
Le carte di plastica nel portafogli hanno un futuro? Fortunatamente no: si rompono, perdono, scoloriscono e smagnetizzano. Sono economiche da produrre e trasportare, ma hanno molti lati negativi. Il futuro si chiama RFID, una tecnologia che permette il riconoscimento radio.
Il loro utilizzo commerciale è già iniziato negli USA. Alcune banche hanno adottato il nuovo sistema MasterCard PayPass: un bracciale con chip RFID, o NFC se preferite, per effettuare i pagamenti di piccolo taglio appoggiando il polso sul dispositivo di lettura presso i negozianti.
Costruito con le tecnologia di Vita Products, che costruisce materialmente i bracciali, integra anche le informazioni ERP (Emergency Response Profile) per leggere i dati sul proprio profilo sanitario in caso di emergenza. Chissà se usciranno vari modelli in base alle preferenze del consumatore.
[via gizmowatch]

C’è un nuovo termine da imparare in vista dell’arrivo del 2011: NFC o Near Field Communication. Questo protocollo di comunicazione sarà messo al pari di WiFi e bluetooth e sarà una tecnologia molto vicina all’RFID. Parlare per sigle potrebbe essere poco chiaro per alcuni, quindi vediamo di capire come funziona.
L’NFC permette di scambiare informazioni tra due dispositivi velocemente e con sicurezza. Per far avvenire lo scambio i due dispositivi devono essere a una distanza massima di 10 centimetri, questo evita gli scambi accidentali. Sarà utilizzata per pagare i biglietti degli autobus, effettuare micro pagamenti, scambiare file e molto altro.
Samsung, dopo aver annunciato un modulo in grado di consumare il 20% in meno, ha dichiarato che la produzione in massa di chip NFC avverrà per i primi mesi del 2011. La società ha anche creato una versione con memoria flash integrata, in modo da archiviare informazioni base e velocizzare gli scambi di documenti. Per il 2015 Samsung mira a possedere il 26% di tutto il mercato.
[via slashgear]

Negli anni sono nati speaker di varia forma e qualità. Cosa altro c’è da costruire in questo settore? L’obiettivo è distinguersi, quindi ecco il progetto del RHIFID speaker. Progettato da Filipo Cuttica, Jacek Barcikowski e Ulrik Hogrebe, utilizza un processore Arduino fabbricato in Italia.
Grazie alla tecnologia RFID è possibile taggare il pavimento con dei segnaposto. Quando si sposta lo speaker da un segnaposto all’altro, questi inizierà a suonare un tipo musica. In questo modo se volete musica rock o lenta, vi basterà spostare la disposizione degli altoparlanti.
Guarda le immagini dello speaker RHIFID



[via gizmowatch]

Pagare con un cellulare? E’ ciò che si studia da mesi per favorire la velocità e la sicurezza nei pagamenti. Sarebbe utile a molti pagare al volo con il proprio dispositivo mobile attraverso il proprio credito telefonico. Il designer Rinat Aruh, però, si spinge oltre e progetta Sparrow, una sorta di assistente digitale per sessioni di shopping.
Grazie al supporto di sistemi come POS e RFID, il dispositivo può fornire informazioni sui prodotti tramite la scansione dell’apposito codice di acquisto, sapere se è già stato comprato in passato e pagare. Per adesso Sparrow resta un concept ma il designer spera che una società, come Motorola, possa prendere a cuore il progetto.
[via YankoDesign]

Per tutti coloro che sono fissati con la sicurezza che propri dati, o che ne hanno reale bisogno, questo case per hard disk SATA da 2,5″ potrebbe essere un’interessante soluzione.
Il STYSEN E08 RFID Security si basa infatti sulla tecnologia RFID ed al connetterlo al proprio pc, tramite la porta USB 2.0, non verrà “visto” dal sistema operativo finché non attiverete la corretta chiave RFID.
Inoltre, se connette l’hard disk ad un altro computer, con un’altra chiave RFID, verrà richiesto all’utente di creare una nuova partizione, eliminando tutto il contenuto precedentemente inserito.
Lo si può ordinare presso Brando al prezzo di 56$, circa 38$.
[via gizmologia]

