
Il Commodore 64 veniva svelato per la prima volta 30 anni fa più o meno in questi giorni, per poi debuttare ufficialmente al CES nel gennaio del 1982. La scatoletta beige-marroncina a forma di pagnotta è ormai un pezzo di storia, una pietra miliare che ha segnato l’informatizzazione per decine di milioni di famiglie (le vendite sono stimate tra le 12,5 e i 17 milioni di unità).
Il computer era dotato di 64 KiloByte di RAM (da qui il nome) e vantava non solo un prezzo, ma anche prestazioni superiori comparati agli altri computer del periodo come l’Apple II, i cloni IBM e gli Atari da 8 bit. Questo ha fatto si che tra il 1983 e il 1986 Commodore mantenne una posizione di dominio sul mercato, con uno share di circa 35% tra tutti i sistemi venduti in quegli anni.
Il Commodore 64 non vive solo nella memoria di chi ha vissuto quegli anni, ma è una realtà giocabile in una miriade di emulatori e per i veri nostalgici è anche un moderno retro-computer che include una piattaforma Intel Atom a 64 bit, realizzato da un’azienda che ne ha rilevato il marchio la scorsa estate.
Per festeggiare il compleanno dell’iconico computer a 8 bit abbiamo creato una galleria di immagini trovate nella rete. E voi c’eravate in quegli anni?
Commodore 64: trentesimo anniversario




Via | Flickr
Sanden è un grande costruttore di distributori automatici e in collaborazione con Okaya e Intel ne ha realizzato un prototipo ad altissima tecnologia — forse troppa — che come potete vedere dal video, dispone di un display touch trasparente di ben 65 pollici capace di mostrare animazioni, informazioni e contemporaneamente i prodotti in vendita.
Il distributore è dotato di un processore Intel con core Sandy Bridge che grazie al software Audience Impression Metric effettua quella che l’azienda definisce un “riconoscimento facciale anonimo”, ossia può riconoscere il sesso e l’età del cliente, proponendo ogni qual volta delle informazioni personalizzate.
Il produttore inoltre specifica che il distributore può essere usato per vendere beni di lusso come cosmetici e vino piuttosto che le lattine mostrate nel video della dimostrazione, cosa che risulta plausibile visto il costo che avrebbe uno strumento del genere. Un’altra funzionalità innovativa è una “modalità di sicurezza”, che permette di mostrare all’occorrenza le uscite di sicurezza e indicazioni di evacuazione.
Via | Akibahara News

L’inverno si avvicina sempre di più e presto bisognerà indossare il cappellino, la sciarpa e i guanti per ripararsi dal freddo. Se avete un dispositivo con schermo capacitivo, come uno smartphone o un navigatore satellitare, vi sarete accorti che questi non funziona se indossate i guanti.
Gli schermi capacitivi hanno bisogno del contatto delle dita per rilevare una soglia di conducibilità elettrica. Con i guanti questa soglia si annulla e il tocco delle dita diventa inutile. SMK, però, ha dichiarato di aver costruito uno schermo da 6,1″ in grado di funzionare anche con i guanti.
La società ha aggiunto un chip che potenzia la rilevazione della conducibilità elettrica con copertura delle dita fino a 1,5 mm di spessore. Usando questa tecnologia i dispositivi di prossima generazione si potranno usare comodamente anche in inverno.
via | techon
L’idea ha messo molti mesi a prendere corpo, ma finalmente sta iniziando ad arrivare sul mercato: la Gibson Firebird X è una chitarra “smart”, che per oltre $5500 offre un hardware degno di un robot.
Si tratta della classica Gibson, colorata in rosso Redolution o blu Bluevolution, ma all’interno c’è un’astronave di feature robotizzate. La Firebird X si accorda da sola, ha una gamma di effetti plug-in incorporata e controlla le pedaliere via Bluetooth. Sicuramente è la più user friendly delle chitarre, ed anche la più personalizzabile, dato che ha accesso all’App Store di Gibson tramite Pure-Analog Engine. Non basta: i 1800 acquirenti della Firebird X saranno anche posti direttamente in contatto tra loro tramite un social network dedicato, che fornirà video, patch, idee, manuali.
Per il musicista duro e puro che è nato nella generazione di Guitar Hero ed iPhone.
Via | Engadget
Posizionare dei sensori alla testa, dormire e vedere tutto ciò che si è sognato la mattina seguente. Sembra un’attività possibile solo nei film di fantascienza, invece, dei ricercatori dell’università di Berkeley si stanno avvicinando sempre di più verso questa tecnologia rivoluzionaria.
Il sistema testato si chiama FMRI (functional magnetic resonance imaging) e analizza le onde celebrali. In pratica gli scienziati hanno creato un archivio con 18 milioni di secondi di video di YouTube. Quando il soggetto si fa analizzare e viene sottoposto a delle immagini il suo cervello produce delle onde. Le onde vengono confrontate con quelle registrate nella visione dei video di Youtube.
Le onde simili, quindi, richiamano immagini simili. E’ molto probabile che la persona veda le stesse immagini producendo le stesse onde. Il perfezionamento di questa tecnologia potrà aiutare molto la ricerca medica.
via | io9
Origo è un’azienda di recente formazione, il cui scopo è di creare una stampante 3D che non sia solo fruibile per il grande pubblico, ma addirittura rivolta ai più piccoli.
Al momento il prodotto è solo futuribile, un prototipo ma funzionante. Normalmente le stampanti 3D sono costose, difficili da usare, inaffidabili. Origo vuole creare un apparecchio così facile che potrebbe essere utilizzato da un bambino, in grado di riciclare il proprio materiale, economico e che produce proprio ciò che si vuole senza complicate interfacce di modellazione in 3D.
Sicuramente non creerà risultati altrettanto spettacolari dei giocattoli che girano al giorno d’oggi, ma il gusto e il piacere della creazione ci riportano tutti ai tempi di Lego e Meccano, l’unico tipo di esperienza costruttiva che si avvicina alla possibilità di studiare e fabbricare un modello in tre dimensioni.
Sarà anche una stampante 3D per bambini, ma la vorrebbe anche la maggior parte degli adulti che conosco. Spero che Origo si sbrighi a diventare realtà!

