Milano Smart City, public hearing di istituzioni e stakeholder per la milano del futuro

Diamo uno sguardo all'iniziativa della Città di Milano, che ha chiamato un pannello di esperti a lavorare in sinergia con le autorità ed il cittadino per una nuova educazione civica smart, una rivoluzione digitale che farà lavorare pubblico e privato verso una città più verde, scientifica, creativa ed efficiente.

La città di Milano si sta impegnando per seguire l’esempio della sua Expo, estendendo i principi della Smart City a tutta la metropoli. La strada è lunga ed ardua, anche perché è da identificare un sentiero condiviso.

A questo scopo oggi si tiene l’iniziativa di il Public Hearing: Smart City, diffuso in lifestreaming, che mette a contatto le istituzioni, gli esperti e gli esempi di best practices da tutta europa e dal mondo. Le conferenze ed i workshops si svolgeranno durante tutta la giornata di oggi.

Presentare il programma ed i gruppi di esperti



Hanno presentato l’evento Giuliano Pisapia, sindaco di Milano , Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio, Roberto Maroni, presidente della regione e Günther Oettinger, della Commissione Europea per l’energia.

Il primo pannello di Marissa Ploui ha analizzato che la città smart dovrebbe anche essere verde. Le policy possono diventare più verdi, volgere alla riduzione dei consumi, aumentare l’attrattiva del panorama ed avere delle ricadute positive, come l’aumento dei posti di lavoro e la riduzione dei costi.

Una città verde e smart ha bisogno del sostegno del governo centralizzato, ma può anche ridurre le spese ed avere accesso a nuove fonti di guadagno.

Da Barcellona un richiamo alla standardizzazione



Da Barcellona e dal CPS, Luis Sanz ha spiegato come sia possibile costruire o ridistribuire le nostre città con un nuovo tipo di buonsenso, basato sulle tecnologie oggi disponibili. Il discorso ruotava attorno all’idea di “Internet of Things” - Internet integrato alla città in un CP, o City Protocol.

Tramite una base comune informatizzata, infatti, è possibile standardizzare la trasformazione delle città in un modello unico: il passaggio dall’attuale ad un futuro altamente informatizzato non deve quindi essere traumatico ma ben collaudato e sviluppato tra le città, se solo imparano a comunicare con un linguaggio condiviso.

L’idea è utile ed importante per noi europei, italiani in particolare, perché ci servono tutte le idee possibili per rendere verdi i nostri centri storici preservandoli interi.

Christian Saublens di Eurada si è espresso su “cosa è una città smart?": una città spinta dalla tecnologia, oppure una città socio-economicamente responsabile? Servono nuovi tipi di governance, ricerca e sviluppo e nuovi sistemi di distribuzione. Il settore privato, quello pubblico delle infrastrutture e degli intermediari devono comunicare con il sociale.

Secondo Saublens è necessario spostarsi dal normale processo di ricerca e sviluppo ed ascolare le necessità sociali, allo scopo di dare ai cittadini quello che vogliono.

I lavori della conferenza

Seguiremo i lavori della conferenza, anche durante il pomeriggio, per scoprire quali sono le suggestioni e le idee che ci verranno trasmessi. Sarà davvero Milano capace di coniugare la sua storia con un modello di futuro un po' schiacciante, un po' prepotente di smart city all'americana? Credo che se la città si baserà sull'Expo come punto di partenza, come esempio di best practice e acceleratore tecnologico sarà possibile sviluppare un modello condivisibile di città intelligente, ecologica e innovativa.

  • shares
  • Mail