Samsung lavora su un tablet controllato con il pensiero

La tecnologia è inarrestabile e i produttori sono impegnati in uno sforzo continuo per anticipare le tendenze del futuro, con l’obiettivo di cogliere al meglio le nuove opportunità, trasformandole in lucrosi business, sempre utili per le finanze aziendali.

Uno dei colossi più attivi ha sede in Corea del Sud ed è noto ai quattro angoli del mondo. Si tratta della Samsung. I tecnici del suo reparto ricerca e sviluppo sono impegnati in una sfida davvero enorme: quella di sviluppare un tablet controllato dal pensiero. Non è un refuso di stampa: avete letto bene!

Comandi cerebrali

Dopo il controllo touch, gestuale e vocale, l'interfaccia del futuro potrebbe essere rappresentata dagli stimoli cerebrali. Su questo terreno Samsung sta attualmente lavorando. Non è una prospettiva suscettibile di un rapido sbarco sul mercato, ma si stanno ponendo le basi perché ciò possa avvenire al più presto.

Si conferma così l’assenza di limiti, anche culturali, della tecnologia, che si spinge in modo continuo verso nuovi lidi, per offrire soluzioni sempre più complesse ed evolute nella loro matrice scientifica, ma di uso semplice per l’utente finale.

La speranza è quella di rendere possibile una nuova forma di interazione, capace di mandare in soffitta quelle attuali. Il processo sarà graduale e i risultati non sono così scontati, ma Samsung vuole essere tra i primi produttori a proporre alcune funzionalità basate sul controllo mentale nella prossima generazione di tavolette digitali.

Electro encéphalogramme

I ricercatori della società sono già all’opera, insieme al professor Roozbeh Jafari, dell’Università del Texas. Il progetto in elaborazione ha un nome: tablet pilotato per via EEG (Electro encéphalogramme). Gli esperimenti vendono condotti con una serie di elettrodi posizionati sulla testa di utenti-cavia, per rilevare l'attività cerebrale e trascriverla in un computer di controllo. La tecnica è già usata in campo medico, per azionare i dispositivi elettronici destinati ai pazienti con disturbi motori, ma il sistema in cantiere è ancora lontano dal mercato.

Via | Generation-nt.com

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