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NELL, il computer che sta imparando l'inglese per interagire con gli uomini

Pubblicato: 06 ott 2010 da olivia

In un seminterrato della Carnegie Mellon University a Pittsubrg, si trova una macchina che potrebbe presto sfoggiare qualche caratteristica umana. Si chiama NELL, è di fatto un computer e dall’inizio di quest’anno è impegnato a…imparare l’inglese.

Sostenuto da importanti realtà come la Defense Advanced Research Projects Agency e Google, NELL, acronimo di Never-Ending Language Learning, legge testi sul web 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, senza mai dormire, da bravo computer. Ma da ottimo aspirante umano, cerca di apprendere come una persona in carne e ossa, comprendendo soprattutto le mille sfumature del linguaggio, base fondamentale per la comunicazione e l’interazione uomo-macchina.

Quando la lingua utilizza parole o frasi con significati ambigui, le macchine vanno in tilt; NELL invece sta cercando di capire le differenze, esattamente come farebbe una persona alle prime armi con il linguaggio: NELL legge e immagazzina, legge e immagazzina, classificando e discernendo; e più legge più impara, più impara e più velocemente raggiungerà il suo scopo, con pochissimi aiuti dai suoi amici ricercatori umani. Un autodidatta insomma, o quasi.

NELL attualmente conosce 390.000 tra fatti, cose e situazioni, con un 87% di correttezza di interpretazione e 280 categorie di classificazione, che lo aiutano a comprendere il significato e le sfumature delle parole e delle frasi.

L’obiettivo di tutto questo? Avere a disposizione una macchina che sappia capire le domande e rispondere in modo articolato: una svolta per i motori di ricerca o per gli assistenti virtuali che offrono aiuto su siti relativi a sanità, burocrazia, shopping online, istruzione e quant’altro.

Ma anche un enorme passo avanti nell’interazione uomo-macchina, teorizzata e fantasticata già da tempo immemore (e ce lo dimostrano tanti film sull’argomento), nonchè nella costruzione di computer in grado di assomigliare sempre di più agli esseri umani, mentre paradossalmente forse gli esseri umani tendono sempre di più verso le macchine.

Un campo in parte nuovo e non più soltanto fantasioso per la sociologia e per la psicologia, ma nello stesso tempo anche un terreno minato, con soglie di pericolo che non si dovrebbero mai superare. Le previsioni catastrofiche che da anni si teorizzano, potrebbero diventare realtà…

Via | NYT

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di egoalesum

    egoalesum

    06 ott 2010 - 21:07 - #1
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    Un campo in parte nuovo e non più soltanto fantasioso per la sociologia e per la psicologia

    Direi anche e soprattutto per la filosofia!
    Non è un problema da poco, dal punto di vista filosofico… Come si conosce? Che ruolo ha il linguaggio nella conoscenza? Come funziona il pensiero, e come il pensiero interagisce con il linguaggio?
    In breve, cos’è l’intelligenza? Una cosa complicata? Oppure una cosa assolutamente semplice, avendo capito come guardarla?

    Ho assistito a qualche lezione, semplice, di intelligenza artificiale… E mi ricordo che il relatore affermava che attualmente si pensa che l’intelligenza non sia altro che un insieme di “luoghi comuni”, semplici proposizioni (ad esempio “il pane è un alimento”, “l’oro costa più dell’argento” ecc)… Il problema è che per moltissime di queste cose gli uomini utilizzano il “buon senso”: come insegnarlo alle macchine?

  • brunoliegibastonliegi

    07 ott 2010 - 13:25 - #2
    0 punti
    Up Down

    mediante un sistema di retroazione positiva si può instaurare anche il concetto di “buon senso” il problema è come ottenere questo feedback. in questo caso al posto di un feedback “manuale” sembra che i ricercatori abbiano tentato di utilizzare un metodo “googliano” ovvero analisi dei testi alla ricerca di feedback autoreferenziali.

    …credo

    Varrebbe la pena di superare il concetto di “intelligenza” come scintilla ( divina ) e abbracciare concetti di intelligenza emergente… e tutto apparrebbe più logico.
    A parte la politica italiana.

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