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Un GPS nelle scarpe per proteggere le prostitute

Pubblicato: 25 ago 2007 da Giusva Iannitelli

scarpe per prostitute con gpsNon è una provocazione, o forse sì: il concept in foto è quello di una scarpa, particolarmente “voluminosa”, tipico accessorio delle accompagnatrici; tra le altre cose la zeppa era diventata un cult negli anni ‘90 tra le teenagers (e continua a serpeggiare in modo latente ancora ai giorni nostri).

Dietro questo eccentrico progetto, che comunque porta alla memoria casi gravi di cronaca che non andrebbero presi sotto gamba, c’è la The Aphrodite Project: l’idea è quella di avere un allarme da azionare in caso di problemi e un contestuale ricevitore GPS attivo, in grado di inviare una segnalazione di emergenza (tramite la pressione di un bottone) alle autorità in completo silent-mode, per evitare di mettere in ulteriore pericolo la sventurata.

Purtroppo, senza girarci troppo intorno, la percentuale di donne libere che decide di intraprendere quello che dai più è definito “il lavoro più vecchio del mondo” è assai relativo rispetto alle ragazze sfruttate o a cui comunque viene imposto un rigido controllo da parte di terzi. Basterà un mero gadget a riportare in auge il dibattito?

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