Samsung Gear Fit, lo "smart fitness tracker" nelle mani di un parkourista

Ho dato il Samsung Gear Fit al mio amico Giorgio, un vero "Uomo ragno". Appassionato di parkour e sempre in forma, era certo meglio di un pelandrone come me per scoprire se lo smartwatch/fitness band coreano funziona davvero!

Abbiamo deciso di mettere in mano i gadget che testiamo a delle persone “normali”, e per normali intendo che non scrivono di tecnologia, non seguono troppo il mercato e sì, talvolta rimangono perplesse dai nuovi trend. Prendiamo quindi il nostro Samsung Gear Fit, un fitness tracker unito ad uno smartwatch, e attacchiamolo al polso di Giorgio Fonda.

Giorgio, il parkourista e professionista del fitness

Laureato in architettura, Giorgio oggi lavora come assistente di sala presso una nota catena di palestre. Non è solo il fato un po’ caotico dei trentenni d’oggi ad averlo consegnato ad una carriera tanto diversa da quello che ha studiato, è proprio una passione irrefrenabile per le scienze dello sport e la preparazione atletica. E poi, c’è il suo parkour. Il video nel box qui sotto è del gruppo con cui Giorgio si allena ogni settimana.

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    COS’È IL PARKOUR

    Definiamo il parkour come una disciplina olistica, nata forse dai percorsi ad ostacoli militari, che ha affermato la propria identità separata in Francia, all’inizio degli anni novanta.

    Potremmo riassumere le attività del parkour come una ricerca del percorso più efficiente dal punto A al punto B, usando il corpo per superare gli ostacoli circostanti senza arrestare mai il movimento, sfruttando l’ambiente per combinare corsa, arrampicata, salto, cadute, volteggi, rotolamenti in una progressione logica. Come la ginnastica artistica, richiede forza, velocità, ed un elevato grado di propriocezione e mobilità articolare. In più, richiede anche creatività.

Giorgio, il parkourista e professionista del fitness
Giorgio, il parkourista e professionista del fitness
Giorgio, il parkourista e professionista del fitness
Giorgio, il parkourista e professionista del fitness
Giorgio, il parkourista e professionista del fitness
Giorgio, il parkourista e professionista del fitness
Giorgio, il parkourista e professionista del fitness
Giorgio, il parkourista e professionista del fitness
Giorgio, il parkourista e professionista del fitness

Volteggiare con lo smart watch


Immagini di Samsung Gear Fit

Giorgio ha portato con se il Samsung Gear Fit inelle sue sessioni di allenamento e l’ha usato anche in congiunzione con l’app che Samsung gli ha dedicato, S Health. Gli ho dovuto prestare un Samsung Galaxy S5 per poter godere appieno del Gear Fit - il suo nuovo smartphone, un Nexus 5, non è infatti compatibile con S Health, una scelta un po’ strana da parte di Samsung, che ha voluto concentrare delle super-feature sulla sua ammiraglia-smartwatch.

Primo approccio


Immagini di Samsung Gear Fit

Il Gear Fit è comodo, e una volta indossato non si sposta. Inoltre, questo smartwatch è davvero robusto e a prova d’acqua, cosa che è stata piuttosto utile in questa estate piovosa. Vi anticipo che il Gear Fit è tornato da una sessione di parkour sotto la pioggia assolutamente integro e in forma, e non ha dato fastidio al suo “utente volante”. Ergonomia, voto 8+!

Il piccolo touchscreen consente di passare da una schermata all’altra a caccia di feature e modalità. La prima cosa che Giorgio ha fatto con il Gear Fit è stato cambiare il background a un colore più adatto alla sua personalità (azzurro!) e giocare con tutte le opzioni e funzioni immediatamente evidenti.


Il cardiofrequenzimetro a LED si è rivelato scorbutico, chiedendo varie volte di ricominciare la misurazione da capo. Non è preciso come una banda al petto, ma è funzionale. Il contapassi fa il suo dovere, anche se registra qualche passo “fantasma” secondo il parere del nostro parkourista - anche io ho avuto la stessa sensazione nell’uso quotidiano.


    Il parere di Giorgio: “La sensazione nel mettere il Gear Fit al polso è di… inquietudine! Il costo di questo gadget è piuttosto elevato, e l’idea di rovinarlo e graffiare lo schermo mi ha un po’ inibito inizialmente. Però è fantastico che esista questo tipo di tecnologia, e ha un design davvero bello, discreto ma hi-tech al tempo stesso, quasi da film”.

Allenamento


Giorgio, il parkourista e professionista del fitness

Giorgio studia per conto proprio il regime di allenamento, e non apprezza particolarmente la corsa intesa come jogging, ritenendola noiosa. Per questa ragione lui ama il parkour e il cross-country, perché al movimento può unire la ginnastica funzionale.

