Facebook punta all'acquisto del produttore di droni Titan Aerospace

Facebook è intenzionata ad acquistare la società Titan Aerospace, società produttrice di droni a volo quasi-orbitale, per portare beneficio all'iniziativa Internet.org ed ampliare il numero di territori raggiunti da connessione Internet.

Pochi giorni fa a Barcellona, durante lo svolgimento del Mobile World Congress 2014, Facebook ed Ericsson hanno annunciato la futura apertura dell'Innovation Lab, un laboratorio e terreno di scambio che ha come scopo quello di migliorare dispositivi e sistemi legati alla connettività e che avrà sede nello stesso campus di Facebook a Menlo Park.

Secondo Johan Wibergh, Executive Vice President e Capo delle Business Unit Networks di Ericsson, la comunicazione è un bisogno basilare umano e lo scopo di questa partnership, che prende il nome di Internet.org, è proprio quello di estendere la connettività ai 5 miliardi di persone che ancora non ne hanno accesso.

A questo scopo Facebook punta ad acquistare Titan Aerospace, società che produce un tipo di drone a volo quasi-orbitale alimentato ad energia solare, e stando a quanto riporta Techcrunch si parla di una cifra che si aggira attorno ai 60 milioni di dollari per l'acquisizione.

Accesso Internet tramite gli UAV


L'iniziativa Internet.org beneficerebbe di tale acquisto nell'avere a disposizione uno strumento flessibile e più economico di un satellite attraverso il quale garantire una copertura di rete nei territori che ne sono sprovvisti o che sono difficilmente raggiungibili.

Il drone Solara 60, uno dei modelli prodotti da Titan Aerospace, può essere lanciato nottetempo, alimentato da un batteria, e poi raggiungere tramite l'energia solare l'altitudine di 20KM dove possono rimanere per cinque anni. Questo UAV (unmanned aerial vehicle), è in grado di fornire supporto per varie attività, sopratutto nel campo delle telecomunicazioni.

Con questo Facebook spera di poter estendere la connettività internet ad un vasto numero di persone in una maniera non dissimile da quella che si propone Google con il suo Project Loon già discussi tempo fa e di cui vi abbiamo aggiornati oggi.

Via | TechCrunch.com

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