HoloLens, ecco come Microsoft manderà la NASA su Marte

HoloLens andrà su Marte: Microsoft collaborerà con la Nasa per "spedire" gli scienziati sul Pianeta Rosso grazie alla realtà aumentata. Ma come funzionano gli occhiali con gli ologrammi di Redmond?

hololens

HoloLens - Tutto il mondo è rimasto stupito ieri dall’inaspettata novità tecnologica presentata da Microsoft in occasione del suo briefing con Insider e stampa per lo sviluppo di Windows 10: mi riferisco a HoloLens, il quasi fantascientifico device per la realtà aumentata completamente contenuto da un paio di occhiali neppure troppo ingombranti.

Il programma che gestisce HoloLens si chiama OnSight, e Microsoft ha stuzzicato ancora di più il nostro entusiasmo comunicando di aver iniziato una collaborazione con il team del rover Curiosity della NASA. Nel futuro davvero prossimo gli scienziati saranno in grado di esplorare Marte da vicino, così vicino quasi da toccarlo, e senza andarci direttamente. Esplorare il Pianeta Rosso attraverso la realtà virtuale è più di un semplice passatempo: un geologo può assorbire una moltitudine di informazioni in più da una “gita” virtuale, osservando le formazioni rocciose da tutte le angolazioni.

Manca il tocco, manca l’olfatto e in effetti non si possono prendere in mano i campioni. Per quello dovremo aspettare qualche decade - la realtà virtuale addolcirà l’attesa. Probabilmente la prossima missione su Marte, che dovrebbe atterrare nel 2020, sarà equipaggiata con strumenti pensati appositamente per HoloLens.

Come funziona HoloLens

Il briefing di Microsoft su Windows 10
Neppure nei film di fantascienza funziona così bene:

questo è - in generale - il parere di molti dei giornalisti e degli addetti ai lavori che hanno potuto mettere le mani sugli HoloLens. Sebbene il programma possa essere usato per una realtà virtuale immersiva, come testimonia la collaborazione con la NASA, Microsoft ha focalizzato l’attenzione sulla realtà aumentata.

“La realtà virtuale non è cosa per tutti” ha detto Alex Kipman, portavoce dell’azienda e capo del progetto, durante il briefing, implicando che invece la realtà aumentata dovrebbe esserlo.

Il prototipo presentato ha ancora i cavi e un processore di dimensioni relativamente grosse, mentre il modello di produzione sarà completamente contenuto dalla struttura degli occhiali. Il funzionamento è molto ingegnoso: misura automaticamente la distanza tra i nostri occhi (tra una pupilla e l’altra) per offrire l’illusione della prospettiva. Anche qui il prototipo deve essere regolato manualmente, per adesso.

La profondità del campo visivo della videocamera integrata è di 120° x 120°, e questo vuol dire che può vedere quello che fanno le nostre mani, visto che i sensori di bordo altro non sono che una versione super compatta e più avanzata del Kinect, il primo progetto che Alex Kipman ha creato assieme a Microsoft.

Il briefing di Microsoft su Windows 10

HoloLens è più grande di un Google Glass e più piccolo di un Oculus Rift. Ha tre processori, secondo quello che dice Kipman: CPU, GPU e per finire “HPU”, un processore dedicato esclusivamente agli ologrammi - Microsoft chiama la realtà aumentata “Ologrammi”, una scelta che più che del marketing ha il gusto della filosofia religiosa.

Microsoft non ha ancora speigato come funziona il kit, ma ha parlato di un aggeggio chiamato “Light Engine”. Si sa solo che ci sono strati di lente blu, verde e rossa, che lasciano passare la luce ambientale, la analizzano e la restituiscono completa di illusioni. Come Microsoft sovrapponga le immagini al mondo reale è ancora un segreto, ma l’effetto è incredibile e - pare - non ha il problema della nausea e del mal di mare che piaga gli schermi di Oculus Rift e compagnia bella.

Vedremo nei prossimi mesi dove Microsoft intende arrivare - Il fatto che abbia deciso per una destinazione incredibile come Marte è un buon segnale positivo.


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