Dopo il Lifebook LH772 di qualche giorno fa, Fujitsu ha presentato in Giappone la sua variante sul tema degli ultrabook di prestigio e dei laptop ipersottili con quattro modelli di Lifebook LH dotati di processore Intel di terza generazione Ivy Bridge. Sono tutti rigorosamente Made in Japan, cosa che rende Fujitsu molto fiera.
Per quanto riguarda i due laptop, abbiamo l’UH75/H da 14” che viene definito senza tante cerimonie il più sottile del mondo, pesa 1,44Kg e misura 15.6mm nel punto più spesso. L’UH55/H è quasi identico, ma con uno schermo da 13”. Entrambi i modelli promettono più di 9 ore di batteria.
Il terzo Lifebook presentato non rientra nella categoria degli Ultrabook. Si tratta del Lifebook SH76/H, ed è spesso 23,2mm nel suo punto più spesso e 16,6mm il quello più sottile. Il display è un 13.3”, ed il peso, piuttosto modesto, è di 1,34Kg. Nonostante le proporzioni, ospita un drive ottico, e la sua batteria è capace di resistere per 14 ore. Si può accedere con facilità al suo interno, dotato di un’accesso per aggiungere un HD o cambiare batteria con una più potente. La memoria interna di base, però, è una veloce SSD da 128MB.
A questi tre modelli si va ad aggiungere un quarto Lifebook, denominato AH78/HA. Un po’ più grande, è un 15.6” dotato di una originale tecnologia di purificazione dell’aria e filtro antifumo. Per il videogiocatore nervoso, evidentemente.
Il nome Envy Spectre torna su un HP, questa volta su un modello il cui nome per esteso è Envy Spectre XT. Le scelte di design sono meno originali, ma si tratta di un prodotto che offre una scuderia hardware piuttosto solida.
Ha fatto certo discutere la scelta di HP di creare uno pseudo ultrabook con un guscio in gran parte ricoperto di vetro antigraffio. Un materiale certamente “diverso”, che purtroppo per HP è stato definito meramente cosmetico ed inutile, oltre che pesantissimo. Questo suo discendente, tale più che altro nel nome, è protetto da uno strato di lega d’alluminio spazzolato.
Più piccolo dello Spectre 14”, l’XT è un 13.3” con schermo a 1366×767 pixel, uno spessore di 14.5mm ed un processore Ivy Bridge con 4GB di RAM. La memoria interna è assicurata da una SSD da 128GB, ed abbiamo una batteria da 8 ore, USB 3.0, HDMI. L’audio sarà fornito da Beats Audio con 4 speaker. In memoria ci saranno già caricati Photoshop e Premiere Elements e due anni di iscrizione al servizio Norton Internet Security.
Il prezzo totale per questo Ultrabook di fascia alta è di $999, almeno per quanto riguarda il mercato americano.
Via | NDTV

Dell sta studiando la strategia migliore per offrire sul commercio Ubuntu installato sugli Ultrabook. La macchina prescelta è la serie XPS 13, e sarà rivolta espressamente ai web developer che operano in mobilità. Il programma, denominato Project Sputnik, dovrebbe essere un “pilota” di sei mesi per valutare le necessità di questa clientela.
Tanti ed ancora tanti anni fa, Dell aveva inserito nella lineup dei PC con Ubuntu, opzione poi nominalmente sparita nel 2010 (anche se per tutto questo tempo è sempre rimasto possibile ordinare alcune macchine con Ubuntu). Ora il programma intende utilizzare uno stiloso laptop dal potenziale piuttosto rimarchevole, anche e va detto che se l’esperimento avesse successo, l’XPS 13 verrebbe certamente affiancato da altre macchine con una buona gamma di caratteristiche.
Sugli ultrabook sarà caricato Ubuntu 12.04 con una serie di pacchetti e tool per gli sviluppatori, con l’interesse per ora focalizzato su tre mondi particolari: Ruby, JavaScript ed Android. Le unità Sputnik verranno passate ad alcune personalità chiave che Dell ritiene un campione significativo per questo target di clientela.
Il progetto ha l’obiettivo a lungo termine di creare una piattaforma con integrazione cloud per test e sviluppo, con macchine piuttosto performanti. Vedremo come sarà accolta da questo pubblico, che come potete immaginare ha delle necessità molto particolari.
Via | DevOpsAngle

In una intervista a PC World il product manager di Intel Anand Kajshmanan ha dato la sua opinione sul mercato degli ultrabook e ha dimostrato di non avere peli sulla lingua: secondo lui gli ultrabook con Windows sono meglio dei MacBook Air.
