
Il chip SpiNNaker è solo un progetto, per il momento, ma ARM è pronta a stupire il pubblico: secondo Steve Furber, principale autore del processore ARM RISC a 32-bit del 1980, questo nuovo chip è in grado di sostituire 1.000 neuroni attivi del cervello umano. Il professore ha contribuito al progetto insieme ad Andrew Brown, altro professore americano, con l’obiettivo finale di creare un cluster per supercomputer con un milione di processori che simulino l’attività di un miliardo di neuroni umani.
Questo supercomputer simula solo l’1% del cervello umano, ma serve a capire comunque come funzioni. Il sistema SpiNNaker include una versione del processore ARM a 32-bit che Furber progettò. Per come è stata costruita la struttura, con processori da 4 a 8 core ARM968E-S su un singolo die e il progetto di arrivare fino a 20 core, è in grado di simulare dei neuroni che inviano un impulso ad altri neuroni simulati in un millisecondo, velocità quasi pari a quella dei neuroni umani.
[Via Macnn]
_marco_
12 lug 2011 - 10:25 - #1Un solo chip e ha già eguagliato le capacità del Trota.
swissswiss
12 lug 2011 - 10:50 - #2dobbiamo distruggere skynet
billy-belial
12 lug 2011 - 12:07 - #3Ok, mettiamone insieme cento e vediamo l’effetto che fa
harmful
12 lug 2011 - 13:38 - #4Solo l’1%??? I computer non avevano superato le capacità di calcolo del cervello umano anni fa? Non credo che Einstein potesse fare miliardi di operazioni al secondo…
Fraguido
12 lug 2011 - 13:42 - #5Mettiamone insieme 630 e avremo la capacità intellettiva della nostra camera dei deputati…
renzo805
12 lug 2011 - 19:04 - #6Per eguagliare il Trota basta un 486…
cino
12 lug 2011 - 19:47 - #7@harmful
Il modo in cui funzionano i computer e quello in cui funziona la mente uamana sono molto diversi. I computer sono incredibilmente veloci a trovare soluzioni a problemi già posti e definiti con precisione seguento un pattern di trial and error finché non raggiungono il risultato desiderato. In parole povere i computer sono in grado di eseguire in maniera velocissima operazioni molto semplici. Il cervello umano invece lavora contemporaneamente su più livelli e mescola le informazioni in maniera non lineare. Per fare questo non bastano operazioni semplici, ma servono strutture molto più complesse e una miriade di collegamenti ridondanti; è per questo che il nostro cervello è strutturato come una grande rete, dove tutto è collegato con tutto, mentre i processori per pc hanno dei legami ben definiti e ordinati, come si vede nello schema sopra riportato. Quello che stanno cercando di fare ora gli ingegneri è di simulare questa struttura reticolare organizzando molte operazioni semplici e strutturandole in maniera tale che possano essere raccolte in operazioni più complesse. Per questo servono migliaia di processori, non solo per raggiungere la potenza desiderata, ma anche per ricreare la struttura reticolare del cervello e permettere così a delle macchine di lavorare contemporaneamente su più livelli. Ora come ora la struttura che più si avvicina al cervello umano è Internet. L’unico problema è che non è molto facile dirgli che cosa fare, perché lo standard di comunicazione attuale è troppo poco sofisticato.