
L’avidità di energia regna sovrana nel settore dell’elettronica. I dispositivi diventano sempre più intelligenti e ricchi di sensori. Chi dà da mangiare a questi componenti? La batteria interna. Al momento la tecnologia più utilizzata è quella al litio che permette di conservare grande energia con bassi sprechi. Ma tra qualche anno potrebbe non bastare.
Tra le società che stanno cercando soluzioni c’è Ioxus che è riuscita a trovare una soluzione: una batteria ibrida che utilizza il litio e la tecnologia Ultracapacitor utilizzata anche nei treni a levitazione. Questa nuova batteria si potrà arrivare a 20.000 cicli di ricarica.
Ma l’aspetto veramente positivo sono i tempi di ricarica: appena 90 secondi per un ciclo completo. Così un giorno, quando il cellulare si scaricherà, basterà tenerlo nella presa per poco più di un minuto. Speriamo di vederla in commercio molto presto.
[via dvice]

Le batterie alimentano la maggior parte degli oggetti di cui abbiamo bisogno quotidianamente, pensiamo solo a cellulari e portatili, ma non sono certo una manna per l’ecosistema. Per cercare di arginare i danni, da anni si raccolgono le batterie per essere smaltite adeguatamente, distinguendole dai comuni rifiuti. Vi è inoltre la questione del consumo energetico: per quanto le nuove batterie agli ioni di litio dei moderni dispositivi tendano a durare più a lungo, richiedono comunque una ricarica piuttosto costante. Secondo quanto riportato da Gizmag:
Le batterie consistono in celle elettrochimiche che immagazzinano energia sotto forma di energia chimica, che viene convertita in energia elettrica quando connesse ad un circuito elettrico in cui l’energia elettrica può fluire. Quando le molecole si incontrano, spesso formano nuovi composti con lo scambio di elettroni. In alcuni casi, il processo di trasferimento degli elettroni crea una molecola con carica positiva e una con carica negativa. Le molecole con cariche opposte vengono attratte reciprocamente e possono combinarsi per formare qualcosa di nuovo.
Christopher Bielawski e Jonathan Sessler, due chimici dell’Università del Texas, sono stati in grado di creare molecole che non si combinano in nuovi composti, aprendo lo scenario possibile di batterie organiche da utilizzare quotidianamente:
Queste molecole sono state “caricate” per respingersi dopo aver interagito con le altre. Dopo il trasferimento degli elettroni due molecole assumono carica positiva e si respingono l’un l’altra, un po’ come i magneti che tenuti in un certo modo si respingono. Abbiamo inoltre installato uno “switch” chimico che permette al processo di trasferimento del’elettrone di procedere nella direzione opposta.
Biewlawski spiega perchè è importante la capacità di scambiare elettroni senza formare nuovi composti per la realizzazione di batterie organiche:
perchè la comprensione del processo di trasferimento degli elettroni in queste molecole offre un modo per creare materiali organici per l’accumulo di energia elettrica che può essere recuperata per un uso successivo.
Le batterie organiche hanno il potenziale di durare molto più a lungo delle batterie attuali, che inoltre contengono materiali tossici. Le batterie organiche, invece, non danneggiano l’ambiente, potrebbero essere più sottili e potrebbero non richiedere ricariche per addirittura un mese.
[Via Gizmag]

C’è una fonte di energia che non è cambiata da decenni: la batteria stilo. I dispositivi elettronici portatili, con la tendenza attuale, usano batterie integrate a litio. Una soluzione che permette di avere una fonte ricaricabile, ma difficilmente sostituibile.
Quando una batteria ricaricabile si esaurisce, infatti, bisogna attendere i tempi di ricarica. Le batterie portatili, però, permettono di avere unità pronte all’uso. Brother Industries, invece, ha pensato a una batteria stilo e ministilo ricaricabile. Tramite le vibrazioni impartite all’unità, si possono produrre circa 500mF.
Il risultato è un’energia da 10 a 180 mW. Se perfezionate potranno permettere di avere batterie ricaricabili autoricaricanti.
[via gizmowatch]

Il settore della tecnologia elettronica diventa sempre più wireless, tanto da far pensare che l’uso dei fili in realtà sia stato solo un incidente di percorso nell’evoluzione dei dispositivi. Anche i caricabatterie per telefoni perdono i fili, come l’AirVolt Wireless per iPhone.
Grande 14 x 11,5 cm, è compatibile con i modelli 3G e 3GS mediante un adattatore da collegare al connettore del dispositivo. La potenza di voltaggio è di 100-240VAC. L’AirVolt Wireless si può comprare nel sito di ThinkGeek per 49,99 $, pari a circa 40 €. Segue un video dopo il salto.
Continua a leggere: AirVolt Wireless, un caricabatterie senza fili per iPhone

