
Devo dire che un’idea del genere sarebbe ben accolta anche in Italia, sfortunatamente la legge lo vieta. A San Francisco, però, entro il 2013 saranno costruite delle pensiline molto particolari. Saranno 360 e poste tutte alle fermate degli autobus. I pannelli solari sul tetto, infatti, serviranno ad alimentare le luci al LED e i router per il WiFi gratuito.
Chi attenderà l’autobus potrà collegarsi nel frattempo ai suoi siti preferiti, scaricare la posta elettronica, scrivere su Twitter o Facebook e così via. Il costo di ogni pensilina è di 30.000 $, circa 21.000 €. Un po’ costose ma di sicuro i pendolari saranno meno arrabbiati per i ritardi.
[via gizmodo]
cosa aspettano?? che schiatti un altro pilota??
20 ago 2009 - 11:35 - #1.
presto in Italia (verso il 2025) avremo le pensiline a tutte le fermate dell’autobus… :)
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temp 20-08-09
20 ago 2009 - 12:14 - #2perche la legge lo vieta
temp 20-08-09
20 ago 2009 - 12:14 - #3…ops manca un ?
Introggi
20 ago 2009 - 13:43 - #4Il caro redattore del post potrebbe dirci secondo quali estremi di legge in Italia una cosa del genere sarebbe vietata? Oppure documentarsi precedentemente a scrivere le prime amenità che passano per la testa è un’usanza che non va più di moda?
Kiro
20 ago 2009 - 13:52 - #5Caro Introggi. Il decreto Pisanu, del 27 luglio 2005 cita: “L’articolo 7 invalida la delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (num. 102/03/CONS), indicando che è necessario richiedere un’autorizzazione al questore per chi mette a disposizione terminali telematici. Inoltre richiede la “preventiva acquisizione di dati anagrafici riportati su un documento di identità dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche ovvero punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili”.
Traducendo se non si raccoglie l’identità di chi accede alla rete non si può erogare il Wifi. Traducendo ancora: niente WiFi gratis se tu alla pensilina non dai i tuoi dati al gestore del WiFi.
Non sono io che scrivo amenità che passano per la testa.
Wlad
20 ago 2009 - 15:10 - #6Considerando che gli Stati Uniti per ciò che riguarda la sicurezza sono anche peggio di noi e considerando che ogni utilizzatore di Internet ha almeno un accesso a 56k per navigare, ottenuto a fronte della registrazione nella quale viene chiesto anche il codice fiscale.
SE FOSSE A PAGAMENTO, sarebbe molto semplice legare l’accesso ad un indirizzo mail.
Siccome stiamo parlando di Gratuità e tutto ciò che potrebbe smuovere Informazione ecc. ecc. fa paura a qualcuno molto in alto, rimarrà sempre nell’oblio delle innovazioni degli altri paesi.
Sapete quanto costa una pensilina “normalissima” di quelle che si vedono in giro per Milano? Perchè qualcuno non raffronta il costo delle 2 pensiline?
Da qualche parte ho letto che Mac-Donald sta abilitando il Wi-Fi gratuito in alcuni suoi locali a fronte di una registrazione mediante SMS.
Volevo dire a Temp, che con l’affermazione “perche la legge lo vieta” sembra che sia vietato montare una pensilina.
Anche io avevo capito così.
Comunque, se dipendesse sempre da quelli come Temp il Wi-Fi possiamo dimenticarcelo.
Temp, sarai mica la Si.ra Moratti sotto mentite spoglie?
stevross
20 ago 2009 - 16:06 - #7becchi un vandalo ubriaco e con un po di tempo libero e butti nel cesso 30mila euro di pensiline hitech.
coinn
20 ago 2009 - 19:48 - #8più che altro in italia non durerebbero 30 secondi perchè tra ladri e vandali…
qualcosadibuonocè
20 ago 2009 - 19:51 - #9A Ferrara ,nella mia città ,hai a disposizione 90 minuti di wi-fi gratuito ,basta richiedere user e password all’apposito ufficio.