In un futuro neanche troppo lontano potremmo portare con noi delle batterie comodamente nel portafoglio. La tecnologia della batteria pieghevole, chiamata SoftBattery, è stata sviluppata dalla società finlandese Enfucell che è riuscita a costruire una batteria da 1,5 V e un’altra da 3 V in uno spessore inferiore a 1 mm.
Grazie all’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale, il prodotto risulta economico rispetto alle batterie presenti sul mercato con una produzione di energia massima di 4mA/cm2. SoftBattery funziona in un range di temperatura che va dai -25° ai 60 °C. Può essere utilizzata in vari settori come quello degli RFID e, in futuro, probabilmente approderà negli elettrodomestici.
[via gizmowatch]
Ultimamente si parla molto di tecnologia RFID (Radio Frequency IDentification), cioè quel sistema che permette di leggere delle informazioni a distanza tramite le onde radio attraverso un TAG installato in un’etichetta.
L’RFID è utilizzato in vari settori, soprattutto quello logistico, per tenere traccia dello spostamento della merce o fare gli inventari ma, volendo, è possibile applicarla anche all’uomo. E’ ciò che hanno pensato alcune scuole inglesi.
Gli studenti, infatti, potrebbero ben presto essere muniti di divise scolastiche con RFID incorporato. Gli utilizzi sono molteplici: un sistema di rilevamento potrebbe assegnare la presenza in classe automaticamente evitando l’appello, si possono evitare gli ingressi nelle stanze in cui non sono autorizzati o, semplicemente come tutti temono, sapere esattamente dove si trovano gli alunni.
E la privacy? Per ora le istituzioni non se ne preoccupano perchè le divise scolastiche tracciate saranno consegnate solo a coloro faranno richiesta di entrare nella sperimentazione, quindi firmando una liberatoria tutto ciò che accadrà nelle mura scolastiche sarà legale.
[via Engadget]

Grazie ad un concept di Yang Hai si torna a parlare di sicurezza: anche se, come ho appena scritto, non si tratta di un prodotto in vendita, la sua realizzazione non è poi così impossibile.
Il nome dell’oggetto che vedete in foto è Security Ring e consiste in una piccola base ricollegata al computer e di un anello che potrete indossare. Se gli RFID sotto pelle non sono la vostra passione, indossare un anello neppure poi così brutto potrebbe essere una buona soluzione. La teoria alla base del funzionamento è che, se vi doveste allontanare troppo dalla base ricollegata al computer, questo si porterebbe ad una situazione di “freeze”, non permettendo a colleghi o estranei di poter smanettare con il vostro sistema.
Tante altre spiegazioni non vengono date, proprio perché si tratta di un’idea: sarà cura di chi vorrà implementarla trovare gli espedienti per proteggere a dovere sia il computer che la funzionalità di quest’oggetto che -presumibilmente- come può essere collegato al computer può essere anche scollegato.
[via slashgear]

La Hitachi ha realizzato un chip RFID sorprendentemente piccolo -anzi il più piccolo esistente in commercio- le cui misure sono: 0.05×0.05mm (antenna esclusa) e sarà commercializzato approssimativamente nei prossimi due o tre anni.
Il “vecchio” modello misura 0.4×0.4mm e per darvi un’idea delle effettive dimensioni sopra ho messo due foto: nella prima il pixel nero che vedete è proprio il chip in questione e nella seconda immagine la riga nera obliqua è un capello.
Per chi non lo sapesse i moduli RFID (Radio Frequency Identification) servono per l’identificazione automatica e possono essere inseriti in vari oggetti. L’identificazione avviene attraverso l’invio di onde radio che vengono captate da una piccola antenna collegata al chip che, oltre a ricevere e trasmettere il segnale, gli fornisce la corrente necessaria per il suo funzionamento.
[via pinktentacle]
Con il sistema DoorCap, le porte non saranno più un problema!
Grazie a questa idea sarà possibile controllare l’apertura o la chiusura dell’ingresso di casa attraverso una RFID card che, per i più sbadati, può essere sostituita dalla semplice digitazione di un codice PIN.
Il costo per pezzo si attesta sui $249, al cambio €205.
Ci sono però due grandi limitazioni -purtroppo- connesse a questa tecnologia: possono essere utilizzate al massimo sei carte abilitate contemporaneamente e non sono sicure al 100%.
Soprattutto la seconda è sufficiente a renderlo, a mio avviso, un prodotto inutile.
[via ounae]