In Europa, il Regno Unito si è guadagnato il titolo di battipista per lo studio e utilizzo di molte delle tecnologie oggi applicate per garantire il rispetto delle norme stradali e di sicurezza su molte strade e autostrade. In particolare, vero banco di prova è il tratto autostradale M42, che già vanta sensori in grado di calcolare il livello di traffico e la velocità dei veicoli in transito ogni 500 metri. Tra le ultime trovate qui in fase di sperimentazione, riscuotono consenso da parte del governo inglese alcuni nuovi cartelli che, oltre a ricordare al conducente il limite di velocità previsto, visualizza il numero di targa del proprio mezzo al momento del passaggio. Abbastanza per sentirsi sotto i fari del riflettore e allentare la spinta sull’acceleratore, come dimostrano i primi studi. Tuttavia, secondo me, solleva l’ormai costante tormentone della privacy: se esiste un sistema per leggere il numero di targa di ogni veicolo che passa in un dato tratta stradale (al fine di multare il trasgressore), dove va a finire la proverbiale privacy britannica?
[via Engadget]
mucio
05 set 2006 - 21:19 - #1Scusa, potresti farmi capire bene quale sarebbe la problematica legata alla privacy?
Leopoldo
05 set 2006 - 23:46 - #2Considera semplicmente il sistema che registra la tua targa e risale a te, conducente, per multarti… Certo, potresti obbiettare che se non infrangi le regole, nessuno registra la tua targa. Ebbene, al momento la sperimentazione prevede il deterrente piuttosto che la punizione come soluzione più efficace: In pratica vedi la tua targa e ti ricordi di rallentare perché se sgarri ti freghi da te. Ma se la mia targa è visibile ovunque sull’autostrada, allora anche io, in quanto persona fisica, lo sono in molti dei miei spostamenti.
Questo è un argomento che anima da tempo il dibattito nel Regno Unito, tutto è cominciato con le videocamere di sorveglianza, ormai piazzate a ogni angolo nelle città britanniche. Forse è solo una psicosi, ma il Grande Fratello osserva! Spero di essere stato più chiaro adesso, avrei dovuto precisarlo prima.
Ciao.
mucio
06 set 2006 - 10:37 - #3Ehm… forse ti sfugge che gli autovelox in italia funzionano allo stesso modo, ti fotografano e se superi il limite registrano foto e targa… Inoltre la tua targa, che viene resa visibile sul cartellone, è chiaramente visibile anche sulla tua macchina, sia avanti che dietro, quindi mostrarla per pochi attimi su un cartellone visibile solo a chi ti è vicino al punto da poter comunque vedere la tua targa non è una violazione della privacy
Il cartello elettronico inglese è una forma di deterrente che credo funzioni, anzi funzionerebbe ancora meglio se ti dicesse nome, cognome e indirizzo dove ti recapiteranno la multa, ma a quel punto sì che saremmo di fronte ad una violazione della privacy, d’altra parte la targa è visibile a tutti, gli altri dati no.
Leopoldo
06 set 2006 - 11:24 - #4Mi spiego ulteriormente… se i dati di una targa vengono costantemente registrati da un dispositivo che li rimanda a un satellite per essere registrati dalla centrale operativa, chiunque abbia accesso al flusso dati può individuare un determinato veicolo. Può essere a fin di bene, ovvio, sia per le multe che, magari, per individuare un veicolo rubato. Ma ti dice niente la teoria cospiratoria su Echelon, da cui molti scrittori e sceneggiatori hanno tratto ispirazione? Questo è lo spunto di discussione a cui mi riferisco, argomento fortemente dibattuto nel Regno Unito. Lo so perché ci ho vissuto 4 anni. Inoltre gli autovelox italiani, che io sappia, sono ben diversi: un sensore rileva la velocità e la macchina scatta la foto SOLO se registra un’infrazione, non scatta foto a ruota! E poi ci sono degli operatori che vanno regolarmente a recuperare i dati in loco, poiché NON vengono inviati alla centrale via satellite. E’ ovvio anche per me che tutti vedano la targa di chi gli sta davanti (anche io, che non sono così scemo come pare tu creda ^_^)a meno che tu non sia 007 e la ruoti premendo un pulsantino all’uopo! ;)
maverickthetop
06 set 2006 - 12:01 - #5Forse nessuno si è mai accorto che in Italia un sistema simile esiste già da alcuni anni: nel 2002 stavo percorrendo un tratto della Firenze-Mare in cui vi erano dei cantieri, quando son rimasto stupito leggendo su un cartellone a led la mia velocità (68 Km/h), più in basso la targa e ancora più in basso un simpatico…”RALLENTARE” (il limite era di 50!).
Se prestate attenzione ce ne sono in vari punti, però finora li ho incontrati solo in prossimità dei cantieri autostradali!
Leopoldo
06 set 2006 - 14:28 - #6Mai visto uno! Che l’Italia per una volta sia arrivata prima? Certo, usarli per davvero però è tutta un’altra cosa, ma vuoi mettere comunqe la soddisfazione! ^__^
Pippo
06 set 2006 - 17:19 - #7Anche a Sarnico, sul lago di Iseo, sono stati installati dei cartelli sui quali appare la velocità rilevata e, se è supriore al limite, la scritta “limite superato: -3 punti”.
Certe strizze…
Giusva Iannitelli
06 set 2006 - 17:28 - #8A bolzano e provincia ho visto dei bellissimi segnali di rilevamento automatico che se andavi sotto mostravano il sorriso, sennò la faccia triste :)
mucio
06 set 2006 - 18:41 - #9Sono anche sulla Firenze-Bologna, cmq per quanto riguarda la privacy è molto più facile andare a prendersi le foto scattate da un autovelox italiano che raccogliere informazioni satellitari crittate, certo i governi potrebbero spiarci, ma spiare tutti e come non spiare nessuno.
Inoltre su alcune autostrade stanno già mettendo a punto dei sistemi con telecamere poste a distanze di chilometri che calcolano i tempi di percorrenza e conseguentemente la velocità per percorrere un tratto di strada, multando chi la sfora. Da Modena a Milano dovrebbero essere già attivi. Anche qui come in Inghilterra il sistema funzionerebbe in maniera centralizzata, le telecamere registrano e mandano tempi e foto ad un computer, ovviamente così una telecamera non può sapere da sola se hai superato la velocità consentita, quindi manda tutte le immagini in centrale.
http://www.quattroruote.it/sport/articolo.cfm?codice=45586
http://www.onemoreblog.org/archives/009069.html