Google Project Loon, i palloni che portano Internet si possono seguire su Maps

Google prosegue con il suo Project Loon, un piano per assicurare la connettività a zone del globo difficilmente raggiungibili da Internet.

Abbiamo parlato mesi fa del Project Loon, un piano di Google per portare Internet in zone remote, difficili da raggiungere e decisamente poco servite da una connessione mobile o fissa. L’idea, condivisa anche dal “rivale” Mark Zuckerberg, è che la connettività favorisca lo sviluppo economico - una posizione assolutamente condivisibile.

Il metodo usato da Project Loon coinvolge una serie di palloni sonda riempiti di elio. Il test pilota non usa palloni frenati, ma una catena - idealmente ininterrotta - di palloni rilasciati in correnti note e relativamente prevedibili. Nel giugno del 2013 sono stati lasciati andare 30 palloni dalla Nuova Zelanda. Il test è continuato e il progetto è di stabilire un anello di palloni lungo tutto il 40° parallelo sud, affinché i collaudatori siano in grado di accedere a Internet posizionati ovunque a questa latitudine.

Trovarli non è poi così facile


project-loon

Dovrebbe essere possibile tracciare i palloni grazie al servizio FlightRadar24 - O almeno così era stato annunciato. Personalmente non ho avuto particolare fortuna nel trovare dove fosse l’ultimo “stormo” di palloni spedito dalla coste neozelandesi tre giorni fa verso il grande blu dell’oceano.

I palloni sono grossi e bianchi, ma a dire il vero non sono visibili ad occhio nudo, quindi se anche vi doveste trovare al 40° parallelo, probabilmente dovreste tirare fuori un telescopio per riuscire a scorgere uno di questi modem che galleggiano a ben 20km d’altezza. Non è una quota scelta a caso - non ci sono aerei sopra i 10km, né pioggia, né tempeste. Il vento va in direzioni prevedibili ed è addirittura possibile regolare velocità e direzione alzando e abbassando i palloni, tenendoli tutti assieme in un gruppo.

I palloni funzionano a energia solare. Ognuno di essi è costruito per durare circa 100 giorni, e si sposta sull’oceano a una velocità media di 42 chilometri orari verso est. Uno dei palloni è riuscito ad attraversare il Sud America in soli 12 giorni (sempre partendo dall’isola dei Kiwi), aiutato dalle potenti correnti d’aria.

Al termine del proprio viaggio, i palloni vengono recuperati a vari punti di raccolta.

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