La tecnologia ormai è ovunque, anche in luoghi fino a poco tempo fa impensabili. In India ad esempio pare che anche gli abitanti delle baraccopoli siano provvisti di cellulare. E pare che il modello più acquistato sia il Nokia 1100, perchè è economico, facile da usare e la batteria ha bisogno di poche ricariche.
Ebbene, dato che la tecnologia porta con sè anche un inevitabile e “infernale” progresso, permettendo alle persone di comunicare fra loro in modo più immediato e libero, l’attaccamento a certe tradizioni, sociali e religiose, rischia di venirne compromesso.
Ecco perchè nel villaggio indiano di Lank, il consiglio degli anziani ha deciso di vietare l’uso del cellulare alle donne nubili, e di limitarlo agli uomini ancora da sposare, che possono farne uso soltanto sotto la stretta sorveglianza dei genitori.
Il motivo? Il cellulare potrebbe aiutare le ragazze in età da marito a combinare matrimoni proibiti, lungi dalle decisioni prese dalle famiglie e dal consiglio. E questo è un reato punibile anche con la morte.
Perchè ai ragazzi invece sia permesso l’utilizzo dei cellulari, per quanto limitato, è presto spiegato: le donne sono evidentemente considerate più pericolose e cospiratrici (o semplicemente più furbe?) e si avverte comunque una certa misoginia nell’aria del villaggio, il cui consiglio di anziani ha preso una decisione che verrà imposta anche ai villaggi vicini, per un totale di circa 50.000 persone.
La domanda sorge spontanea: pur volendo mantenere le tradizioni, “giuste o sbagliate” che siano, è davvero così impossibile conciliarle con il progresso e la tecnologia? Sono consapevole che tradizione e progresso siano due parole semanticamente opposte, ma la mente umana è riuscita a conciliare ben altri opposti. Perchè in casi come questo l’unione di questi due elementi sembra così difficile?!?
[Via TheGuardian]
mipnamic
25 nov 2010 - 15:20 - #1“Tienili ignoranti e li controllerai a vita” e il progresso, Olivia, tende in qualche modo ad emancipare le persone e a “dargli quella spinta” per diventare più autosufficienti e, perché no, progredire mentalmente…
Ci sono popolazioni che non sono ancora “evolute” dal punto di vista genetico-cerebrale eppure sono state contaminate dalle ultimissime tecnologie… questo, a mio avviso, non può che essere dannoso, non da il tempo alla genetica di fare il suo corso andando ad accelerare alcuni processi a discapito di altri.
Non sto parlando di razze superiori, prima che qualcuno mi accusi, ma andate a dare a quegli indigeni che vivono ancora oggi nel mondo, a quei pochi che vivono nella ruralità, nella caccia, nella raccolta, nella sporcizia, ai margini di una società che nemmeno immaginano, un telefono cellulare, spiegategli come funziona, istruiteli quel poco che basta e avrete distrutto un’esistenza…
Mauz
25 nov 2010 - 16:55 - #2mipnamic,
ma sai di cosa stai parlando?
Io sono un genetista evoluzionista e sono spaventato dalla gente come te che …spara questi concetti con tono saccente e convinto,
tu e quelli come te sono un rischio per la gente mondo…
Se invece, metti da parte il discorso sulla genetica, e ti limitassi a dire che a volte la tecnologia non aiuta affatto ma crea situazioni paradossalmente dannose, beh allora potrei essere d’accordo con te.
PippoSuper
25 nov 2010 - 18:54 - #3La Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti, scritta nel 1776, diceva: “noi riteniamo queste verità ovvie, che tutti gli uomini sono stati creati uguali”. Molti anni dopo, le più recenti ricerche genetiche affermano con assoluta certezza questa verità. Tutti gli uomini, al di là di differenze somatiche più o meno evidenti, sono uguali e non esiste alcuna distinzione in razze. Men che meno esistono popolazioni “”che non sono ancora “evolute” dal punto di vista genetico-cerebrale”".
longinous
25 nov 2010 - 19:39 - #4Il progresso è cambiamento, per forza di cose, mentre la tradizione è immobilità.
