
AppBlog premia i propri lettori: in occasione del primo anno di vita delle digital edition di Corriere e Gazzetta vi regala 10 abbonamenti mensili alla versione digitale del Corriere per iPad ed iPhone, 10 abbonamenti mensili alla versione digitale della Gazzetta per iPad ed iPhone, 10 cover per iPad 1 del Corriere di Tucano e 10 cover per iPad 1 della Gazzetta di Tucano, oltre ad 1 abbonamento annuale della versione digitale del Corriere per iPad e iPhone e 1 annuale alla versione digitale della Gazzetta per iPad e iPhone.
A partire dalle ore 10 di questa mattina fino alle ore 19, regaleremo ai primi quattro che commenteranno SU APPBLOG.IT allo scadere preciso di ogni ora i premi in questo preciso ordine:
Questo schema di vincita si ripeterà ogni ora fino alle 19. Per scoprire i quattro vincitori faremo riferimento all’ora precisa del commento lasciato. Alle ore 21 e alle ore 22 verranno messi in palio, in ordine:
Ogni utente potrà vincere un solo premio: farà fede sia l’email dell’iscrizione, sia l’indirizzo fisico legato al singolo account che verrà verificato. Tutto chiaro? Siete pronti a commentare su AppBlog? Scaldate il mouse perchè solo i più veloci e precisi si aggiudicheranno i nostri regali! Per tutti gli altri resta valido il link per le nuove pagine di Corriere e Gazzetta dedicate all’edizione digitale: www.gazzetta.it/digitaledition e www.corriere.it/digitaledition! Nel seguito del post vedete il video promozionale del lancio.
D-Link vende da un po’ di tempo il Boxee Box, si tratta di una scatoletta da collegare alla Tv per accedere a una serie di servizi multimediali. Con questo box è compreso anche un telecomando: il Boxee remote.
L’apprezzamento di questo telecomando è stato così alto da spingere D-Link a venderlo come accessorio singolo. Da un lato possiede dei comandi per governare la riproduzione multimediale, mentre dall’altro lato possiede una tastiera QWERTY completa.
Compatibile con Mac e PC, si può collegare al computer mediante un adattatore ad infrarossi. D-Link suggerisce di usarlo con il software Boxee. Si può comprare su Amazon per 39,99 $, circa 28 €.
[via d-link]

Molte volte l’uomo ha costruito degli oggetti e messo a punto tecnologie ispirandosi al mondo della natura. I gatti, per esempio, possono guardare di notte e adesso anche l’uomo può farlo.
Secondo le recenti voci di corridoio, infatti, i soldati americani hanno usato delle lenti a contatto ad infrarossi per vedere al buio e catturare Bin Laden. Le lenti si applicano direttamente sugli occhi e sono alimentate da un collirio speciale fatto di NdFeB, vale a dire del gel magnetico.
Chissà se, come è capitato per altre invenzioni dell’esercito, anche questa diventerà un prodotto commerciale. Pronti a vedere nel buio?
[via kitup]

SureFire ha introdotoo sul mercato la sua prima torcia nel 2010, ma ci ha messo un bel po’ prima di introdurre sul mercato quello che si potrebbe ritenere un prodotto di punta, ovvero una flashlight da 800 lumen di luminosità, per la gioia degli amanti dell’esplorazione o del camping estremi. Per dare un riferimento, la mastodontica MagLite a 6 batterie tipo torcia(più un’ottima arma che una torcia) produce soltanto 160 lumen, quindi si può tranquillamente affermare che la Invictus è dannatamente più luminosa. Ovviamente tutta questa luce richiede un “pedaggio”, ovvero batteria composta da 3 celle 123A all’interno del corpo della torcia, sviluppato in alluminio militare.
Alla massima potenza UB3T dura solo 1.7 ore, ma se uno necessità di una intensità minore la tempistica aumenta, fino ad arriviare all’impostazione minima, a 2 lumen, che permette una durata da 150 ore. Sfortunatamente, se non siete dotati di 695 dollari (circa 484 euro) il privilegio di possederla non sarà vostro, però potete sempre ripiegare sull’oggetto di culto dell’anno passato, ovvero la luce Torch della Wicked Lasers, 4,100 lumen di potenza per soli 150 dollari (104 euro circa), oggetto che oltre che illuminare, tende anche, però, ad incenerire.
[Via Engadget]
Controllare il proprio laptop con i movimenti degli occhi è ora possibile grazie alla tecnologia sviluppata da Tobii, mostrata durante l’evento D9 e che potete vedere nel video in apertura. Per il momento questa tecnologia non permette un controllo completo su tutte le funzionalità, ma consente gli utenti di manipolare parti della macchina senza dover utilizzare le mani. Si tratta di una tecnologia già utilizzata su alcune macchine e la cui adozione potrebbe divenire massiva nei prossimi anni.
[Via All Things D]
g-speak overview 1828121108 from john underkoffler on Vimeo.
Se avete mai visto Minority Report, film futuristico di Steven Spielberg in cui il protagonista, Tom Cruise, interagiva a distanza con display virtuali a più livelli tramite un guanto, riconoscerete qualcosa di simile negli sforzi del MIT: da anni la Oblong, spin off sperimentale del MIT, lavora ad un’interfaccia simile (un’ambiente operativo su base spaziale) chiamata G-Speak e oggi ha finalmente qualcosa di pronto.
Il primo prodotto che si basa sulla piattaforma si chiama Mezzanine, creato per lavorare in aree condivise come sale conferenze, in cui gli utenti lavorano insieme in uno spazio operativo. I guanti funzionano come controlli primari per manipolare l’interfaccia distribuita su diversi schermi. Il sistema può essere connesso a notebook, smartphone, tablet e altri terminali connessi alla rete.
I guanti hanno controlli esclusivi su ognuno dei lati, per accedere a funzionalità differenti. Il lancio di Mezzanine è previsto per l’autunno, ma sarà una tecnologia ancora lontana dal mondo consumer per almeno i prossimi 3 anni.
[Via Electronista]

