Caronte, luna di Plutone, potrebbe avere avuto un Oceano

L'esplorazione dello spazio riserva continue sorprese, per la gioia degli scienziati e dei cultori del genere.

IN SPACE - JULY 11:  In this handout provided by the National Aeronautics and Space Administration (NASA), the dwarf planet Pluto (R) and Charon are shown July 11, 2015. NASA's New Horizons spacecraft is nearing its July 14 flyby when it will close to a distance of about 7,800 miles (12,500 kilometers). The 1,050-pound piano sized probe, which was launched January 19, 2006 aboard an Atlas V rocket from Cape Canaveral, Florida, is traveling 30,800 mph as it approaches.  (Photo by NASA/JHUAPL/SWRI via Getty Images)

Il viaggio della sonda New Horizons della Nasa sta fornendo indicazioni utili alla comunità scientifica internazionale. Durante il passaggio nei pressi di Caronte, che è una delle lune di Plutone, ha carpito delle immagini di notevole interesse, spingendo i ricercatori ad ipotizzare la presenza in passato di un grande Oceano sotterraneo, che ne copriva quasi per intero la superficie.

In quel tempo remoto il nucleo del satellite era caldo, per il decadimento degli elementi radioattivi: questo fa pensare a un mare allo stato liquido, nel senso convenzionale del termine. Poi, con il raffreddamento delle temperature, si sarebbe trasformato in ghiaccio, guadagnando volume e spingendo sulla crosta superiore, come mostrano le sconfinate lesioni lungo lo strato superficiale, oggi rilevate da New Horizon, che suggeriscono un vero rigonfiamento dall'interno della luna.


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