Visto e considerato che anche i Mac montano chip Intel e sono quindi un cliente importante per il grande produttore di CPU, è un po’ strano sentire un portavoce ufficiale esprimere simili esternazioni poco politically correct. “[Windows] è il sistema operativo che gli utenti hanno imparato ad amare” ha detto, citando l’OS di Microsoft come il grande punto di forza dell’ondata di ultrabook che Intel stessa ha stimolato e promosso.
Nel resto dell’intervista, Kajshmanan ha fatto sapere che i partner commerciali di Intel sono fortemente incoraggiati a incorporare touchscreen nei propri ultrabook, qualsiasi sia la dimensione o la forma. Come fa notare The Verge, questo è un secondo attacco indiretto ad Apple. Nel 2010 Steve Jobs aveva rigettato l’idea di touchscreen sui laptop perchè a suo parere poco ergonomici.
Al momento tutti i prodotti simili ad un ultrabook con un touchscreen non usano delle cerniere normali, hanno monitor che si staccano, che scivolano fuori oppure dei cardini che consentono di far ruotare il display completamente fino a trasformare l’apparecchio in un tablet. Con l’arrivo di Windows 8 Intel sembra interessatissima a aggiungere funzioni touch a qualsiasi apparecchio. Chissà se gli utenti “impareranno ad amare” anche queste novità, o piuttosto si troveranno a rimpinguare le finanze del proprio ortopedico?
Via | The Verge
La presenza di Intel al CeBIT 2012 ha probabilmente la sua punta di diamante in un prototipo che sembra colmare un grande vuoto nei nostri cuori tecnologici: un ultrabook con il touchscreen.
Dopo aver creato l’intera categoria (del tutto artificiale) degli ultrabook per stimolare lo sviluppo di CPU potenti ma risparmiose d’energia e componenti compatte, Intel fa un ulteriore passo avanti per insegnare un po’ di ergonomia ai produttori ed assemblatori di PC, inserendo un touchscreen a 10 punti di contatto.
L’esperienza è praticamente identica a quella di usare un tablet (in particolare un Transformer - per ovvie ragioni), e a quanto pare il piccolo laptop da 13.3” a 1600×900 pixel è molto comodo per sfogliare le pagine virtuali dell’app-rivista digitale Zinio, pensata apposta per mettere in luce le possibilità del touchscreen. All’interno c’è una CPU Ivy Bridge 1.5GHz ed il sistema operativo è un semplice Windows 7. Il monitor sembra gigantesco. Dopo tutto siamo abituati ad interfacce touch ferme a 10.1”.
Con Windows 8 tutto sarà più bello, perchè quel sistema operativo è pensato per approfittare delle capacità dei tablet. Con questo scossone saranno molti i nomi famosi che metteranno sul mercato ibridi oppure crossover con il touchscreen, ne sono sicuro. A questo punto l’unica incognita è il prezzo, che non può neppure lontanamente essere comparabile a quello (già artificialmente abbassato) di un normale ultrabook.
Video | Ultrabooknews
Via | The Verge
Fujitsu ha tutta l’intenzione di presentare un nuovo modello di ultrabook il prima possibile e per questo ha portato al CeBIT 2012 un prototipo rosso acceso di quello che ci riserva il futuro.
I prezzi, come il nome, sono ancora tutti da decidere, ma Fujitsu promette “competitività” - e di riuscire a lanciarlo sul mercato entro luglio. Da un certo punto di vista sono un po’ sorpreso. Fujitsu ha dedicato la maggior parte dei propri sforzi all’ambiente professionale e corporate, ma qui ci troviamo davanti ad un ultrabook trendy e colorato, con il corpo metallico (in alluminio) spazzolato con finitura anti-ditate e schermo opaco. Secondo l’azienda, in effetti, il mondo dei PC si sta completamente “consumerizzando”, al punto che neppure gli uffici storcono il naso davanti ad un pizzico di stile.
Gli altri particolari venuti alla luce sono piuttosto interessanti. Si sa che sarà un 14”, sarà dotato di connettività 3G o 4G ed avrà Wi-Fi, Bluetooth, USB 3.0, HDMI ed Ethernet. Curiosa ma logica (sempre nell’ottica dell’uso professionale) l’opzione del lettore di impronte digitali in basso a destra. Il peso totale dovrebbe restare leggermente sotto ad 1,5kg.
Via | The Verge

Acer ha deciso di ripensare la propria strategia di approccio al mercato dei portatili, fondendo le divisioni che si occupano di netbook e di ultrabook.
E’ inizio anno (anche quello cinese), ed è necessario fare dei buoni piani contro la crisi economica e la concorrenza degli altri produttori. Acer affronta i tempi concentrando le forze e sovvertendo la politica di “protezione” dei propri settori, proponendo piuttosto un serio attacco ai mercati nevralgici del 2012: portatili, ultrabook, tablet e smartphone.
