Chromebook di Google, vendite basse e percentuale di mercato microscopica

Da un’analisi del traffico su Internet, si evince che i Chromebook a distanza di due anni non siano riusciti minimamente ad imporsi sul mercato, facendo risultati sensibilmente peggiori di Windows RT.


Un’inchiesta su ZDNet mette in luce la pessima situazione dei Chromebook, un prodotto che Google ha spinto con molto vigore ed ha convinto grandi marchi a produrre. Dopo due anni questi PC sempre connessi e basati sul cloud non hanno avuto alcun impatto sul mercato, nonostante i prezzi invitanti e l’esperienza d’uso acclamata come validissima.

Quote di mercato invisibili



Una device low-cost dalla batteria durevole, ottima per scuola e pendolari

? Sicuramente. Peccato che siano pochissimi quelli che hanno deciso di affidare la propria vita digitare ad una versione gonfiata del browser Chrome.

Net Applications, un’agenzia che misura il traffico di Internet e lo usa per analizzare le percentuali di mercato dei vari sistemi operativi, non mostra da nessuna parte i Chromebook nei suoi grafici. I numeri sono così bassi da non figurare: i Chromebooks sono responsabili di qualcosa come 2 centesimi di punto percentuale del traffico, secondo NetMarketShare.

Una secchiata d’acqua gelida per Mountain View, per Lenovo, Samsung ed HP, che hanno investito nel mercato sperando di superare le difficoltà di una fase iniziale già poco promettente. Eppure c’erano buone speranze, alla fine dell’anno scorso: il Chromebook di Samsung era il PC più comprato per Natale.

Anche Windows RT batte i Chromebook



Per mettere le cose in prospettiva, Windows 8 è stato accusato di essere un flop, ma i numeri dei Chromebook sono così bassi che sono solo sette decimi di un punto percentuale di quelli del traffico di Windows 8.

Windows RT va così male che i suoi device sono venduti scontati, ed in tre mesi ha conquistato una fetta di mercato in gennaio, a tre mesi dal lancio, molto superiore a quella dell’OS-browser di Google.

Le ragioni per un simile disastro sono molteplici, dalla scarsa voglia degli utenti di cambiare le proprie abitudini in fatto di PC, fino alla crisi terribile del settore. Perché spendere tot per un portatile se si può portare a casa un tablet per una cifra comparabile?

I Chromebook hanno un futuro nell’educational, forse, ma l’utente medio sembra davvero poco interessato.

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