Musica su iTunes: la bufala di Bruce Willis e le polemiche sul testamento digitale

Come spesso capita con i tabloid inglesi, è davvero difficile capire qual’è il confine tra la bufala e la realtà: quella di Bruce Willis che fa causa ad Apple per avere il diritto di lasciare in eredità la propria collezione di musica su iTunes era così ben costruita che ha confuso sia la stampa tradizionale che quella specializzata nelle faccende informatiche.

In realtà non è vero, come ha comunicato la moglie dell’attore Emma Hemming-Willis. Una delle ragioni per le quali la causa fittizia ha generato una tale attenzione è che si tratta quasi di una rappresentazione teatrale di un problema reale, che tutti sentiamo almeno un po’. I contenuti digitali non ci appartengono, anzi, talvolta è difficile stabilire di chi siano sul serio.

Come dice Woz, nulla di ciò che è sulla nube ci appartiene più. A maggior ragione, un brano musicale che non è inciso su un media fisico non è nostro. Possediamo i CD, possediamo i vinili, i DVD, possediamo persino l’HD su cui gli MP3 sono fisicamente presenti. Purtroppo il brano non è nostro, però, abbiamo soltanto la licenza personale di riprodurlo.

E cosa succede quando alla fine moriamo? Questa domanda, posta retoricamente dal "Bruce Willis fittizio", ce la possiamo pure porre tutti quanti. Non c’è una risposta, perché nessuno finora se ne è preoccupato davvero. Musica, contenuti dei cyberlocker, i nostri profili di Facebook e tutte le foto imbarazzanti su di essi, tutte le immagini color seppia di Instagram delle nostre Converse sono prive di qualsiasi regolamentazione in merito.

Twitter e Facebook a dire il vero sanno cosa fare: il primo trasferisce le credenziali al parente più prossimo, il secondo dietro richiesta trasforma il profilo in una specie di memoriale. Ma queste sono “solo” informazioni personali che abbiamo ceduto gratis. iTunes non contempla affatto il decesso, e quelle track costano euro veri. Per ora quindi questa soluzione è “valida” come le altre:

Ma la realtà è che un domani, quando Cupertino stabilirà delle regole, non lo sarà più. Come ha dimostrato l’attenzione ricevuta da questa notizia e la non poca ostilità espressa nei confronti di iTunes, Apple deve stare molto attenta al genere di precedente che intende stabilire.

Foto | Flickr
Via | Techcrunch

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