Ed i netbook? Non sono stati tagliati fuori, non esattamente. Come già anticipato la divisione che si occupa di essi ora è parte di quella che sta affrontando la nuova categoria degli ultrabook, una distinzione fortemente voluta per ragioni di marketing da Intel.
Difficile dire quali siano i progetti di Acer, che al momento detiene il 45% del mercato globale dei netbook. Forse la corporation cinese ha già inteso che la categoria è in via di estinzione ed ha deciso di riconvertirsi entro 24 mesi ai più lussuosi (ma fondamentalmente similissimi) ultrabook.
Via | Ubergizmo
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Secondo Juniper Research nei prossimi anni gli ultrabook sorpasseranno i tablet in quanto a crescita degli acquisti, ma non saranno comunque in grado di contrastarne l’ascesa.
Nel 2016, se i trend attuali dovessero essere confermati, ci saranno sul mercato 178 milioni di ultrabook e 253 milioni di tablet. Questi ultimi manifestano una crescita significativa e continua, sin dall’introduzione sul mercato dell’iPad, il vero motivo del successo di questo genere di apparecchio.
Gli ultrabook sono a loro volta partiti da zero, generati dal desiderio di Intel di creare una nuova categoria di laptop leggeri e di fascia alta in grado di sfruttare e contribuire alla crescita del settore delle CPU sempre più veloci e sempre più risparmiose d’energia. Il volume di crescita supera di parecchio i tablet, e promette di triplicarsi nei prossimi 5 anni.
E’ Intel a decidere cosa è un ultrabook e cosa non lo è: c’è un set di requisiti che deve essere rispettato per potersi fregiare di tale nome. Per ora i costi di produzione sono ancora alti, ma man mano che i produttori troveranno il modo di risolvere il problema si assisterà alla progressiva scomparsa di netbook e forse addirittura al declino dei notebook “regolari”.
Via | Slashgear
I Sony Vaio stanno per essere “colpiti” da un’ondata di upgrade, che coinvolgerà le serie C, E, S e Z.
La serie Z sarà uno dei primi laptop al mondo ad ottenere la possibilità di accesso 4G ad Internet, anche se per ora si parla di questa possibilità unicamente sul provider di servizi americano Verizon. Difficile dire se questa opzione verrà ampliata ad altre zone del mondo, ma di sicuro il nuovo colore Carbon Silver lo sarà.
Oltre alla cosmetica, la serie Z si rifà anche il motore, ovverosia una nuova gamma di CPU Intel Core i5 e i7, gli ultimi prodotti usciti a fine 2011. Anche la serie S potrà usare questi processori, sia nella versione 13” che 15.5”, che potranno inoltre vantare delle schede grafiche Radeon HD 6470M o 6630M.
Se poi gli ultrabook non fanno per voi, e preferite uno schermo di dimensioni decenti, il Vaio S 15.5” sarà d’ora in poi particolarmente attraente con un display IPS accurato nei colori e visibile da ogni angolo. I prezzi dovrebbero essere di $800 per il piccolo 13” e $980 per il più grande.
Anche le serie E e C vengono rivedute e corrette, ma la prima solo per la performance, con qualche nuovo processore, mentre la seconda vede migliorata la già vivace “carrozzeria”, con nuovi colori e incisioni speciali.
Via | Electronista

Non siamo riusciti ancora a deciderci se gli Ultrabook siano una categoria reale o immaginaria, che già LG ci propone i “Super Ultrabook” Z330 e Z440, due modelli ipercompatti di fascia alta.
Purtroppo per noi, esattamente come la categoria “normale” di laptop sottili, anche quelli “super” restano piuttosto indefiniti. La definizione che LG ne dà è un po’ evasiva: “[Hanno] una performance potente e un design affusolato finora mai visto negli ultrabook ordinari”. Chissà se anche il prezzo è super - Finora non è stato diffuso.
Marketing surreale a parte, i nuovi Z330 e Z440 sono belli, con il corpo in alluminio spazzolato e buone caratteristiche. Lo Z330 è un 13.3” con monitor LED 1366×768, ed una gamma completa di opzioni di CPU Intel: Core i3, i5 ed i7. La RAM è di 4GB DDR3 e la grafica HD 300, mentre lo spazio interno è su SSD da 120GB o 256GB. Il peso è di 1,21kg, con uno spessore di 14,7mm.
Il fratello Z440 è più grande, 14” ma con la stessa risoluzione, anche se c’è spazio per 8GB di RAM. E’ possibile scegliere un HD da 500GB al posto delle SSD, accoppiato ad un opzionale SSD da 16GB o 128GB per velocizzare il sistema operativo grazie alla soluzione ibrida (un’idea sfruttata anche da altri produttori). Le dimensioni aumentano: 1,5kg e 19.9mm di spessore.
Via | Slashgear