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Economisti del MIT: i robot rubano il lavoro agli americani

Pubblicato: 18 ott 2010 da Claudia

robot

La crisi economica, verificatasi negli ultimi anni a livello globale, ha colpito in particolar modo gli Stati Uniti. Varie analisi hanno cercato di attribuire la colpa della recessione: immigrazione, sistemi bancari, mutui e via dicendo. Un nuovo studio condotto dagli economisti e riportato dal MIT incolpa i robot di aver rubato il lavoro agli americani.

Questa la conclusione degli economisti, che hanno studiato statistiche sulla situazione e sulla crescente polarizzazione del lavoro, osservando una crescente disparità di retribuzione tra i lavori a bassa e ad alta qualificazione. Una serie di studi condotti tra la primavera e l’estate hanno sollevato ora interessanti considerazioni e domande, in previsione dell’Election Day.

L’industria manifatturiera è ancora molto forte negli Stati Uniti, ma impiega principalmente robot rispetto ad esseri umani. L’automazione robotica sembra essere il futuro della manifattura, medicina, biomedica ed altri campi: il rischio è che la popolazione americana di cultura medio-bassa rimanga completamente esclusa da questo tipo di mercato.

David Autor, uno degli economisti del MIT, ha dimostrato in uno studio che certe occupazioni con task ripetitive sono molto più vulnerabili per i lavoratori, che vengono più facilmente sostituiti dai robot. Non è certo una scoperta eclatante: da tempo le procedure ripetitive e di estrema precisione vengono affidate alle macchine.

Il magazine Good rincara la dose:

La classe media sta scomparendo in grande parte perchè la tecnologia ne rende le capacità obsolete.

Lo studio di Autor, condotto in collaborazione con David Dorn del Center for Monetary and Financial Studies di Madrid, ha classificato le operazioni come di routine o non di routine e ha creato una graduatoria delle occupazioni che richiedono questo tipo di operazioni. L’Economist spiega che i segretari, gli addetti allo sportello delle banche e altri generi di impiegati svolgono un lavoro altamente legato alla routine, quindi sono più vulnerabili alla sostituzione da parte dei robot e dell’automazione. Il lavoro negli Stati Uniti quindi si polarizza in un’area dedicata alla specializzazione estrema, con grandi profitti economici.
Ovvero: piove sempre sul bagnato.

Anche ricercatori Europei hanno verificato questo tipo di polarizzazione a seguito dell’adozione massiccia di sistemi IT. I robot sostituiscono l’uomo nella catena di produzione, ma abbiamo visto come presto potrebbero essere in grado di compiere azioni quotidiane più complesse, prendersi cura della casa o dei malati, andando magari man mano a sostituire infermieri, addetti alle pulizie… In realtà, attualmente siamo ancora molto lontani dal panorama cinematografico di “Io Robot”. In più, anche i robot necessitano di essere pensati ed assemblati, compito che al momento spetta ancora all’uomo.

La penetrazione della robotica nella quotidianità è inevitabile e irreversibile.

[Via Gizmodo]

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Antonello_V

    18 ott 2010 - 16:10 - #1
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    Chissà, magari domani l’uomo potrà finalmente dedicarsi alla famiglia e agli amici piuttosto che essere schiavo del sistema, e dopodomani magari capirà che può fare a meno del denaro e finalmente vivere felice, e tra tre giorni ci accorgeremo che tutto il male che l’uomo faceva era dovuto, gira e rigira, allo stress del poco tempo libero e al denaro ..

    Utopie a parte, lessi se non sbaglio in un libro di Michio Kaku, che tra poco tempo gli unici lavori che serviranno saranno i lavori umanistici quali medici, insegnanti e terapisti, perchè tutti i lavori che fa l’uomo oggi possono essere svolti da una macchina in tutta tranquillità.

  • Profilo di XANDRES

    XANDRES

    18 ott 2010 - 17:40 - #2
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    beh anche i lavori creativi sono insostituibili…(registi,pittori,musicisti,grafici ecc..)

  • Profilo di traveller

    traveller

    18 ott 2010 - 18:39 - #3
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    Caxxxate!!!
    Il lavoro manca perchè c’è la “delocalizzazione” (sui chiude e si apre dove si può sfruttare la manodopera e buttare ogni genere di porcheria nell’ambiente).
    Se fosse vero quello che che si dice in quest’articolo, già ora avremmo fabbriche senza operai: non succede perchè la macchine costano e, in caso di flessione della produzione/calo della domanda, non possono essere licenziate, a differenza degli esseri umani.

  • Antonello_V

    19 ott 2010 - 00:24 - #4
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    @Xandres: ovvio, ovvio, tutti i lavori che necessitano dell’intelletto umano, laddove l’umano in questione ne sia provvisto ovviamente.
    @traveller: in realtà la tecnologia esiste, è la volontà che manca. Se la tecnologia esiste e la possibilità quindi c’è, di che parliamo? Quello di cui tu parli è quello che si chiama “sistema”, ma non voglio tirare in ballo una qualche discussione e/o polemica sparlando di cospirazionismo, di certo non è questa la sede.

  • Profilo di mr-pipino

    mr-pipino

    19 ott 2010 - 10:58 - #5
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    @Antonello_V
    La tua riflessione al commento 1 è davvero molto acuta.
    Potresti dirmi il titolo del libro che citi?

  • Profilo di minipower

    minipower

    19 ott 2010 - 11:35 - #6
    0 punti
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    Sono 10 anni che ho capito che l’unico modo di annullare la sofferenza è di eliminare il denaro dalla nostra vita, facciamo fare ai robot tutto quello che possono e noi ci dedichiamo all’intrattenimento o alla ricerca di nuove popolazioni extraterrestri, proprio come in star trek ;), i nostri pronipoti ci arriveranno di sicuro.

  • dino battistuzzo

    19 ott 2010 - 17:26 - #7
    0 punti
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    Non serve essere scienziati del MIT per capire una cosa del genere.Mi preoccupa se lo hanno capito così tardi

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