Fare quello che si fa perché qualcuno una volta l’ha fatto e sembrava buono può andare solo finché non viene scoperto un modo migliore di farlo o un motivo per non farlo.
Questo è progresso.
La tradizione, invece, si ferma al primo punto.
Non esiste niente come “coniugare la tradizione alla modernità”.
Non esiste.
Non vuole dire niente.
È come chiedersi perché il ghiaccio non possa stare immerso nel magma.
Semplicemente perché no.
rafa
25 nov 2010 - 20:39 - #5E’ impossibile valutare una cultura differente dalla proprio senza un atteggiamento etnocentrista. Ad ogni modo, peggio per loro :P
zakmacraken
26 nov 2010 - 03:26 - #6Come non essere d’accordo con rafa, anche se credo che il primo commento abbia semplicemente usato parole inappropriate. Resta comunque inopportuno cancellare la biodiversità e forzare i tempi a popolazioni che, beninteso hanno geneticamente le nostre stesse capacità, ma stanno vivendo in un ecosistema e due anni dopo se ne trovano in un altro, catapultati in avanti di 1000 anni. Agli etnocentristi occidentali sembrerà di averli “salvati”, come a quelli che pretendono di esporatare stili di vita e modelli. Io dico semplicemente, “peccato”. Avrei invece fatto di tutto per DIFENDERE il loro diritto ad avere una curva evolutiva più naturale.
mipnamic
26 nov 2010 - 10:09 - #7Caro Mauz, ti ringrazio per la correzione, un po’ meno per aver parlato di “tono di saccenza”.
Un politically correct zakmacraken per lo meno riesce a rendersi meno antipatico.
addirittura “tu e quelli come te sono un rischio per la gente mondo…”… questo fa di te un genio (incompreso) della comunicazione :D
Dopo aver asserito che io sono un cretino… (cosa comunque che non mi turba) possiamo sicuramente dire che la scelta di parole come “evoluzione genetica” è decisamente scorretta ma se penso a Tribù come gli Javaé mi rimangono un paio di dubbi.
Io, personalmente, e forse è proprio questo il mio limite, sono fortemente convinto che una popolazione, sia essa composta da pochi individui o da milioni di individui, insomma, una popolazione “diversa” (culturalmente, storicamente, etc) abbia i suoi “tempi tecnici” (non parliamo di genetica).
Perché se io vado in un determinato paese (a caso, anche inventato) dove la popolazione gira nuda, mangia l’inverosimile in condizioni discutibili e la cui igiene personale è ancor meno curata di tutto il resto e io, uomo bianco quindi evoluto (humor) gli porto la MIA tecnologia… in quel momento, a mio avviso, sto facendo un danno colossale.
Non mischiamo la diversità di credo e / o la diversità di costume, non è un problema se questi girano nudi, potrebbe diventare un problema se questi si trasmettono malattie infettive (HIV) come passarsi l’influenza in famiglia…
Non ho sicuramente titoli in materia per pensarla “in questo modo”, non dico neanche che sia “l’unico modo” in cui bisogna pensarla, sono convinto che si possa sempre imparare da chiunque, anche ascoltando le opinioni più bizzarre e si, anche ascoltando le opinioni di quelli che vengono definiti “un rischio per la gente del mondo”, quantomeno può aiutare (sempre a parer mio) a comprendere che il nostro “modo di pensare”, il nostro “modo di vedere le cose” non è unico, universale e divinamente riconosciuto.
Mauz
26 nov 2010 - 14:54 - #8ciao Mip,
mi scuso per aver sbottato in modo iroso e un po’ ingiustificato,
ma spesso mi arrabbio quando vedo usare termini e concetti in modo poco accort, e’ una deformazione dovuta al mio mestiere.
Non mi riferisco a Te in particolare, ma a quello che immagino anche tu vedi e senti ogni giorno sui media di qualunque livello.
Sono comunque assolutamente d’accordo che la tecnologia dovrebbe essere filtrata e calibrata per alcune popolazioni.
Magari un po’ di tecnologia per l’igiene e per i servizi sociali e sanitari farebbe molto meglio di un telefono…