
Non è proprio un bel periodo per Asus. Dopo le magagne legali con Hasbro sull’abuso dei marchi registrati “Transformer” e “Prime” (certo che bastava un po’ di buon senso…) e i bug su GPS e Wi-Fi ora ci si mette anche la comunità di xda-developers, che da ieri ha invitato gli utilizzatori a protestare pubblicamente contro la decisione del produttore taiwanese di crittare il bootloader dei Prime.
L’utilizzo di un bootloader crittato a 128 bit (quindi impossibile da decrittare) per la quasi totalità degli utenti non implica nulla di negativo, ma per gli smanettoni più irrequieti è una limitazione veramente fastidiosa. In un modo del tutto simile a quello che faceva HTC sui suoi smartphone, questo blocco software — scrive l’autore dell’appello — “rende di fatto impossibile l’utilizzo di ROM e kernel modificati che consentano overclock, l’utilizzo di distribuzioni di Linux o Windows 8, riduzioni di voltaggio” e qualsiasi altra personalizzazione che possa rendere migliore il tablet trasformista.
Ma perchè questa mobilitazione? Semplice, gli utenti hanno fatto una protesta simile con il caso di HTC, che molto saggiamente invece di continuare a ricevere pubblicità negativa ha desistito dopo poche settimane, sbloccando i bootloader dei suoi dispositivi.
Il thread su xda propone un vero bombardamento mediatico su Tweeter, Facebook, Google+ e sul sito ufficiale di Asus. Se la questione vi sta a cuore c’è anche una petizione creata ad hoc.
menes
03 gen 2012 - 18:00 - #1Capisco che così facendo si fa allungare la vita utile dei prodotti riducendo quindi il tempo di riacquisto ma sostianzialmente è una strategia stupida, posso capire Apple ma uno dei vantaggi di Android è proprio quello di poter moddare a piacimento il sistema, se mi togli questo mi resta ben poco..