Mi son meravigliato pure io :D
Introggi
21 ago 2009 - 07:47 - #10Caro Kiro, vedo che hai cambiato repentinamente opinione: da “la legge lo vieta” a “la legge lo vieta a meno che non si raccolgano i dati”. Ovviamente fra le due situazioni c’è un’abissale differeza; e pertanto rimane che hai scritto un’amenità nel post del blog. nonostante la seguente retromarcia e conseguente arrampicata sugli specchi. La hai scritta, fra l’altro, senza nemmeno documentarti: cosa che dovrebbe essere basilare per chi pretende di fare informazione (seria). Se l’avessi fatto, avresti scoperto che più o meno una cosa del genere in Italia esiste: Provinciawifi, nella provincia di Roma, con cui puoi navigare esattamente nel modo delle future pensiline di San Francisco. E non servono nemmeno pratiche burocratiche o complicate richieste per accedervi: la registrazione si fa online, in 3 minuti, via cellulare; dopodiché hai un account per sempre. Fai uno squillo al numero verde della provincia - che così identifica il tuo numero; poi sei tu ad inserire il numero del tuo documento per ottemperare al Decreto Pisanu.
Kiro
21 ago 2009 - 09:28 - #11Introggi capisco la tua voglia di avere ragione ma la logica della mia frase nell’articolo è inamovibile. Il progetto così come studiato per San Francisco sarebbe illegale in Italia perchè non prevede la raccolta dei dati. Con questo ti auguro buona giornata.
Introggi
21 ago 2009 - 12:42 - #12Non è voglia di aver ragione; cerco soltanto di farti notare che le cose vanno scritte con cognizione di causa; viceversa meglio non scriverle proprio.
Anzitutto che il progetto sarebbe legale in Italia lo dimostrano i fatti (vedi provinciawifi). In secondo luogo, nemmeno ti sei andato bene a leggere le fonti cui richiamava l’articolo di Gizmodo da cui è stato ricopiato (malamente) quello di cui si discute: infatti, che l’accesso sia pubblico con rete sprotetta, senza nessuna forma di autenticazione, è una cosa che affermi tu ma non è scritta da nessuna parte. Per dire il contrario, dovresti avere in mano i dettagli tecnici dell’operazione, e gli equivalenti di quelle che in Italia sarebbero le deliberazioni del consiglio comunale, etc. Altrimenti stai solo dando un’altra notizia fasulla, non verificata, come quella secondo la quale in Italia un’operazione del genere sarebbe illegale.
Se invece hai dati che dicono chiaramente il contrario, indicaceli; viceversa meglio non dare un’altra notizia frutto soltanto della tua fantasia.
Quello che posso dirti, è che sarà molto probabile - se non quasi sicuro - che accessi del genere, anche a San Francisco, sarnno soggetti a qualche forma di registrazione o di autenticazione, forse anche più “rigorosa” di quella cui ti obbliga la Provincia di Roma. Infatti è da parecchio tempo che le Corti americane affermano l’esistenza di una forma di “responsabilità oggettiva” per coloro che mettono a disposizione accessi pubblici; ed è molto probabile che la municipalità di San Francisco si premunirà di fronte a questi rischi legali. (per riferimenti della dottrina, puoi leggere http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=692881)
Del resto, se fossi stato in America, avresti saputo che le forme di autenticazione non sono una novità: in molti locali, ad es., per accedere al wi-fi è obbligatoria la consumazione con carta di credito (il numero della carta serve ad identificarti). Lo stesso vale per gli accessi messi a disposizione dalle pubbliche amministrazioni.
@lvisir
21 ago 2009 - 15:41 - #13una cosa semplicissima: a chi ha l’abbonamento al bus verrà consegnato (ad esplicita richiesta del cliente) il nick e la password per accedere ad internet. tutto qua senza ulteriori registrazioni. Ovviamente verranno penalizzati solo coloro che usufruiscono del servizio occasionalmente.