Midland XTC300: la nostra prova - video

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Dopo la prova dei mesi scorsi della Contour Roam torniamo sull’argomento action camera con la XTC300, una videocamera FullHD progettata dall’italiana Midland, un’azienda di Reggio Emilia nota per i suoi apparecchi radio.

Il modello che abbiamo provato è attualmente il top del catalogo, superata solo sulla carta dalla XTC350, che in realtà differisce solo per i sistemi di montaggio orientati alla caccia, al tiro con l’arco e all’uso stealth tra la vegetazione grazie alla sua livrea mimetica. Al di sotto della XTC-300 troviamo invece la XTC200, che rispetto al modello superiore perde la modalità Full HD e infine la XTC100, l’entry level da 640×480.

Così come per la Roam, abbiamo passato la XTC300 lungo una serie di test sul campo per testarne l’affidabilità, la versatilità e la resa, anche nelle situazioni più critiche. Abbiamo inoltre approfittato del nostro sample di Contour Roam per effettuare alcuni test comparativi fianco a fianco, particolarmente interessanti perchè le due videocamera non solo ricadono in una fascia di prezzo piuttosto ravvicinata, ma hanno anche specifiche tecniche simili. Seguite l’articolo dopo la pausa per il nostro test approfondito.

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Le specifiche

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Ecco le specifiche della Midland XTC300:

  • One buttom REC (Off/Rec con un solo tasto)
  • Risoluzione: 1920×1080, 1280×720, 848×480
  • Stabilizzatore di immagini digitale dinamico
  • Frame rate a 1080p: 30fps (campo visivo 127°)
  • Frame rate a 720p e 480p: 60fps (campo visivo 140°)
  • Capacità massima della memory card: MicroSD 32 GB
  • Batteria al litio da 1110 mAh
  • Dimensioni: 95×30,3×50 mm
  • Peso: 110gr (con custodia)
  • Formato Video: H264 (MP4)
  • Compatibilità di sistemi operativi: Win XP, SP2, Vista & 7, Mac OSX 10.4+

Il contenuto

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La XTC300 si presenta in un package in plastica che per metà mette in mostra la videocamera e nell’altra cela gli accessori. La scatola non è tra le più compatte e siamo lontani dalla minuscola confezione ultra-minimale della Roam. Ma c’è un motivo ben preciso: la dotazione di accessori è veramente ricca e spazia dagli accessori di montaggio a quelli di ricarica e connessione.

In particolar modo il case subacqueo, il caricatore da auto, il lettore MicroUSB in formato pendrive e sopratutto i tanti vari accessori di montaggio sono tutti elementi che raramente vengono forniti di serie alle videocamere di questa fascia di prezzo. Ecco cosa troviamo oltre alla videocamera:

  • Bike Mount: attacco con snodo a 360° e fascetta zip gommata, adatto per manubri, telai o comunque tubi a sezione pseudo-circolare
  • Supporto Bi-adesivo: attacco con variazione del tilt laterale con 2 adesivi 3M di ricambio (casco integrale o superfici piatta)
  • Fascia Velcro: attacco con due fascette di velcro regolabili (caschi ventilati o altro)
  • Goggle Mount: attacco laterale per mascherina da sci, snowboard o motocross regolabile in altezza a 360°
  • adattatore a slitta per l’aggancio laterale con filettatura universale
  • adattatore a slitta per l’aggancio laterale fisso con fori e viti
  • CC XTC300: custodia impermeabile fino a 30 metri con lente piatta aggiuntiva per riprese subacquee
  • lettore USB MicroSD in formato pendrive
  • due guinzagli di sicurezza
  • cavo MiniUSB di connessione
  • caricabatterie da auto
  • caricabatterie da presa

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XTC300, primo impatto

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Terminato lo shock per il numero di accessori, la seconda cosa che colpisce riguarda la leggerezza e le dimensioni contenute: solo 110 grammi per un ingombro di 95×30,3×50 mm, ben al di sotto della Roam (144g) e assai meno delle Hero 2 (172g compresa di custodia).

Differenze che esistono per una ragione ben precisa: l’involucro è in plastica e ha ben poco di rugged, non è impermeabile (nessuna menzione sul manuale) e potrebbe non risultare adeguato per reggere usi e abusi di certe tipologie di usi outdoor. Non si può fare a meno di notare ad esempio come la lente sferica sporgente sia pericolosamente esposta a sassi o cadute.

Una fragilità apparente che ha però retto quasi senza conseguenze il nostro mese di test sul campo, comprese due cadute in velocità. Il bilancio dei danni è stato infatti limitato a dei piccoli graffietti sulla lente sferica, dimostrazione del fatto che il materiale utilizzato non è dei più resistenti. In ogni caso, dimensioni e peso ridotto sono un immenso vantaggio per una videocamera compatta per lo sport. Pesi e ingombri oltre che a distrarci espongono la videocamera a una quantità superiore di vibrazioni.