Il tentativo di creare sveglie sempre più creative e fantasiose, ma soprattutto dissuasive, a volte sconfina nel delirante: quella che trovate in apertura è una sveglia concept che non permette ritardi. La sveglia infatti inizia a suonare e contemporaneamente a distruggere una preziosa banconota (in questo caso da 100 dollari) per dissuadervi a non indugiare: prima vi svegliate più possibilità avrete di salvare la pecunia.
Distruggere dollari in America è un reato federale, ma scommetto che il concept ispirerà comunque qualche produttore sadico.
[Via ParisLemon]

Per chi è in cerca di soluzioni per configurare la rete domestica, D-Link propone Homeplug DHP-500 AV e DHP-501AV, rispettivamente un adattatore PowerLine e un kit con due adattatori.
Il DHP-500AV si aggiorna con una porta Gigabit e la possibilità di arrivare a una trasmissione di 500 Mbps sfruttando la rete domestica. Per chi non conoscesse questo sistema la configurazione è la seguente: collegare il cavo di rete dal router al powerline, inserire il powerline a una normale presa elettrica e collegare un altro powerline alla presa vicina al PC/dispositivo a cui vogliamo dare connessione.
In questo modo si possono raggiungere tramite rete elettrica anche le zone della casa non coperte da un eventuale router WiFi, ad esempio una stanza a un piano diverso. Oltre che per portare la connessione internet, il sistema può essere utilizzato anche per creare una rete domestica per la condivisione dei file, ad esempio da un hard disk di rete alla TV.
I nuovi prodotti di D-Link puntano tutto sulla velocità, sulla qualità della connessione per rispondere all’esigenza di uno streaming video fluido e senza interruzioni e al riparmio energetico: si disattivano automaticamente quando non vengono utilizzati. Per acquistarli basta recarsi nelle principali catene di elettronica di consumo a partire da Maggio a 68€ (IVA esclusa) per il DHP-500AV e 122€ (sempre IVA esclusa) per il kit DHP-501AV.
La mano è l’arto più complicato del mondo. Ricco di terminazioni nervose, risponde all’istante ai comandi del cervello. Per questo motivo molti ricercatori la utilizzano per le loro invenzioni. L’ultima si chiama Fingual ed è stata sviluppata da un progetto promosso dalla Osaka University e la Shinshu University in Giappone.
Mostrato durante l’evento Interaction 2011, consiste in un guanto ricco di sensori magnetici. Grazie ad un particolare software, il guanto traduce il linguaggio dei segni in testo scritto. In questo modo sarà possibile costruire un traduttore per trascrivere le parole delle persone colpite da handicap.
Il sistema al momento non è in fase finale. Il software riconosce dall’80 al 90% del linguaggio. Il team di ricercatori continuerà gli studi per renderlo infallibile.
[via diginfo]

La macchina degli aiuti al Giappone, dopo le violenti scosse di terremoto e lo tzunami che l’ha colpito, si è già messa in moto. Da tutto il mondo sono stati attivati vari canali di aiuto. Alcuni di questi utilizzano il kit ShelterBox.
Il kit costa circa 100 $ e misura 83,8 x 61 x 55,9 cm. All’interno si trovano:
[via shelterboxusa]