Immaginate di effettuare un viaggio che vi cambia la vita, oppure ricordare il luogo del vostro primo bacio, o dove avete chiesto in sposa vostra moglie e così via. Sono luoghi particolari, quasi magici.
Ora potete portarli sempre con voi grazie all’idea dei designer Stephen Williams e Hannes Walter. I pendagli Earth Pendant Silver sono estremamente personalizzati. Scegliendo delle coordinate su una mappa, infatti, potrete chiedere una copia in 3D della zona forgiata in argento.
Ogni ciondolo misura 2,5 mm di lato ed è spesso 5 millimetri. Si può comprare nel sito di Fluid Forms per 330 €.
[via likecool]

Siamo abituati a vedere la corsa alla miniaturizzazione dei sensori per costruire dispositivi sempre più piccoli ed efficienti. Quello che abbiamo davanti, però, non è affatto piccolo, tutt’altro: è il sensore per fotocamere digitali più grande del mondo.
Grande 20,3 x 25,4 cm, è stato commissionato dal fotografo professionale Mitchell Fainberg. Stufo di dover scattare foto con la sua Polaroid e spendere circa 15 $ a scatto, Mitchell ha deciso di tagliare i costi e commissionare questo sensore su misura.
Una volta attivato permette di scattare foto a 10 Megapixel con una risoluzione e qualità altissima. Il prezzo del sensore non è stato rivelato, ma Mitchell dichiara che costa quanto una casa abbastanza grande. Contento lui.
[via techcrunch]

L’ultima scoperta in fatto di energia fotovoltaica? L’ha fatta un tredicenne americano di nome Aiden ed è l’albero fotovoltaico costruito in base alla famosa “sequenza di Fibonacci”. Non è il classico pannello fotovoltaico ma un albero fotovoltaico, magari non da mettere in giardino ma al balcone, visto che non è molto grande.
Non è altro che un tubo di metallo con dei “rami” disposti secondo la spirale logaritmica di Fibonacci (che è una cosa complicatissima, ma che la natura ha capito perfettamente visto che è alla base della disposizione delle foglie di molti alberi). Sui rami sono attaccate delle piccole celle fotovoltaiche che generano l’energia elettrica.
Il risultato, secondo i test condotti dallo stesso Aiden, è molto buono. Il ragazzo, infatti, ha messo sul balcone di casa un piccolo pannello fotovoltaico classico e il suo alberello e, alla fine, ha ottenuto da quest’ultimo il 20% di energia in più. Ovviamente a parità di esposizione alla luce. Non sarebbe male una versione Usb portatile, magari da accoppiare ad un netbook fotovoltaico come il Samsung NC215S.
Storceranno il naso gli appassionati del modellismo più “puro”, ma l’Helo TC è uno dei modellini di elicottero più geek (o forse “fanboy”) visti in commercio. Merito dell’app per dispositivi iOs con la quale è possibile comandarlo a distanza. L’Helo TC è proposto ad una cifra abbordabile, 49 dollari, ma al momento il sito del produttore registra il tutto esaurito. Non vediamo l’ora di vederlo svolazzare sulle scrivanie della redazione di Blogo….
Via | AppleWeblog