Come sarà lo smartphone del futuro? Dimenticatevi la tipica scocca in plastica rigida o alluminio, perchè avremo un telefono dalla forma adattabile, in grado di alterare il proprio design per segnalare una situazione di allarme in casi in cui non bastino segnali visivi e audio. Shwetak Patel, un ricercatore della University of Washington a Seattle, e il suo team di colleghi hanno realizzato un cellulare comprimibile e “strizzabile”, chiamato SqueezeBlock, che sfrutta i piccoli motori integrati nella scocca per imitare il comportamento di una molla.
Alcune piastre per rilevare la pressione vengono inserite sul dispositivo, calcolando la forza applicata sulla scocca, mentre i motori controllano la quantità di resistenza esercitata in risposta. La resistenza può essere modificata e il grado di comprimibilità del telefono può essere controllata da alcuni aspetti del telefono che forniscono una risposta alla mano umana, senza la necessità di suoni o segnali visivi.
Prendiamo ad esempio la carica della batteria: quando il processo di ricarica viene completato il telefono potrebbe assumere l’aspetto gonfio di una pancia bella piena o, quando scarico, sembrare vuoto e facilmente comprimibile come una palla antistress. Il telefono potrebbe irrigidirsi nel caso di ricezione di mail particolarmente importanti, o comunque potremmo ricevere un gran numero di informazioni semplicemente comprimendo il telefono e comprendendone le reazioni meccaniche.
Patel ha testato SqueezeBlock su 10 persone, chiedendo di provare sette differenti utilizzi del disposivo. Gli utenti sono stati in grado di riconoscere fino a quattro livelli di “strizzabilità” del telefono, riconoscendone messaggi basilari come la carica della batteria. Questo progetto, per quanto strano possa apparire, è stato presentato la scorsa settimana all’ACM Symposium on User Interface Software and Technology di New York e altri team di ricercatori lavorano su qualcosa di simile, cercando di ottenere risposte fisiche degli smartphone a certi messaggi da comunicare all’utente.
Uno dei ricercatori della Deutsche Telekom Laboratories di Berlino, ad esempio, ha creato il cellulare che inspira ed espira a ritmo costante. Il modificarsi del ritmo può indicare una chaimata in arrivo o la batteria scarica. Piuttosto inquietante, ma affascinante.
Lavorare maggiormente sui feedback tattili potrebbe venire in aiuto agli utenti non vedenti o ipovedenti, ad esempio. Tutti i dettagli sul progetto SqueezeBlock sono disponibili su Internet.
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19 ott 2010 - 14:54 - #1non è vero… il cellulare del futuro sarà impiantato direttamente nel cervello e la scheda SIM si potrà cambiare infilandola in una narice… :)
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20 ott 2010 - 06:40 - #2.
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Facebook ha assunto due ingegneri provenienti dal progetto ChromeOS di Google…
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non è che anche Facebook sta sviluppando un suo FacebookOS tipo ChromeOS o iOS???
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