Con l’arrivo delle tempeste estive non saranno infrequenti sbalzi di corrente e black-out, in casa e in ufficio (giusto ieri un fulmine mi ha fatto disperare per un lavoro andato perduto). FSP Group, azienda leader nella produzione di alimentatori per pc e notebook, ha annunciato due nuovi UPS, l’EP 1500 e l’EP 2000, che promettono di salvarci in situazioni del genere sia a casa che in ufficio.
I nuovi gruppi di continuità interattivi di FSP, rispettivamente da 1500 e 2000 VA, si presentano come dispositivi non troppo compatti, ma comunque adatti agli spazi anche domestici (397 x 146 x 205 mm), in grado di proteggere pc desktop e notebook dagli sbalzi di tensione improvvisi e di fornire fino a 30 minuti di autonomia, con due pc e 200W di carico.
I nuovi UPS offrono protezione anche per linee telefoniche, fax e modem, sono dotati di porta USB e porta seriale RS-232, connettori Schuko, NEMA e IEC, e integrano microprocessori di controllo ad alta efficienza che dovrebbero garantire una buona funzionalità.
I nuovi gruppi di continuità saranno disponibili in Italia a partire dal mese di maggio.
E’ da qualche giorno che mi fermo a pensare sui segnali stradali luminosi muniti di pannello solare. La rete elettrica nazionale ne beneficia molto? Probabilmente se sommiamo il risparmio generato da tutti gli indicatori luminosi, sicuramente. Tante piccole gocce formano un oceano, così a questo oceano ora accorrono anche le videocamere.
La Jetyo HDV-T900 è munita di un pannello solare che permette di generare 120 mA, vale a dire che per caricare una delle sue 4 batterie sono necessarie 25 ore. In questo modo in meno di 5 giorni di luce si può dare massima potenza senza richiedere una briciola di energia dalla rete elettrica.
Capace di registrare in HD a 720p, supporta le memorie SDHC e ha un display LCD con zoom digitale 8x. Prezzo e disponibilità non comunicati.
[via jetyo]

Le onde radio emesse dai dispositivi WiFi a 2.4 GHz sono di debole intensità ma l’energia che trasportano può essere accumulata e resa disponibile per alimentare piccoli dispositivi elettronici.
L’americana RCA ha annunciato che entro l’estate metterà in commercio AirPower, un dispositivo in grado di “succhiare” l’energia dalle reti WiFi e ricaricare una batteria interna che, attraverso una porta mini USB, può alimentare piccoli gadget elettronici.
Le dimensioni di AirPower sono paragonabili a quelle di un telefono a conchiglia e dopo 6 - 8 ore di esposizione ai segnali WiFi è in grado di ricaricare la batteria di un cellulare in un tempo paragonabile a quello impiegato dal tradizionale alimentatore.
RCA afferma che la tecnologia può anche essere direttamente integrata all’interno di piccoli dispositivi elettronici.
In un futuro non troppo lontano forse faremo a meno degli alimentatori ed i nostri gadget elettronici si ricaricheranno da soli assorbendo le onde elettromagnetiche dei sempre più diffusi hotspot WiFi.
[via dvice]
Dopo la batteria al litio con l’80% di energia in più, proveniente dall’Università di Stanford, arriva ora una novità in materia da un famoso ateneo italiano. Il gruppo di ricerca capitanato dal professor Bruno Scrosati, del dipartimento di Chimica della Sapienza, è riuscito nell’intento di creare una batteria al litio-zolfo cinque volte più potente di quelle attualmente in commercio.
Lo studio condotto alla Sapienza ha una grande valenza a livello internazionale, tanto da essere stato pubblicato sulla nota rivista del settore Angewandte Chemie International Edition, in quanto potrebbe segnare un passo significativo verso le energie alternative e verso il trasporto su strada sostenibile.
Le nuove batterie infatti, potranno essere probabilmente utilizzate per alimentare non solo dispositivi tecnologici come pc portatili, cellulari o PMP, ma anche automobili elettriche o ibride, proprio grazie alle loro caratteristiche intrinseche.
Continua a leggere: Batterie più potenti per pc e auto elettriche da una ricerca della Sapienza
L’uso dell’energia solare nel settore degli orologi non è nuova, ma è anche vero che i modelli di ultima generazione comprendono tanti sensori che consumano molto di più, quindi un’apertura alle energie rinnovabili è sempre ben accetta. Casio, per esempio, lancia il Pathfinder PRG110C-3, un orologio verde sia nell’anima che nel design.
La cella solare integrata nel quadrante, infatti, permette di ricaricare l’orologio e dire addio alle batterie usa e getta. All’interno c’è anche un altimetro, un barometro, un termometro e una bussola digitale. La società intende ridurre l’uso di batterie usa e getta che nel mondo sono circa 3 miliardi annue. Al momento non si hanno informazioni su prezzo e disponibilità.
[via casio-intl]

Gli schermi sempre più touch e i sensori in aumento, obbligano ad avere batterie sempre più potenti per i nostri dispositivi mobili. Per tale ragione si chiedono, da mesi, batterie sempre più potenti. Dalla università di Stanford arriva una novità in questo senso: una batteria al litio con una potenza dell’80% superiore di quelle oggi in commercio.
Grazie all’uso della nanotecnologia, è stato costruito un catodo in solfuro di litio con una densità di 10 volte quella presente attualmente nelle batterie. Il tutto non si traduce con una potenza di 10 volte maggiore, perchè la conduttività dei materiali al momento è bassa. I ricercatori dovranno risolvere anche un altro problema: attualmente queste batterie possono essere ricaricate per un massimo di 50 volte contro le 300 attualmente in commercio.
Quando saranno risolti questi problemi di gioventù si potrà pensare a una strategia di vendita.
[via technologyreview]