Il discorso cambia totalmente però se si decide di rinchiudere la videocamera nella custodia subacquea, una vera e propria armatura di plastica solida e trasparente che dà alla XTC300 una veste rugged in piena regola, capace di resistere ai maltrattamenti più sconsiderati anche fuori dall’elemento acquatico. L’unico inconveniente è che la custodia pesa 92g, quasi come la videocamera, e anche le dimensioni ora salgono considerevolmente.

Il pulsante di on-off è posto sulla parte alta della videocamera in modo simile alle Contour, ma è più piccolo, richiede più forza e la leggera zigrinatura non offre un buon grip in caso di utilizzo con guanti. Anche il funzionamento meccanico dello switch non ci convince.

Lo sportellino posteriore permette di accedere al vano batteria (una pila piatta in stile cellulare da 1100mAh), allo slot MicroSD, alla porta microUSB e a uno switch a tre posizioni che ci permette di scegliere le tre modalità video disponibili, l’unica e sola scelta di configurazione che la videocamera ci offre. Niente software, niente menu e ovviamente niente viewfinder. Definirlo un approccio minimalista è un eufemismo.

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Gli accessori, inclusi e non

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La versatilità di una action camera si misura con la qualità degli accessori forniti e le possibilità di montaggio. Nel caso della XTC300 ci troviamo di fronte una situazione completamente opposta alla Roam, che alla videocamera integrava solo un paio di attacchi adesivi. Gli accessori di montaggio forniti da Midland sono tanti e sono applicabili sia lateralmente (destra e sinistra) che sotto la videocamera (filettatura universale), ma la dotazione non è perfetta.

Ad esempio manca un vero e proprio montaggio da casco bi-adesivo. Quello fornito è solido e regolabile, ma la superficie di contatto piatta non si sposa bene con le curve dei caschi, integrali e non. Il materiale morbido posto all’interno del “panino” di bi-adesivo 3M ha un margine di adattabilità su superfici curve, ma non è ideale come il supporto opzionale di Contour, già curvo in partenza.

Ottimo invece quello che che Midland chiama Bike Mount, un attacco dotato di snodo regolabile che trova posto anche fuori dall’ambito ciclistico, basta avere a disposizione un tubo con sezione fino a 4cm (peccato, poteva essere un po più lungo).

Buona anche la Fascia Velcro, che non è rotabile ma consente un montaggio adeguato sui caschi ventilati, cioè quelli dotati di ampi buchi di ventilazione. Nel nostro caso abbiamo dovuto fissare un po di materiale morbido tra attacco e casco, dato che in quell’area la superficie non era piatta. Una piccolo modifica che comunque rientra nella normale amministrazione dei fissaggi delle action camera, che richiedono sempre un po’ di fai-da-te.

Abbiamo testato con successo anche il Goggle Mount, un buon attacco laterale da mascherina che non ci ha dato problemi (anche se avremo preferito una superficie d’appoggio leggermente curva) e il montaggio laterale a vite, utilizzato per un fissaggio su un casco da scooter su cui abbiamo praticato due forellini ad hoc. Stabilissimo ma con l’ovvio inconveniente dei fori.

Tra gli accessori opzionali che compaiono nel sito di Midland troviamo inoltre il Cap Mount per fissaggio a linguetta, la Staffa Auto XTC per un fissaggio a ventosa (ad esempio su un parabrezza), l’Head Strap Mount per un montaggio da testa senza casco, il Surf/Snowboard Mount con un’ampia superficie di contatto adesiva e una serie di ottimi attacchi snodati con destinazione motoristica prodotti da RAM.

Va comunque notato che la XTC-300 oltre ai due montaggi laterali a slitta presenta anche il classico attacco a vite che troviamo normalmente sulle fotocamere, aprendoci così la strada verso un’infinità di personalizzazioni tramite accessori provenienti dal mondo della fotografia.

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La qualità video

Una volta effettuate le riprese, il passaggio al PC è immediato. Basta connettere il cavo Mini USB (per la precisione Mini B), accendere la videocamera e il dispositivo apparirà come un normale drive. Come abbiamo già detto niente software di gestione, conversione o importazione dei video. Per qualche ragione a noi ignota, la XTC una volta collegata al computer viene considerato come un drive a sola lettura. Per fare pulizia sulla MicroSD è quindi obbligatorio ricorrere all’adattatore USB in formato pendrive inlcuso.

Aprendo per la prima volta i file della XTC300 la prima cosa che salta agli occhi è la buona qualità nelle situazioni di maggiore comprimibilità dal codec. Nelle scene più stabili e illuminate, ad esempio con molto cielo e una guida stradale la XTC fornisce delle ottime immagini a 1080p, prive di smearing o noise indesiderati (il difetto più evidente della Roam, che appare però più definita) se non un leggero glow sulle aree più luminose. Ecco delle immagini comparative a 1080p della XTC300 e della Roam (immagini ritagliate, pixel al 100%):

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Gli artefatti compaiono però inesorabilmente nelle situazione più caotiche e sfavorevoli (scene veloci nel bosco, intense vibrazioni e immagini poco comprimibili in generale). Non per colpa del sensore però, ma del bitrate preimpostato dal firmware che si aggira sui 12-13 Mbps.

