solare sono una grande invenzione e quelle di Ikea costano poco e durano tanto; unica pecca? Non fanno molta luce, o meglio, si tratta quasi sempre di lampade d’atmosfera, pensate per diffondere luce soffusa piuttosto che puntuale e illuminante.
Ma c’è un rimedio fai-da-te, per non perdere l’effetto d’atmosfera, ma anche per utilizzare una luce più intensa all’occorrenza: inserire un dimmer.
Se volete sapere come fare nel dettaglio, qui trovate una guida per cimentarvi e ricordatevi che la lampada in questione è la SUNNAN (abbastanza grande da ospitare la modifica); tuttavia l’hack potrebbe dimostrarsi utile anche con altre lampade del genere..
Chi vorrebbe provare a tradurre questa modifica nel “linguaggio” delle istruzioni Ikea???(Guardate queste istruzioni fantascientifiche per avere un’idea di cosa intendo…)
[Via Hackaday]

Se come me pensate che lo zerbino di casa vostra sia piuttosto brutto oppure abbastanza liso da poter andare in pensione, sappiate che potete scegliere un sostituto d’eccezione, come il NES Nintendo Controller Rug.
Il tappeto in questione riproduce esattamente le fattezze del mitico controller NES della Nintendo, ma con dimensioni decisamente più notevoli (71 x 33 cm).
Realizzato a mano, il NES Nintendo Controller Rug è in vendita su Etsy a 42.87 euro più spese di spedizione.
[Via Gizmodiva]

Ci sono impianti audio gradevoli da vedere, soprattutto se inseriti in contesti sufficientemente hi-tech; e ce ne sono altri invece che potrebbero decisamente stonare con il resto dell’ambiente in cui vengono collocati; ad esempio se ci si trova in una stanza dal sapore tradizionale, un salotto vecchio stile con autentici scaffali da biblioteca pieni di libri, dove casse et similia proprio non starebbero bene.
Ma un modo per mimetizzare casse e altri dispositivi audio, in modo che risultino praticamente invisibili nella libreria, esiste: basta nascondere gli apparecchi proprio dentro gli oggetti più diffusi per la stanza, i libri.
Qualcuno storcerà tuttavia il naso: per realizzare la mimetizzazione infatti, si dovranno privare i libri delle pagine (sacrilegio per chi ama la lettura tradizionale!), mantenendo le copertine rigide e inserendo pannelli di compensato per il sostegno degli apparecchi.
In questo caso, l’autore della pratica soluzione ha inserito le casse in un libro, un piccolo amplificatore in un altro e il suo iPod in un altro ancora: pare che il risultato sia davvero invisibile, ma ben udibile, con una qualità che il bricoleur giudica piuttosto elevata. Chi ha voglia di provare a emularlo??