Amazon, utili sopra alle aspettative

Amazon annuncia un primo trimestre di grossi guadagni, una crescita del 22% dovuta ad alcune scelte commerciali oculate.

Il primo trimestre del 2013 è andato particolarmente bene per Amazon, che è riuscita a capitalizzare parecchio sul fenomeno degli ebook, cresciuti del 70% in un anno.

Amazon è diventato un colosso multimediale

Amazon è forte in generale, ma in certi mercati ha meno successo di quanto non potrebbe. Ad esempio in Europa resta debole, ma d’altro canto i suoi servizi consumer non sono sempre disponibili puntualmente su questa sponda dell’Atlantico.

Ci sono meno clienti per i libri “fisici”, ma per Amazon il problema si risolve da solo, dato che sono sempre di più quelli che acquistano copie digitali delle loro opere letterarie preferite. In questa equazione, comunque, va detto che molti degli utili provengono dai rivenditori di terze parti che sfruttano Amazon come piattaforma. Il 40% delle vendite, infatti, sono di “esterni”, anche se la top ten dei prodotti resta comunque collegata ai Kindle, sia gli eBook reader che i tablet.

Anche l’online store della app mobile che fa concorrenza al canonico Google Play è responsabile di ottime performance, come anche i servizi cloud offerti a privati ed imprese.

Assieme alla letteratura ed alle app, però, c’è un’altra forma di intrattenimento in cui Amazon ha deciso di imbarcarsi, quella televisiva. Nei giorni passati ha svelato la propria alternativa a Roku (e se per questo anche all’Xbox di Microsoft), un set-top box attorno al quale sarà possibile costruire un ecosistema di show e serie on-demand.

Piani futuri per la televisione

Inutile dire che sono in molti i possibili concorrenti. Trema Apple TV (e non solo la “scatoletta” attuale, ma anche “l’eterno prototipo” di televisore con la meletta), ma teme molto per il futuro anche Netflix. E Amazon non è certo priva di esperienza nel campo dell’hardware: un set-top box sarà meno impegnativo di un tablet come il Kindle Fire.

Amazon si prepara già al futuro e a produrre nuovi show televisivi per conto proprio, al punto da sviluppare un sistema di “popolarità” basato sui social media - Saranno gli utenti a scegliere quello che deve continuare e quello che deve essere cancellato.

Via | The Next Web

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