La videocamera reagisce bene ai cambi d’illuminazione e restituisce buone immagini anche con il sole puntato sull’obbiettivo. Se nella Roam si ottenevano immagini con una tonalità piuttosto fredda, sulla XTC troviamo invece immagini più calde con una leggera tendenza verso il verde. L’effetto non è completamente neutro, ma non è particolarmente accentuato e risulta piacevole, decisamente meglio di un cielo tendente al violaceo.

Il preset 1080p prevede un frame rate di 30 fps, un livello di fluidità sufficiente e molto familiare. Il passaggio ai 720p comporta invece il passaggio automatico ai 60fps, col conseguente aumento verso una fluidità quasi innaturale, per una migliore definizione nei passaggi video con grandi vibrazione e la possibilità di realizzare slow-motion decenti in fase di editing.

Come per la Roam la qualità a 720p però è invece decisamente inferiore, frutto di un ridimensionamento approssimativo dell’hardware interno — che è nativo 1080p — che fa perdere una gran quantità di dettagli e nitidezza alle immagini, con una resa più vicina a un 640×360 ridimensionato a 1280×720. L’uso di questa risoluzione è indicato quindi solo in situazioni in cui la fluidità è cruciale, visto l’impatto negativo sulla qualità finale. Se intendete caricare su YouTube filmati a 720p consigliamo di girare a 1080p e scalare la risoluzione in fase di editing. Ne risulterà una qualità infinitamente superiore.

Ecco delle immagini comparative a 720p (pixel al 100%):

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I sample a 1080p e 720p

Ora passiamo al succo vero e proprio del test: il montaggio video delle scene più varie che abbiamo raccolto in questo periodo di test con differenti condizioni d’illuminazione, velocità e vibrazioni. I sistemi di montaggio usati sono nell’ordine Bike Mount, Fascia Velcro, Goggle Mount, attacco laterale fisso e case impermeabile.

Se escludiamo le transizioni e le inevitabili ricompressioni di Premiere CS (circa 20-25Mbps) e YouTube (circa 10Mbps), il video non ha subito alcun ritocco: niente filtri o correzioni di colore. Ecco il montaggio a 1080p:

E qui di seguito una clip più breve a 720p:

Conclusioni

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Il bilancio di questo periodo di test sulla Midland XTC300 è stato piuttosto positivo. Il funzionamento ultra-basico si è tradotto in un utilizzo privo del minimo malfunzionamento e il peso veramente ridotto ci ha fatto dimenticare in più occasioni che stavamo filmando. Buona anche la resistenza malgrado l’involucro poco rinforzato, anche se a dire la verità non abbiamo testato condizioni estreme sotto pioggia o neve, visibili nella nostra precedente prova della Contour Roam.

Oltre alla leggerezza e le dimensioni ridotte l’altro punto forte è sicuramente la qualità video, intaccata solo da un bitrate che può rivelarsi un po’ troppo basso per certe situazioni critiche e dai cambiamenti di tonalità in condizioni estreme d’illuminazione. Anche la dotazione degli accessori è un punto a favore di questa action cam, che include l’equivalente di circa 50€ di accessori Contour.

Quello che ci ha lasciati un po’ interdetti invece è la costruzione di alcuni elementi della videocamera, come lo sportellino posteriore che risulta poco resistente o il pulsante di registrazione che non dà un feeling ottimale. Anche alcuni accessori di montaggio sono migliorabili senza troppi sforzi, basterebbe aggiungere più materiale per limitare la flessione e ridurre quindi le vibrazioni. Il vetro sferico inoltre non è realizzato in un materiale particolarmente duro e in un mese d’uso intenso sono già apparsi i primi graffietti.

Imperfezioni tipiche della prima generazione di un prodotto, che comunque non influiscono in maniera estrema sul giudizio finale di questa action cam che ci ha lasciati comunque piacevolmente sorpresi.

Comprare o non comprare dunque? Con un po’ d’impegno, utilizzando i motori di ricerca dei prezzi si riescono a trovare esemplari a un costo poco superiore di 200€, che la colloca immediatamente sopra alla Contour Roam, con il vantaggio però del buon kit di accessori pari a circa 50€ di materiale analogo di Contour. Un buon rapporto qualità-prezzo che definisce uno step intermedio più che soddisfacente per tutti quelli che preferiscono un modello più leggero e con una resa video superiore alla Contour Roam (circa 150€), ma più economico della Hero 2 di GoPro (poco meno di 300€), che rimane tuttora lo standard del settore.

Pro:

  • peso piuma e dimensioni ridotte: meno ingombro e vibrazioni
  • qualità video a 1080p superiore a modelli della stessa fascia
  • valanga di accessori di montaggio, connessione e ricarica
  • funzionamento ultra-basico
  • custodia esterna per immersioni molto resistente, ottima per uso rugged

Contro:

  • non è rugged (lente esposta e chassis non impermeabile)
  • design e accessori migliorabili (tasto on-off, sportelletto, accessori più rigidi)
  • regolazioni ridotte a soli 3 settaggi di registrazione
  • niente laser o viewfinder, il puntamento va fatto a occhio

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