Sono in molte le persone che attendono l’arrivo degli ologrammi nei dispositivi, un po’ come avviene da qualche anno nei film. Dagli effetti speciali ai prodotti commerciali, però, il passo e lungo. Quindi attualmente come siamo messi?
Chi passerà per gli aeroporti di Luton a Londra o in quello di Machester incontrerà degli agenti molto speciali. A Londra ci saranno Holly e Graham, mentre a Machester Julie e John. Sono gli ologrammi che spiegano ai passeggeri come prepararsi per i controlli ai metal detector.
In realtà gli ologrammi non sono al livello di quelli che si possono vedere, per esempio, nel film Guerre Stellari. L’effetto olografico, infatti, è ottenuto proiettando un video su una lastra di vetro dalla forma del personaggio.
[via BBC]
ice
02 feb 2011 - 14:20 - #1è corretto parlare in questo caso di ologrammi 2D ?
bit-Runners s.r.l.
02 feb 2011 - 14:26 - #2A volte non e’ necessario andare fino a Londra per vedere queste innovazioni.
La mia societa’ ha gia’ installato da un anno un dispositivo equivalente presso l’aeroporto civile di Grosseto e fornito ad altri clienti “hostess virtuali” come quelle mostrate nel video.
Per una volta l’Italia non e’ tecnologicamente arretrata, per lo meno in questo aspetto!
lucatullio
02 feb 2011 - 14:32 - #3non sono ologrammi
ottogiugno
02 feb 2011 - 14:44 - #4@ice
No. Ologrammi 2D è una contraddizione in termini. Altrimenti anche un film al cinema sarebbe un ologramma 2D.