Purtroppo tanto il Samsung Gear Fit quanto l’app S Health del Galaxy S5 sono davvero tradizionaliste. Jogging, trekking, bici, camminate sono considerate tra le sue attività possibili. Il parkour, i kettlebell, il crossfit, e la barra olimpica sono la base per Giorgio, e a Samsung ...non interessano.

Per fortuna Giorgio va in bici, così ha potuto provare che il Gear Fit performa in modo particolarmente ammirevole il suo calcolo delle calorie consumate. A dire il vero, si comporta piuttosto decentemente anche a monitorare il battito cardiaco se usata in congiunzione a S Health durante tutti gli altri esercizi, ma come detto manca di funzioni dedicate alle attività specifiche, in questo caso.

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Mentre siete impegnati nella pesistica, non c’è problema ad usare assieme app e smartwatch, ma portarsi dietro lo smartphone mentre correte è fastidioso e diventa improponibile se siete come Giorgio e saltate da un ballatoio alla ringhiera di una scala come scimmie. E mentre contapassi e cardiofrequenzimetro continuano a funzionare, se uscire dal raggio del Bluetooth vi perdete la spiccata integrazione delle funzionalità di S Health con il monitoraggio del Gear Fit.


    Il parere di Giorgio: “È davvero comodo, e mi ha insegnato cose sul mio allenamento che prima dovevo tirare ad indovinare. Non ho mai avuto un fitness tracker, e un po’ mi ha aperto gli occhi. Certo, mi manca quello che vorrei davvero: dovrebbe segnarmi le ripetizioni dei deadlift e degli esercizi a corpo libero per essere totalmente utile alla mia vita sportiva”.

Vita monitorata e funzioni da smart watch


Immagini di Samsung Gear Fit

Oltre alle funzioni di allenamento, il Gear Fit analizza anche il sonno. Purtroppo non si tratta di una funzione molto avanzata: percepisce solo i momenti in cui non ci muoviamo e quindi trasferisce all'utente un’idea vaga del periodo di riposo, senza differenze tra sonno fondo e sonno REM. Come la stragrande maggioranza dei fitness tracker, bisogna avvisare che stiamo andando a nanna. Giorgio ha trovato il Gear Fit piuttosto comodo anche a letto. La sua forma compatta non disturba.

Sono piaciute parecchio anche le funzioni da smart watch, come la ricezione delle notifiche e chiamate.


    Il parere di Giorgio: “Ora so quello che già sospettavo: dormo bene, ma troppo poco, con le esigenze di un figlio piccolo e gli orari del mio lavoro! Quanto alle notifiche, non avrei mai detto che fosse tanto comodo avere uno smartwatch. In poche ore mi è sparita l’abitudine di tirar fuori il telefono per controllare se sono arrivati messaggi, e non perdo una sola chiamata grazie alla vibrazione al mio polso. So già chi mi sta chiamando senza correre affannosamente a prendere lo smartphone. Ho persino usato i messaggi rapidi di risposta, che pensavo inutili!”.

Conclusioni


Giorgio, il parkourista e professionista del fitness

Il Samsung Gear Fit è responsabile per ben due conversioni al magico mondo degli smartwatch e dei fitness tracker. Io non li consideravo né utili né interessanti, mentre Giorgio sapeva a malapena cosa fossero, ed è stato un primo impatto molto piacevole.

Io ho un lavoro in cui sono costretto ad uno stile di vita sedentario, Giorgio invece si muove tutto il giorno, eppure tutti e due avremmo dei benefici da un apparecchio come questo. L’unico problema è che il Samsung Gear Fit è buono, ma non perfetto. Ci sono cose che offre in più e migliori rispetto a un fitness tracker, ma purtroppo le nostre attività vengono tracciate in modo troppo poco flessibile, e non abbastanza preciso. A me correre piace, e il Gear Fit è stato un ottimo compagno. All’uomo ragno Giorgio, invece, le feature andavano strette.


    Il parere di Giorgio: “Questo apparecchio mi piace, e se fosse solo un po’ più adatto alle mie necessità vi farei un serio pensierino. È comodissimo ed ha una forma perfetta.

    Un po’ di tempo fa ho letto di progetti di fitness tracker che tracciano tutte le tue attività sportive, ogni singola variabile. Certo, sono prototipi, mentre il Gear Fit è bello e c’è già… Cara Samsung, vedremo un po' come sarà la tua seconda generazione di questo aggeggio!”

Vai alla prossima pagina per il primo contatto con il Gear Fit.

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